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domenica 23 novembre 2014

DONNA di Fabio Morici




Le tue spalle son le Alpi 
I tuoi fianchi Dolomiti 
Ma è nel mezzo alla pianura 
Tutta nera
Tutta rossa
Che potente scorre il fiume
Del Piacere e della Vita . 

domenica 21 settembre 2014

I DUELLANTI di Fabio Morici




Un sibilo fischia nell' aria ,
Non è il fresco vento del mattino,ma 
Un fendente potente ! 
Ah....parato con grande maestria
Ma siamo solo agli inizi
Di questo tanto atteso momento .
I ferri ribollono , fra colpi dati e portati
Il sudore , la fronte ci imperla
Ed un nuovo sentimento strada si fa'
Di rispetto dell' altro
E forse un giorno Amicizia verrà .

FEMME FATALE di Fabio Morici




Femmina sei Tu 
Più di ogni altra 
I miei pensieri rapisci .
Con occhio languido scruti
Il passero mio , reso incerto
Dal desiderio, e nel mentre
Osservo le tue forme sinuose
I bei fianchi scolpiti
Le spalle, di bronzo dorate
E la sede del piacere, nascosta
Rugge in me il furore represso
E cresce la brama dei
Dolci tuoi Baci !

martedì 2 settembre 2014

UNA AUDACE RAPINA di Fabio Morici


Lasciarono il Conte , come era previsto ha circa 2 miglia dalla rocca di Cagli, quindi subito voltarono i cavalli , e senza voltarsi indietro , per non cedere alla commozione , ripartirono di buon trotto .
Dopo circa un' ora di strada , Pasquale , il capo , rallentò l'andatura e poco dopo si fermò in un piccolo slargo erboso , prospicente la strada , ho meglio sarebbe chiamarla la pista , essa era infatti in terra battuta e non aveva ombra di selciato alcuno ; tutti i suoi uomini si fermarono in circolo intorno a lui , per ascoltare , quello che , evidentemente , aveva da dire loro. Così , infatti egli li apostrofò " Bene , ragazzi, oramai ci siamo , stiamo per imbarcarci su una via senza ritorno , questo sarà un colpo rischioso , lo sapete bene , se qualcuno non se la sente , può andarsene adesso , e nessuno avrà nulla da ridire , io per primo " .Così parlando , li guardava nel viso , ad uno ad uno , cercando i loro occhi , per indovinare i loro sentimenti , la loro paura , la loro determinazione .
Nessuno fiatò , per lunghi secondi , essi prima guardarono in terra ed in aria , poi , preso coraggio , l' un l' altro , con gli occhi , muti , si interrogarono , infine , uno dei più giovani disse " Siamo tutti con te ! " gli altri , rumorosamente assentirono , e la discussione così terminò.
Cavalcarono per vari giorni , usando molte accortezze , anche se le regioni attraversate erano loro ben note , volevano farsi notare il meno possibile , non che temessero di essere traditi dalla gente della montagna , quanto piuttosto , per non far loro correre degli inutili rischi , all' indomani del colpo.
Arrivarono perciò in un pomeriggio alquanto nuvoloso , nelle montagne prospicenti Foligno e si tennero ben nascosti nel bosco , soltanto due di loro lasciarono il gruppo , dirigendosi in direzioni diverse , ognuno doveva espletare una diversa missione.
Il mattino dopo , di buon ora erano già svegli , che il freddo della notte , senza aver potuto accendere i fuochi , era stato intenso .
Pasquale prese dei sacchi e ne rivoltò il contenuto , erano delle divise da Carabiniere Pontificio , in 11 indossarono la divisa , l' ultimo , il più anziano , aveva un costume diverso , e particolare .
"Bene , ragazzi , ricordatevi di cambiare anche le gualdrappe alle selle , nulla deve essere lasciato al caso ", si raccomandò il capo . Pronti che furono ,egli li passò lentamente in rivista , come fossero dei veri soldati , ne rimase favorevolmente impressionato e così diede il segnale di balzare tutti in sella e , lentamente si avviarono.
Dopo un paio di ore furono in vista del loro obbiettivo : l' Abbazia di Sassovivo , a poche miglia da Foligno. proseguirono al piccolo trotto e giunti alla biforcazione con la strada che conduceva all' Abbazia , vi lasciò 2 dei suoi uomini , con il preciso ordine di bloccare eventuali pellegrini , viandanti o penitenti , almeno fino al mezzogiorno . Pasquale e gli altri proseguirono , essi si disposero intorno al loro compagno , che era vestito in piccola tenuta da cardinale , giunsero in breve difronte alle massicce mura dell' Abbazia , che aveva la solida fama di custodire un prezioso tesoro , un paio di loro bussarono forte e senza molta grazia al portone laterale , dopo un poco , un frate apparve dallo spioncino , vide i carabinieri in divisa , ed udito il nome del cardinale , si precipitò ad aprire .
Essi entrarono in fretta , un paio di loro aiutarono subito i frati, oramai accorsi , al rumore ed alle voci loro giunte , ha richiudere le pesanti porte ; quindi , il suo vice , che fingeva di essere il capo della scorta , esortò il Superiore ha radunare tutti i presenti al convento , frati o laici che fossero , nel refettorio , che Sua Eminenza voleva impartir loro la Santa Benedizione , prima di visitare la chiesa ed il santuario annesso.
Subito i frati iniziarono a radunarsi , e mentre i suoi amici si accertavano che nessuno fosse rimasto in giro , il falso cardinale li intratteneva con parole mielate . Quale fù la sorpresa e lo spavento dei frati , quando questi spianarono le armi ed ingiunsero tutti di scendere nella cantina ! un solo colpo di pistola , sparato in aria , fu sufficiente ha convincerli ed ha troncare il loro brusio di , sorpresa , di costernazione , di rabbia !
Chiusoli tutti che furono , non senza aver detto loro a mò di incoraggiamento che molto presto sarebbero stati liberati , e che comunque la cantina era areata e poi conteneva grosse quantità di vino , di formaggi , di salumi di tutti i tipi , quindi che stessero sereni .......
Intanto un paio di loro erano già al lavoro , riempivano dei grossi sacchi con tutti gli ex voto , i calici e le croci , in oro , in argento , molti tempestati di pietre preziose , inoltre , nella cella del Padre Superiore rinvennero , oltre ad altri preziosi , una bella sommette in denaro contante . Allora Pasquale ordinò di fare una veloce perquisizione in tutte le celle dei frati , ed altre preziose sorprese li attesero. Radunato tutto il malloppo , il colpo non era durato più di mezzora , uscirono in fretta dall' Abbazia , quindi fecero il segnale convenuto ed anche i loro due amici al bivio si affrettarono ha raggiungerli , non prima però che si furono raccomandati alla mezza dozzina , circa , di pellegrini , di non salire al Santuario prima di 2 ore dopo il mezzodì , che al convento vi era un cardinale e non voleva essere disturbato dal volgo.
Riuniti che furono , lasciarono Sassovivo per un altro sentiero poco praticato e poi via , ha rotta di collo per circa 4 ore , finchè non giunsero al luogo del loro nuovo appuntamento . Era mezzogiorno passato da un pezzo , allorché vi giunsero , 3 uomini li stavano aspettando , due carbonai , padre e figlio , i quali avevano già acceso il fuoco in due grosse strutture in argilla , due altoforni ; vi era poi un vecchio ebreo , si riconosceva subito dalle treccine di capelli e dallo zucchetto in testa , stava seduto ad una specie di tavolo ed aveva spaso su di esso vari strumenti . 
Egli era infatti un abile orafo e gioielliere , tutto il bottino passò sotto le sue mani , pezzo per pezzo , egli lo stimava e poi scriveva la cifra su di un pezzo di carta , contemporaneamente toglieva dai vari oggetti le pietre preziose che vi fossero incastonate , le stimava , trascriveva il loro valore e le ammucchiava per genere , intanto i due altoforni ingoiavano uno l' oro e l' altro l'argento , per fonderli in nuovi ed anonimi lingottini di uguale peso e valore . Tutta l' operazione durò oltre 3 ore , era oramai quasi buio , quando venne il momento della spartizione . Pasquale , assolutamente volle che la sua parte fosse uguale ha quella degli altri , solo chiese di poter prendere poco oro ed argento e più pietre preziose , pagarono poi i loro 3 collaboratori , invitandoli a scappare il più presto possibile , i carbonai risposero che sarebbero andati senza indugio negli Abruzzi , il vecchio ebreo sarebbe scappato fino alla costa , poi a San Benedetto del Tronto , una barca già lo attendeva per portarlo in Slavonia .
Anche loro , dunque , oramai soli si riunirono , era la loro ultima volta , Pasquale distribuì ad ognuno un passaporto, dicendo loro "Sono originali , dopo che il tipo che li ha rubati per consegnarceli , ha avuto l' accortezza di dar fuoco all' ufficio delle Legatura di Urbino , con tutti i suoi registri , per cui nessuno potrà mai dire che non vi appartengono veramente , fatene un buon uso , state attenti ha non spendere ed ha non attirare l' attenzione , ora ci divideremo in coppie , ognuna di esse seguirà una strada diversa e sconosciuta agli altri , in modo che , in caso di cattura non possano fare rivelazioni compromettenti . Il mio consiglio è , che una volta fuori dagli stati del Papa , ognuno di voi prosegua da solo , io almeno farò così ! Ed ora lasciamoci , che abbiamo perso già troppo tempo , ha quest' ora ci staranno dando già una caccia spietata , dopo un colpo così, non ci sarà pietà per dei blasfemi come noi ! "
Li guardò , ha questo punto negli occhi , un cero nervosismo , misto a paura li stava contagiando , capì che li doveva rincuorare ed incoraggiare , perciò continuò "Ma non ci prenderanno , abbiamo bruciato le divise ed i nostri vecchi abiti nell' altoforno , abbiamo ancora un bel vantaggio e soprattutto ognuno di noi ha 2 cavalli , una Remuda , come si dice in spagnolo , per cui coraggio e gambe in spalla !" , la riunione si sciolse all' istante e le 6 coppie , in breve presero ognuna una via diversa .
Pasquale era con il suo vice ed amico più fidato , all' interno della banda , essi presero la strada del nord , mantenendosi sempre sulle montagne , avevano infatti viveri per almeno 8 giorni , e si diressero verso il Granducato di Toscana , vi entrano dalle parti di San Sepolcro , e si diressero successivamente verso Bibbiena , sempre cercando di dare nell' occhio il meno possibile . Di li , si diressero verso Pontassieve e quindi entrarono in Firenze , ma rimasero in periferia , dormirono una notte in una locanda ed il mattino dopo si diressero verso Livorno .
Quando finalmente giunsero in quel porto , dovettero affrontare il problema di trovare una nave che li prendesse a bordo , ma fortunatamente , potendo pagare e con i documenti in regola non vi furono grossi problemi ; senonchè alla fine il suo amico voleva andare anche lui con Pasquale , ma egli lo dissuase dicendogli " Caro Fabrizio , insieme non và bene , perché ovunque andassimo il pensiero che l' altro possa in una qualsiasi maniera tradirsi e far cadere nella rete degli sbirri anche lui , ci avvelenerebbe l' esistenza , per cui ci atteremo al piano originale , domani mattina tu ti imbarcherai per Marsiglia , io invece lo farò su di un legno inglese che farà rotta prima sulle Baleari , poi si fermerà in Portogallo ed infine dirigerà su Londra ", E così , puntualmente avvenne , salparono che era ancora notte , per non perdere la marea ed il vento da terra , alle prime luci dell' alba , egli era in coperta e guardava la terra già lontana , e mentre la brezza marina gli accarezzava il viso ed i gabbiani , con i loro striduli gridi , sembravano augurargli buona Fortuna , egli abbandonava il ricercato che era stato , il brigante costretto dalle ingiustizie del mondo ad una vita difficile ed in fondo sbagliata , lo sapeva bene anche lui , e speranzoso si avviava ad una nuova Vita in una terra straniera.

mercoledì 20 agosto 2014

L'ULTIMA NOTTE di Fabio Morici



" E così , signor Conte , domani mattina ci lasciate , questa è l' ultima notte che trascorrete con noi , per vostra fortuna , oserei dire ". 
" Perché adesso mi chiami signor Conte , quando in tutto questo tempo non lo ai mai fatto ? Chiamami Rodolfo , come ai sempre fatto ".
Attizzò nuovamente il grande fuoco , che la notte primaverile era ancor fredda , ed all' aperto , in montagna , lo era ancora di più , poi l' uomo più giovane così continuò " Ora le cose sono cambiate , da quel primo giorno in cui ci siamo incontrati , rammentate ? Allora chiamarvi solo con il vostro nome di battesimo e non con quello del vostro casato era un ulteriore modo di affermare la mia autorità , di fronte a voi ed ai miei uomini , anche se con il tempo ho imparato ad apprezzarvi , che tre anni e più son lunghi assai" . "Cero ricordo benissimo , e sempre ti sarò grato per quello che ai fatto per me , ti voglio bene come ad un figlio , anzi , forse anche di più , questo te lo voglio dire , in questa ultima notte che trascorriamo insieme ", rispose allora l' altro uomo , della apparente età di circa 50 anni , i capelli oramai un poco brizzolati , ma dalle spalle forti e larghe , il viso rasato già abbronzato dal sole della montagna . "Anche io vi voglio bene come ad un Padre , quel Padre che non ho più e che forse è morto per colpa mia ! Voi mi avete imparato tutto quello che so , ero solo un povero ragazzo analfabeta e voi mi avete insegnato a leggere e scrivere , il francese, un po' di inglese , le buone maniere in società , ha tirare di scherma ed ha parlare con le donne , tutto insomma " . "Tu non ai nessuna colpa nella morte di tuo Padre ! " , protestò ha questo punto il Conte , "Se è stato arrestato ed è morto in carcere la colpa è degli sbirri e di quegli schifosi pretacci ! Stai certo che lui è morto con il sorriso sulle labbra per non averti tradito , d' altronde mi sembra che ti sia ampiamente vendicato ".
"Si , questo è vero " convenne il giovane , "Ma è sempre una ferita che sanguina nel mio cuore ". "Ti capisco" replicò allora il Conte , cui una lacrima stava scendendo dall' occhio umido e per non dar ha vedere la sua commozione , si rialzò il bavero del pastrano, come per meglio ripararsi dal freddo notturno , che anzi si stava per far giorno ed una fastidiosa umidità già si condensava in rugiada . Bevve perciò un altro paio di sorsi di vino , dalla borraccia che aveva vicina , si schiarì poi la voce e così continuò " Sai , è un pezzo che ci penso , da domani , quando sarò tornato in un contesto civile ed avrò riassunto il mio ruolo nella società , cercherò di fare qualche cosa per te , voglio tentare di fare avere il perdono papale anche a te , mi caro e buon Pasquale " . ma subito il giovane replicò , alzando un poco il tono della voce " No , assolutamente , non lo dovete fate ! Già voi siete fortemente sospettato e sarete senza dubbio sottoposto ad una stretta sorveglianza , solo la potenza della vostra famiglia , dopo la morte di Leone Xlll° e l' ascesa al soglio pontificio di Pio Vlll° è riuscita ad inserire il vostro nome nella lista dei graziati ; ma per me non vi sono speranze , io sono solo un bandito , un brigante ricercato , un assassino ". Tacquero entrambi per un lungo momento , come per riordinare i reciproci pensieri , sentimenti , emozioni , poi il giovane continuò "D'altronde , ricorderete benissimo come avvenne la vostra liberazione " , un cenno con il capo , da parte dell' altro ,bastò , allora egli continuò "Avevo avuto una informazione sicura dalle mie spie ; una carrozza fortemente scortata , avrebbe preso avvio da Pesaro , si sarebbe poi portata a Fano e di qui sarebbe proseguita verso l' Umbria e poi Roma ; non avevamo nessun dubbio , sicuramente trasportava i soldi delle tasse alla tesoreria vaticana , 10.000, forse anche 20.000 scudi ! Una vera fortuna , per gente come noi ! Ed invece..."
"Ed invece..." gli fece eco il Conte , "E chi se lo poteva immaginare che dodici carabinieri pontifici a cavallo, più altri 4 uomini, due a cassetta e due all' interno della carrozza , servivano solo per scortare voi a Roma ".
"Già ", convenne l' altro ; "Mi portavano a Roma , si era ai primi di settembre , lo ricordo bene , ero rimasto invischiato nelle indagini su di Angelo Targhini e Leonida Montanari , li conoscevo è vero , ero un carbonaro come loro , ma nessuno di noi aveva commesso nessun delitto , a parte quello di amare la Libertà " , scrollo tristemente il capo e parlò ancora a fatica che il dolore del ricordo quasi lo sopraffaceva , "Poveri figlioli , li anno giustiziati a piazza del Popolo il 23 novembre 1825 , ci sarei dovuto salire anche io , sul patibolo , se non fosse stato per te e per i tuoi ragazzi" .
" I miei ragazzi" disse sottovoce il giovane , "Già , i miei ragazzi , siamo sempre stati una piccola banda , infatti la gente si chiama I dodici Apostoli ; non mi sono mai piaciute le grosse bande , lì è più facile infiltrare una spia oppure , per gli sbirri , trovare un Giuda che ti venda per 40 denari "
"Rammento ancora tutte le fasi dell' agguato , avevamo seguito di lontano il cammino della carrozza , poi , in un tratto di montagna , prima di Gualdo Tadino, in un punto della strada, dopo una lunga salita , quando i cavalli , già stanchi sarebbero dovuti per forza procedere al passo ,tesi la mia trappola . Avevamo segato 2 grossi abeti , al momento opportuno ne feci cadere uno sulla strada , bloccandola . i cavalli furono costretti a fermarsi , quando se lo trovarono davanti , allora noi aprimmo il fuoco . Io ed i miei uomini siamo tutti dei buoi tiratori , dopo la prima scarica , 8 sbirri erano nella caduti nella polvere , facendo così compagnia ai due postiglioni . Lasciammo cadere anche il secondo albero , per bloccare la fuga dei superstiti e poi ci lanciammo all' assalto ! Fu veramente questione di poco , tre dei carabinieri a cavallo , caddero nel giro di pochi secondi , l' ultimo lo stese il Nibbio, lo sai che con la carabina rigata è un tiratore micidiale . Intanto uno degli sbirri che erano all' interno della carrozza, scese , tentando di fuggire , due colpi al petto e la sua fuga terminò subito . Una altro dei miei , intanto aveva raggiunto la carrozza , dallo sportello oramai spalancato , giusto in tempo ! L' ultimo degli sbirri stava per pugnalarti , ma ci pensò lui a sistemarlo per sempre. Anche tu , però corresti un bel rischio , che pazzo di rabbia , quando si rese conto che nella carrozza, invece dell' oro c' eri solo tu , voleva spacciarti ! ", un debole sorriso illuminò allora il viso del più anziano dei due , "Si , fortunatamente che intervenisti subito tu , trattenendolo a stento e dicendogli : Ma non vedi che questo è messo peggio di noi ? guarda quante pesanti catene ha indosso questo disgraziato ". "Per questo ti dico che non ci sono possibilità di perdono per me , perciò tu non devi tenare nulla in mio favore, solo per quel colpo ci dettero una caccia spietata per quasi un anno , quindi tu dovrai attenerti sempre e comunque alla versione concordata , sei sempre rimasto nostro prigioniero , incatenato in una grotta , ti ho già fatto vedere quale , in caso di estrema necessità potrai far finta di riconoscerla ".
Ancora tacquero entrambi, poi Rodolfo , infine parlò " Ed allora, mio buon amico , figlio mio adottivo , che dovrò fare ? Stare ad aspettare che ti ammazzino in qualche scontro , oppure , peggio ancora che ti catturino e che dopo averti torturato ti impicchino ? Lo capisci da solo , che questo io non lo potrò fare mai !".
Il giovane sospirò , poi si avvicinò ancora , guardò in viso l' uomo e così rispose " Non volevo dirti nulla per non farti correre degli inutili rischi , però a questo punto , dopo le tue parole , meriti una qualche informazione . Non ho seguito invano le tue lezioni , credimi ; domani , dopo che ti avremo lasciato presso la rocca di Cagli, volteremo le briglie verso sud , sarà una lunga cavalcata , ma è già tutto predisposto, ci attende un colpo , ma uno veramente grosso ! Sarà l' ultimo , poi la banda si scioglie ed ognuno di noi cercherà scampo e rifugio al di là delle frontiere dello Stato Pontificio. E' una promessa!"

giovedì 26 giugno 2014

UNA DIFFICILE INDAGINE


Era il primo pomeriggio di una bella giornata di fine primavera , l' estate incipiente si sentiva dai profumi nell' aria , dal mare che aveva cambiato colore , dalla forza del sole ; erano entrambi in ufficio il Sovraintendente Pasquale Peluso ed il suo superiore , l' Ispettore capo Walter Capelloni , sbrigavano tranquillamente le loro innumerevoli pratiche d' ufficio.
Non aveva neanche la consueta sonnolenza pomeridiana , quel giorno , merito , oppure colpa di sua moglie , pensò Capelloni . Devi stare leggero , aveva sentenziato ! Pasta al pomodoro (poca) , una fettina di petto di pollo ai ferri ed un poco di insalata verde con pomodori , con poco sale e poco olio , tutto maledettamente poco , per finire il solto schifoso caffè. 
Non è che sua moglie che non fosse capace di farlo , il punto era , che , da brava massaia , per cercare di far quadrare i conti , che le spese erano sempre tante , anzi troppe , comperava molti prodotti , fra cui il detto caffè in quei hard-discount tipo Sosty , dove tutto costa meno ; aveva provato ha protestare , una volta , ma Daniela , si era incazzata di brutto ed aveva minacciato di farla fare a lui la spesa , poi si sarebbe visto alla fine del mese come sarebbero andate le cose , per cui la sua ribellione era morta sul nascere.
Ad un certo punto suonò il telefono , rispose , come sempre Peluso , "Pronto" disse con una voce stanca , che sembrava voler far capire all' interlocutore < Chi è che rompe ? > , poi si fece improvvisamente più attento , il suo viso si distese in un largo sorriso , infine , tenendo una mano sul microfono disse , rivolto a Capelloni " Senti , è l' Agente scelto Speciale , che funge da segretaria alla Commissaria Zanotti , la quale vorrebbe parlare con te , questo pomeriggio , se sei libero , che gli devo dire ? ",dopo alcuni secondi riflessione l Ispettore gli rispose "Dille che ci vado subito , sarò da lei entro pochi minuti , fatti dire , intanto che cosa ella desidera da me ", Peluso ripetè fedelmente il messaggio ricevuto , poi dopo una fitta conversazione , di cui però non afferrò minimamente il senso , depose la cornetta e gli disse " Niente da fare , non mi ha voluto dire il motivo della tua convocazione , dice che te lo spiegherà il Commissario in persona".
"Allora , tanto vale andarci subito" , gli rispose Capelloni alzandosi dalla sedia , intanto con una mano si toccava , dubbioso , il pizzetto. "Secondo te , che cosa potrà mai volere ? " , disse rivolto al Sovraintendente " Ed io che ne so ? Forse ti vuole invitare a cena ", gli rispose facendogli l' occhiolino . "Ma va laaaà ! Ed io che ti sto anche a sentire ! " rispose Capelloni ed uscì dalla stanza.
Raggiunse davvero in pochi minuti l' ufficio del Commissario Stefania Zanotti , bussò delicatamente ed aspettò che dall' interno , una voce dicesse "Avanti " Entrò e si diresse verso la scrivania "Prego , siediti pure" le disse cordialmente il superiore , poi rivolta all' agente che sedeva ad una scrivania alla sua sinistra disse " Susanna , tu vai pure , ti chiamo io " 
"Diamoci pure de tu , oramai è un certo tempo che ci conosciamo " gli disse la Zanotti quando si fu seduto , porgendogli la mano "Stefania, piacere" "Piacere mio , Walter" , rispose Capelloni. 
" Ti domanderai perché ti ho fatto venire qui , non è vero ? " "In effetti...."rispose lui.
"Semplicemente di volevo chiedere se eri disposto ad essere al mio fianco in una difficile indagine che mi è stata affidata " , "Che genere di indagine , se posso saperlo ?" ,lei restò un momento in silenzio , dubbiosa , poi rispose " Resta inteso che ti parlo in via del tutto confidenziale e che , naturalmente conto sul tuo riserbo" , un gesto affermativo della testa di lui , senza altre parole la convinse a continuare "La DIA nazionale , tramite la Dia regionale ci ha fatto sapere , che da loro fonti , considerate attendibilissime , un grosso esponente , un pezzo da novanta della 'ndrangheta calabrese , sarebbe giunto da qualche mese nella nostra regione , con il placet di tutte le grandi famiglie , per prendere in mano la situazione gli affari locali , in poche parole anno chiesto il nostro aiuto , come anche ai Carabinieri ed alla Finanza , per cercare di individuarlo e catturarlo "
"Ai detto niente ! " esclamò Capelloni e poi aggiunse " Guarda Stefania , che io non sono l' uomo adatto per questa indagine , non mi sono mai occupato di queste cose , scippi, furti in appartamento , quelli si , che sono il mio pane quotidiano , una rapina ogni tanto , spaccio di droga al minuto , gioco d' azzardo , cose così . Minkiatine in confronto ha quello che mi proponi tu "
"Poi l' Ndrangheta......peggio non potevi capitare ! "
Lei , allora , con un gesto che egli assolutamente non si aspettava , prese le sue grosse mani fra le sue , lo guardò dritto negli occhi e gli rispose " No , sei proprio l' uomo di cui ho bisogno Sono solo pochi mesi che sono qui , ma ho imparato ad apprezzarti , ho visto come ai condotto le tue ultime indagini, parli poco e sei schivio ma ai una mente brillante e deduttiva , e poi....."
Qui si fermò un momento , incerta se proseguire o meno , infine fattasi coraggio , dopo aver deglutito , continuò "Mi trovo in difficoltà , questa è la verità . Avrai certamente notato , nelle settimane passate , che il Primo dirigente mi stava sempre appresso, io sono una donna libera, sono divorziata ,se non lo sai , te lo dico io ; inizialmente l' ho lasciato fare , era gentile ed anche un bell' uomo, oltre che un superiore ,anche lui era arrivato qui da voi poco prima di me , inoltre saprai anche tu che ha sposato la figlia dell' On.. D....." un altro breve gesto affermativo con il capo da parte di lui la convinse a continuare "Deve a questo la sua fulminea carriera , che dire napoleonica mi sembra quasi riduttivo " ed una specie di sorriso apparve sul suo volto , ma subito ritornò seria e continuò " Ultimamente però si faceva sempre più insistente , finchè pochi giorni fa ha tentato di baciarmi , ma mal gliene incolse ! " "Gli rifilasti due ceffoni ? " gli chiese Walter . "Uno solo ", rispose lei. "Ma bello forte , non fu quello, comunque che lo ha convinto ha desistere , ma la mia minaccia di informare il suo illustre suocero , che fra le altre cose è Vice presidente della commissione parlamentare sulla sicurezza .E' bastato questo accenno perché rimanesse di sasso , da allora neanche mi saluta più , e se mi vede cambia strada per non incrociare la mia ; nel frattempo però , non perde occasione per mettermi in cattiva luce con il Questore ed il Prefetto , spera che io chieda il trasferimento ad altra sede prima del tempo , ma questo vorrebbe dire una macchia nel mio stato di servizio , il che potrebbe causare un danno alla mia carriera , che io sia dannata se mai lo farò ! "
"Anche questo incarico mi è stato affidato dietro il suo perfido suggerimento , spera che io fallisca così da poter continuare ancora meglio la sua opera di denigrazione nei miei confronti "
"Ecco , ora sai tutti i risvolti , non mi vuoi aiutare ? "
Può un uomo rifiutare una qualunque cosa ad una bella donna che gli tiene strette le mani nelle sue e nel mentre ti guarda con dei gradi occhi di un color verde-grigio , così profondi da sembrare un lago ?
No , non può e meno di altri lo avrebbe potuto fare l' Ispettore capo Walter Capelloni il quale si arrese pronunciando queste semplici parole " Cercherò di fare del mio meglio ".

lunedì 16 giugno 2014

UNA PRATICA DA ARCHIVIARE di Fabio Morici




Si era recato in archivio da solo , in quel tardo pomeriggio , a lui in fondo piaceva farlo , respirare il profumo di quei vecchi faldoni rinsecchiti , odore di polvere e cose un po' morte.
Poteva benissimo chiamare uno dei fattorini e far portare da lui la pratica nel sotterraneo del ministero , ove era ubicato l' archivio centrale dello stesso , dato che era Vice-capo Divisione , ma non aveva molte altre cose da fare , per cui pensò : "Lo porto di persona , e poi dato che è anche venerdì , me ne vado a casa , tanto , come dirigente ,mica devo timbrare" .
Scese perciò in ascensore i vari piani , e poi con il faldone sotto braccio si avviò verso la porta dell' archivio , giuntovi davanti notò però che se anche era accostata , essa era aperta , evidentemente vi era già qualcuno nel sotterraneo.
Non diede grande importanza alla cosa ed entrò deciso , vide una luce , in fondo , che filtrava debolmente dalla porta di una stanzetta e così , senza forse nemmeno rendersene conto si avviò in quella direzione .
Indossava delle scarpe da barca , molto comode e silenziose , giunse così , praticamente senza far rumore sino alla porta , era quasi completamente chiusa , solo un piccolo spiraglio restava aperto.
Gli venne la curiosità di veder chi fosse in quella stanza , prima di palesarsi , e così appoggiò un occhio alla fessura e sbirciò dentro.
Rimase di sasso !
Ecco quello che vide : una donna di spalle , con le mutandine mezzo abbassate era intenta a masturbarsi nel mentre guardava delle immagini che scorrevano su di un tablet.
Istintivamente si fermò e rimase a guardarla , come ipnotizzato .
La situazione lo eccitò quasi immediatamente , il suo fratellino diede grandi segni di irrequietezza ed allora , lui , cercò di calmarlo prendendoselo in mano .
Questa boccaccesca situazione durò per qualche minuto , poi forse inavvertitamente , toccò la porta , la quale cigolò lamentosamente sui cardini ! La donna si voltò di colpo e lo vide ! Rimasero un istante come due statue di sale , lei sembrava incapace anche solo di abbozzare una reazione . Fù lui che si riprese per primo , entrò nella stanza ed ebbe cura di richiudere bene la porta , questa volta, poi più dolcemente che potè , ostentando una calma solo apparente, nel mentre che ancora si teneva il membro in mano , le disse : " Non temere , non dirò nulla di quanto ho visto , ero solo sceso per archiviare una pratica e non ho potuto fare a meno di ammirarti . Anzi , a questo proposito , che stavi guardando con tanto interesse ?" E si diresse verso di lei , poi senza proferir altre parole prese in mano il tablet e guardò la scena .
Si vedeva un uomo incappucciato e vestito di cuoio che sculacciava e frustava una bella donna.
"Hai di queste fantasie ? " le chiese , e poi senza aspettare risposta le disse di nuovo "Masochista , vero ? " lei , accennò ad un si , con il capo , incapace ancora di proferir parola.
"Vieni qui !" le disse lui e la prese per un braccio , lei cercò di resistere , mormorando solo un 
" NO...no..."
Allora lui la guardò deciso e le disse con la massima calma " Non mi far ripetere due volte la stessa cosa , è chiaro ? "
Lei accennò di si con la testa e gli si avvicinò . " Metti le braccia dietro la schiena " , essa docilmente obbedì , allora egli prese dei grossi elastici che erano su di un tavolo , di quelli che servono per fermare i faldoni , e con uno di essi , dopo avervi fatto passare dentro entrambe le braccia , le bloccò le stesse quasi all' altezza delle spalle , passandolo doppio , poi ne prese un altro e legò le braccia poco al di sopra dei gomiti , infine con un elastico più fine bloccò saldamente le mani di lei , dopo averle incrociate affinché la legatura risultasse più efficace.
Quindi le sfilò le mutandine , presele in mano le strofinò con vigore contro il sesso di lei , affinché si bagnassero di tutti i suoi umori , indi le appallottolò e cercò di infilargliele in bocca ; lei non voleva e dimenava debolmente la testa , allora lui la afferrò forte per i capelli e con l' altra mano le strinse qualche secondo il naso.
Come lei aprì la bocca per respirare , lesto vi infilò dentro le mutandine , poi, preso un rotolo di nastro da pacchi , con vari pezzetti le sigillò bene bene la bocca. Dopodichè la mise in posizione prona ,facendole appoggiare il busto sul tavolo , in modo che il suo posteriore fosse bene in evidenza.
Prese una riga in alluminio ,di un metro di lunghezza circa ,che era nelle vicinanze ed iniziò a colpirla , 5 colpi a destra , 5 colpi a sinistra , cercando di mantenere sempre la stessa forza e direzione .
"Quando godi , fammelo sapere " le disse , ed intanto continuava a colpirla con regolarità.
Dopo svariate serie , lei iniziò a mugolare e dibattersi sempre più forte ed in maniera incontrollata , finchè fu evidente , dai lunghi brividi che le squassavano il corpo che aveva goduto , ed anche molto intensamente , pensò lui .
Allora la fece rialzare , le liberò le braccia e la bocca e poi le disse , "Adesso è il mio turno " ed iniziò a segarsi molto velocemente , non fù una cosa lunga , ché era troppo eccitato , quando fu per venire , contrariamente alle varie ipotesi che lei aveva fatto , lui si chinò e quindi diresse il getto del suo seme verso e sopra i piedi e le scarpe di lei .
Quindi si rialzò ed iniziò a ricomporsi , anche lei fece altrettanto e qui , forse per la prima volta si guardarono veramente in faccia e si riconobbero , si conoscevano di vista , lavoravano entrambi al ministero , ma in divisioni differenti ed anche abbastanza lontane .
Prima di uscire , lei gli chiese " Perché ai fatto in quel modo , alla fine ? ti piace così ? " "Si e no " rispose lui , "E' stato un modo per renderti omaggio , per dirti che al di là del gioco , dei ruoli , siamo sempre su un piede di parità ; e stai tranquilla , con me , il tuo segreto è al sicuro ".

lunedì 9 giugno 2014

I REGALI DELLA VITA di Fabio Morici




Per puro caso quella sera si era recato alla festa , era di venerdì sera e di solito se ne andava al bar , dagli amici , per fare la consueta partitina a carte e chiacchierare un po'.
La moglie lo aveva lasciato uscire tranquilla, tanto lo sapeva bene dove andava , invece quella sera il bar era semideserto ; aspettò un poco , poi iniziò a spazientirsi e chiese informazioni ai pochissimi presenti.
Il barista , chiamato in gergo "parnanza" per via del sinale che indossava sempre e con cui asciugava di tutto , lo informò infine , che secondo lui , da quel poco che aveva udito, molti erano andati alla festa della Sangria e della Tortilla in un vicino quartiere.
Ecco spiegato l' arcano, pensò fra di se Fabrizio.
- Ed ora che faccio ? Tornare a casa ? No , non ne ho voglia , aspettare ancora , che magari si faccia vivo qualcuno , oppure ritornino ? Neppure , ed allora ? Allora inforco la moto e vado anche io alla festa !
Detto fatto , si infilò il casco e partì rombando verso la nuova destinazione , arrivò in una ventina di minuti , la festa doveva essere un successo data la quantità di auto parcheggiate alla meno peggio da tutte le parti , lui fortunatamente , avendo la moto arrivò fin quasi davanti allo spiazzo che serviva per ballare e dai cui arrivava la musica sparata a tutto volume dalle grandi casse dell' impianto di amplificazione.
Scese , legò il casco lateralmente alla moto , si diede quasi meccanicamente una ripassata ai capelli con una mano ed iniziò a muovere qualche passo ed a guardarsi intorno.
Improvvisamente la vide , ma si , era proprio lei Diana , la sua vecchia compagna di scuola , con cui aveva avuto un breve , ma mai dimenticato flirt , ed anche lei non lo aveva dimenticato , di questo era sicurissimo , lo aveva capito parlandoci insieme , quelle rarissime volte che nel corso di tanti anni si erano incontrati.
Sapeva infatti che il marito era gelosissimo di lei e non la lasciava mai sola, per questo non si fece subito avanti , ma si limitò ad osservarla per qualche minuto .
Questa volta però , apparentemente , non vi era nessun altro se non un ragazzo adolescente , sicuramente , pensò ,suo figlio minore , infatti sapeva che ne aveva un altro già grande.
Allora si fece coraggio e le andò incontro , nella confusione lei sembrò che neanche , non dico lo riconoscesse , ma neanche lo vedesse.
Giunto a pochi passi la salutò :
- Ciao Diana - lei allora si girò un poco sul busto , per guardare meglio e subito un bel sorriso le apparve sul viso .
- Ciao Fabrizio , quanto tempo !
- Davvero - disse lui - Così sei anche tu alla festa ? Io sono arrivato da poco , cercavo gli amici , che mi han detto erano qui.
- Io son con mio figlio , è lui che è voluto assolutamente venire , per incontrare i suoi amichetti . 
- Siete soli ? -  le domandò allora Fabrizio .
- Si - rispose lei - mio marito lavora , fa il turno di notte , doveva accompagnarmi mia madre , ma questa sera si sentiva stanca e non ne aveva voglia, così siamo solo io e mio figlio.
Intanto che camminavano erano giunti dinnanzi all' orchestra , che si preparava a suonare un nuovo ballabile , il figlio li aveva abbandonati , era giunto il gruppetto dei suoi amici e tutti insieme se ne erano andati verso la zona da dove proveniva la musica disco.
Prima di andarsene però , aveva detto alla madre :
- Non azzardarti a venirmi dietro , che altrimenti , poi ,tutti gli amici mi prendono per il culo ! Ci vediamo qui fra un' oretta , forse anche un' ora e mezzo, anzi facciamo direttamente a mezzanotte .
Restarono così soli , ed un poco impacciati , che non avevano più dimestichezza a parlare insieme ; allora Fabrizio le propose :
- Vieni , sediamoci ad un tavolo , lì , difronte allo spiazzo e beviamo qualche cosa.
Lei accetto volentieri , intanto che si incamminavano, lui la guardò meglio .
" E' sempre una gran bella donna" pensò , "molto più alta di me , e con un seno prorompente." si , quello lo ricordava benissimo !
Si sedettero , lui le chiese che volesse bere.
- Una coca cola - rispose lei .
- Nooo -  ribattè lui - una coca per brindare ad un incontro ? Dubito che abbiano dello champagne , ma almeno due prosecchi non mancheranno .
- Vada per i prosecchi , allora - rispose lei sorridendo amabilmente - ma si ! Questa sera mi voglio proprio divertire.
Bevvero lentamente ed intanto parlavano di loro , delle loro vite , dei figli , del lavoro , di tante cose.
- Tu balli ? - gli chiese ad un certo punto lei a bruciapelo.
- Una volta qualche cosa sapevo fare , ma ora non so , forse l' orso Yoghi balla meglio di me - rispose lui scernendosi un poco, temeva infatti di rimediare una brutta figura e rovinare la serata.
- Ma che dici - rispose lei - dai buttiamoci , chi vuoi che ci veda , anche se sbagliamo un passo o una mossa mica è una tragedia .
Così , al nuovo attacco , era un valzer , si alzarono e si buttarono nella mischia. Andò anzi meglio di quanto credeva , anche se erano anni che non ballava , ancora qualche cosa ancora si ricordava e poi la presenza di lei lo galvanizzava !
Ballarono 4 balli di fila , senza staccare mai , in quei lunghi minuti i loro corpi si erano molto avvicinati , si erano toccati , strusciati , eccitati !
Tornarono al tavolo ed egli andò a prendere due spritz , con molto ghiaccio , per raffreddarsi dal ballo e dalla temperatura di quella calda notte estiva.
- Vuoi ballare ancora ? - Le domandò lui , ci aveva preso gusto oramai 
- Sono un pò stanca - rispose lei - camminiamo un poco - propose . 
- Certamente - acconsentì Fabrizio - da che parte andiamo ? 
- Da quella parte - rispose lei - vado un attimo alla mia auto che devo prendere una cosa - e si incamminò .
Lui le si mise al fianco , camminavano paralleli , e le loro mani , inevitabilmente si toccarono, più volte , infine Fabrizio gliela strinse nella sua e proseguirono così fino all' auto .
Giunti che furono , lei aprì e cercò qualche cosa nel cruscotto , era una confezione abbastanza grande per ritoccarsi il trucco , aveva infatti sudato , durante il ballo e voleva rimettersi in ordine il viso e le labbra .
Per vedersi meglio si sedette nel sedile del passeggero e si guardava allo specchio di cortesia . 
- Che dici ? Vado meglio ora ?  chiese lei .
- Sei bellissima -  rispose Fabrizio e si avvicinò al suo volto .
Come accadde , ancora adesso non saprebbe spiegarlo , solo che in un istante si trovò appiccicato con le sue labbra alla bocca di lei .
Fù un bacio intensissimo , che da troppi anni aspettava la giusta occasione, così sconvolgente che gli girava la testa e non seppe quanto a lungo era durato . Lo riportò alla realtà la voce di lei , che intanto con una mano lo tirava per un braccio , dicendo :
- Non restare li fuori , che potrebbero vederci.
Allora si riprese , entrò nell' auto , si sistemò alla meglio fra le sue gambe e richiuse la portiera, affinché la luce di cortesia si spegnesse .
Furono ancora ed ancora baci appassionati e lunghissimi , lui le stringeva dolcemente i grandi seni , "Come sono ancora duri , sembrano quelli di una ragazza" , pensò quasi meravigliandosi , ed intanto le sollevava la maglietta . Lei lo agevolò in questo ed anzi se la sfilò del tutto dalla testa , poi inarcò il busto e gli mormorò ad un orecchio : 
- Aiutami ha sganciare il reggiseno - Subito Fabrizio si diede da fare , quindi si slacciò i pantaloni e si tirò giù la mutande , restando nudo dalla cintola in giù .
Lei era sempre stata molto più alta di lui , ma in questa occasione , ne fu contento , appoggiò alla meno peggio i suoi piedi nell' abitacolo, e poi , intanto che il sedile era stato completamente reclinato, si portò sopra di lei , immerse , quasi, il suo membro fra i suoi seni stupendi, che lei tratteneva appositamente con le mani , ed iniziò a muoversi in una fantastica spagnola . 
- L' hai più grosso di mio marito - gli disse Diana - non lo avrei mai creduto , e si che lui è quasi il doppio di te ; è proprio vero che il vino buono stà nella botte piccola .
Intanto che parlava , con il capo si avvicinava alla punta della rosea cappella , Fabrizio capì subito le sue intenzioni , ed avvicinò ulteriormente il suo cazzo alla bocca di lei .
Prima lo toccò con la punta della lingua , sul solco fremente e già umido , poi tutto intorno al suo orlo, infine prese in bocca tutta la durissima estremità .
Andarono avanti per un poco , lui avanzava e poi si ritraeva , sembrava una canoa che emergesse dalle onde del seno marino ,per entrare momentaneamente nel porto accogliente della sua bocca, ma poi la risacca del mare , inevitabilmente lo respingesse indietro .
Pochi minuti e Fabrizio capì di non aver ancora molta autonomia , si lasciò allora scivolare all' indietro , con gran sollievo dei muscoli delle sue gambe , poi , dato che la gonna era già alzata , scostò signorilmente le mutandine , di tipo brasiliano , pensò , e nel farlo si avvide chiaramente che il sesso di lei era letteralmente fradicio, spostò anche una delle grandi labbra ed introdusse il suo cazzo nella fica della sua amica , dopo tanti anni , finalmente ritrovata .
Ancora pochi minuti e poi lei godette , prima di lui, che anzi temeva di non farcela a resistere , rinfrancato da questa cosa , si accinse a sua volta per finire in bellezza , stava per venire e lo voleva sfilare , per godere sulla sua pancia , ma lei lo trattenne, stingendolo con le mani sui fianchi e serrandolo ancor di più con le sue forti e lunghe gambe verso di se .
Si scaricò come un torrente in piena che rompa gli argini e per non gridare la baciò , tirandola forte verso di se con un braccio passato dietro la testa .
Ci volle qualche momento prima che si potessero riprendere , poi si rivestirono alla meglio, guardarono sospettosi più volte in tutte le direzioni e poi , uno per volta scesero dall' auto , ma i dintorni erano completamente deserti , tutti erano evidentemente alla festa.
- Senti - le disse lui - prendi qualche precauzione , vero ?
- No - rispose lei - non so se potrei ancora avere dei bambini , forse si , forse no , comunque , quando torna mio marito , domani mattina , faccio subito l' amore con lui , poi , in caso sarà il nostro piccolo-grande segreto - e dettogli questo , lo baciò teneramente sulle labbra , un bacio leggero di addio e di arrivederci , e si incamminò per andare a recuperare suo figlio , che si era fatta oramai mezzanotte.

giovedì 5 giugno 2014

IL FASCINO DELL'UNIFORME di Fabio Morici




Erano già 4 mesi che si trovava a Roma , "Come passa il tempo" , pensò.
Si era dovuto trasferire da Treviso , dove prestava servizio presso il Comando Forze operative di Proiezione , e più precisamente negli untimi 3 anni aveva comandato un battaglione carri della Brigata Corazzata Ariete , si , perché lui , Francesco Maria Del Pozzo , era Tenente Colonello (e sperava di diventare al più presto Colonello ) in SPE dell' Esercito Italiano.
Un sospiro gli sfuggì , mentre melanconicamente ricordava quei bei tempi , quando partecipava alle esercitazioni con i Leopard , gli piaceva sparare cannonate vere , e poi i lanci con il paracadute , che anche la Brigata Folgore faceva parte del Comando , ogni tanto prendere il volo in elicottero , anche di quello era veramente fiero , del suo amato brevetto di pilota di elicotteri militari.
"Ed ora invece" pensò tristemente "che faccio ? Niente ,preparo piani , faccio giochi di guerra , qui allo Stato Maggiore" non che si lamentasse, dopotutto era una grande opportunità di carriera e 
l'aveva colta al volo ! Solamente che era solo !
All' inizio ne era quasi contento , che le cose con sua moglie erano un paio di anni che volgevano al freddo ; motivi ? Neanche lui lo sapeva bene , un calo del desiderio , forse era normale , la donna che si trasforma in mamma-chioccia ? Può darsi....
Insomma , il fatto fù , che quando giunse l' ordine di trasferirsi a Roma , dopo un primo impaccio iniziale , tutti , a cominciare dai figli, orami grandi e che non volevano lasciare gli amici e la scuola , passando per sua moglie , e naturalmente anche lui , furono d' accordo che si trasferisse solo lui , tanto più che sembrava che l' incarico potesse durare solo un anno od al massimo due.
Ecco , anche quella mattina , non sapendo che altro fare , gira e rigira nel wweb , era finito in un sito di incontri per adulti .
Guarda questo , guarda quello , ad un certo punto cliccò su Trav-Trans , per vedere che dicevano , una curiosità che gli era venuta ultimamente , vedendoli spesso , alla sera nelle vie della capitale.
Lesse svariati annunci , che non destarono in lui alcun interesse , poi, ad un certo punto , invece si fermò e prestò più attenzione .
L' annuncio diceva : giovane trav , non ancora trentenne , solo passiva , molto femminile , non mercenaria ecc... cerca uomini maturi , precedenza assoluta a membri (veri e verificabili) delle forze armate o di polizia.
E qui , pensò . non son forse io un uomo in divisa ? Anzi , di più , sono un Ufficiale superiore ! E forse anche gentiluomo , come nel famoso film , pensò sorridendo fra se e se .
Rilesse meglio più volte l' annuncio , riguardò meglio le foto che lo correlavano e sentiva addosso una voglia irrefrenabile di rispondere.
Lottò con se stesso per un paio di ore , poi poco prima di andare a pranzo alla mensa Ufficiali , si decise "Ma si ! Adesso gli scrivo un messaggio , tanto molto probabilmente neanche mi risponde , e poi se non lo faccio qui e ora , quando lo faccio ? E poi non debbo aver paura ! E' una sfida con Me stesso , lo faccio e basta !"
Dopopranzo se la prese con comodo, parlò con i colleghi Ufficiali, perse del tempo a corteggiare le poche donne Ufficiali presenti che, detto per inciso, dato che erano sempre al centro dell' attenzione , erano divenute delle stronze terribili. Ma tantè , era quasi obbligatorio , e non riaccese il computer.
Il giorno dopo , avrebbe voluto perseverare , ma giunto quasi all' ora del rancio , si fa per dire , gli venne una botta tale di curiosità che non riuscì più a frenarsi e corse a visualizzare la sua e-mail .
Sorpresa ! Vi era un messaggio , apertolo con trepidazione , era proprio di Samantha , così , in arte si faceva chiamare lei .
Diceva che era contenta del suo interessamento , ma che voleva le prove che fosse un vero Ufficiale , e non uno dei soliti millantatori.
Questo è giusto le rispose lui , e le inviò tre sue foto in divisa , ma con il volto oscurato , per cominciare , è meglio essere prudenti , pensò.
Lei gradì questo primo approccio , anche se era ancora diffidente e titubante , scambiarono qualche altra battuta , anche lei mandò tre foto e rimasero d' accordo di risentirsi nei giorni futuri.
Così accadde, piano piano , il muro che li separava si stava sgretolando , infine si scambiarono delle foto normali e si diedero un appuntamento per un incontro conoscitivo e senza impegno, il problema era dove , dopo varie ipotesi concordarono di trovarsi al bar-caffetteria-ristorante di un noto centro commerciale a Roma est, per il sabato mattina prossimo venturo alle ore 11.
Con animo incerto e trepidante Francesco Maria si volse quella mattina a raggiungere il luogo dell' appuntamento. Molte volte , in cuor suo , aveva meditato di rinunciare , di inventarsi una scusa, di darsi malato , ma poi , il suo amor proprio aveva avuto il sopravvento , "In fondo si tratta solo di un caffè " si disse e ridisse , "e comunque in divisa non ci vado di sicuro !"
Arrivato al bar con qualche minuto di anticipo , pensando fra di se, "Se non mi piace scappo subito" rimase seminascosto dietro uno spigolo , quando la vide arrivare.
Subito la riconobbe , "Ma è bellissima!" pensò , e si fece avanti.
Si sedettero ad un tavolo un poco appartato e dopo le presentazioni di rito , ordinarono due prosecchi , meglio un aperitivo , data l' ora .
Successe così , senza volerlo , nel porgerle le noccioline , sfiorò la mano di lei , vi fu come una scintilla , sentì una scossa che dalla mano si propagava per il braccio e quindi per l' intero corpo , e capì che gli "faceva sangue" !
Dopo un quarto d' ora circa che parlavano si ricordò di una cosa importante , e tirò fuori il suo tesserino di Ufficiale e le fece vedere molte foto che erano in memoria nel suo cellulare , fù la mossa giusta , lei ne rimase estasiata e conquistata .
L' aperitivo procedeva da un pezzo , ma nessuno dei due sembrava aver fretta di andarsene e così lui ebbe il coraggio di chiederle se desiderava pranzare insieme già che erano lì e lei acconsentì molto volentieri.
Si erano fatte oramai le 3 del pomeriggio, ed entrambi avevano degli impegni già presi in precedenza , e controvoglia si avviarono verso l' uscita del ristorante.
Dopo aver pagato il conto , lui la prese per una mano , come fosse la cosa più naturale del mondo e le chiese : "Quando ci rivediamo ?"
Lui doveva partire alle 19.00 per Treviso , con un aereo militare , come faceva sempre , due settimane no ed una si , sarebbe rientrato il mercoledì mattino successivo, fissarono perciò il loro nuovo incontro per il mercoledì sera .
"Ti vengo a prendere presto , con la mia auto, lasciami il tuo indirizzo , poi andiamo a cena" aveva già in mente il posto , un ristorantino di pesce nella pineta adiacente il litorale di Fregene , vi era stato il mese prima con alcuni camerati , anche stranieri , e gli era piaciuto , d' altronde , molti altri posti non conosceva , e poi gli era sembrato un locale molto discreto .
Giunse alfine questo mercoledì , si era preparato bene , con bagno turco e massaggio tonificante , indossò la sua uniforme migliore , con tutti i nastrini d' ordinanza , le doppie ali di paracadutista e pilota, queste in metallo , il cappello rigido , si guardò infine allo specchio, si , si piacque proprio !
Arrivò al luogo dell' appuntamento e parcheggiò , ma non fù una lunga attesa , dopo pochi minuti lei comparve. Era bellissima , con dei sandali alla schiava dal tacco molto alto , un bellissimo vestito con spacco laterale che lasciava intravvedere le gambe perfettamente depilate , il trucco era perfetto e non pesante , il seno , una quarta abbondante , prorompeva in avanti , lo sapeva benissimo che erano protesi di silicone , ma come la prima volta , sentì un desiderio irrefrenabile di toccarle , palparle , baciarle.
Le indicò l' auto : "E' questa la tua macchina ?" chiese lei , "Si" rispose Francesco Maria ," ti piace ?" "Molto!" disse lei sorridendo e mostrando la sua dentatura perfetta .
"Mi son tolto un piccolo sfizio , dato che la mia auto è rimasta a Treviso , ora che il maggiore dei miei figli ha preso la patente da poco , mi son comperato questa Mazda MX5 rossa , è un 2000 cc a benzina , ma , chiaramente ho fatto montare l' impianto a gpl, ha qualche anno , però è stato un vero affare, i km erano pochi ed era tenuta molto bene ."
Scapottarono e partirono nel dolce pomeriggio di fine giugno , con i capelli al vento ed il sole ancora ben alto nel cielo .
Arrivarono al ristorante , cenarono ed intanto iniziarono le schermaglie amorose , quella sera non si trattennero molto a parlare , che la voglia traspariva forte dai loro corpi.
"Dove andiamo ?" domandò lui , "non sono affatto pratico di questi luoghi ."
"Lascia guidare me" rispose lei e porse la mano aperta per farsi consegnare le chiavi dell' auto. Presale , si mise alla guida decisa , si vedeva che conosceva la pineta , infatti nel giro di pochi minuti arrivarono in un luogo assolutamente deserto , parcheggiò , poi spense le luci ed il motore .
Restarono al buio , solo la luna apportava un debole riflesso di luce che filtrava dagli alberi oscuri , intorno regnava il silenzio , rotto solo dal frinire dei grilli.
Lui si avvicinò e le voltò il viso verso di lui , quindi appoggiò le sue labbra alle sue e la baciò con grande intensità e voluttà .
Le lingue frementi si cercavano , si trovavano , si lasciavano , in un turbinio di piacere , intanto lei , con abili mosse gli slacciava la cintura dei pantaloni.
Lui la agevolò per quanto poteva , e con una mano abbassò i boxer liberando il suo membro durissimo , lei lo prese in mano e dolcemente lo scappellò , avendo cura che le lunghe unghie smaltate di rosso non lo ferissero in alcun modo.
Era lei che conduceva il gioco , per cui ad un certo punto staccò la sua bocca da quella di lui , lo guardò dolcemente e poi si chinò .
Lo prese in bocca , prima il glande setoso , già umido di umori troppo a lungo repressi, poi un altro pezzo di quel delizioso tronchetto della felicità , mentre con l' altra mano , da sotto , gli stringeva dolcemente i testicoli , nel tentativo di ritardare il più possibile l' eruzione , che si delineava già prossima .
Anche lui sentiva che il suo piacere stava per esplodere.
"NO !" Si disse , "è troppo presto" e si staccò con fatica dalla bocca di lei , era bellissimo , non sapeva se era lui che la scopava in bocca oppure era lei che lo scopava con le sue labbra.
Scese dall' auto con i pantaloni penzoloni , se li sfilò del tutto e li gettò sul sedile , poi si tolse la giacca e la distese sul cofano del motore.
"Vieni Samantha , vieni" la chiamò " che ora ti do il Tabacco del Moro !"
Lei velocemente accorse e si mise alla pecorina , pronta a ricevere la sua spada d' amore , ma lui le disse : "No, distenditi sul cofano con la schiena , voglio fare l' amore con te come si fa con un donna!"
Prontamente acconsentì , si tolse il minuscolo tanga e si offerse a lui ,mentre con una mano copriva il sesso eccitato , ma lui la prevenne .
Sono io il pilota , lascia la cloche a me , ed impugnò il suo cazzo ed iniziò a segarla , intanto avvicinò la cappella al di lei fiorellino , e spinse !
Entrò senza troppe difficoltà ; un pezzetto alla volta e lo spinse tutto dentro, quindi iniziò a pomparla , dapprima piano , poi sempre più velocemente , infine forsennatamente .
Raggiunse l' acme del piacere e sborrò come una fontana dentro di lei , intanto che si baciavano o per meglio dire , forse si mordevano e continuava a segarla , con l' altra mano le stringeva i turgidi seni , così duri che era un piacere impugnarli ,non ci volle ancora molto ed anche lei eiaculò abbondantemente , venendo sulla sua mano , intanto che piantava i rossi suoi artigli nelle scapole , lasciandogli segni vistosi su tutta la schiena !
Allora lui raccolse alla meglio il seme di lei con la mano già impiastricciata e poi la portò alla bocca di Samantha , lei voluttuosamente la aperse ed iniziò a leccare le sue dita , poi si chinò per baciarla ancora, a lungo , cosicché si scambiarono gli umori reciproci .
Si distaccarono alfine e lui le disse , "Non sei donna ,è vero , ma sappi che non ho mai fatto l' Amore con una FEMMINA come Te !"

sabato 31 maggio 2014

LE SOTTIGLIEZZE DELL'ARTE di Fabio Morici




Già varcando il portone della Questura , l' Ispettore Capo Walter Capelloni capì che non era giornata , che poi , questo cognome , lui che era calvo e quei pochi capelli che gli restavano se li faceva tagliare a zero , era sempre stato fonte di infinite motteggiature .
In compenso però , portava baffi e pizzetto , così , forse per compensare i perduti capelli.
Orbene , dicevamo , appena entrato , il piantone gli si fece incontro e gli disse che il signor Commissario lo voleva vedere. Subito !
"Un' altra rogna in vista" pensò fra di se, e girò l' angolo del corridoio per andare verso la macchinetta automatica , visto mai , che questo fosse migliore di quella risciacquatura di piatti che la moglie gli preparava spacciandolo per caffè ?
Indi , mogio mogio , trascinò la sua grossa persona verso il suo ufficio , aprì e vi trovò già dentro il Brigadiere Peluso , un amico , erano anni che oramai lavoravano insieme.
Appena lo vide anche Peluso gli disse che il Commissario Capo lo aveva cercato urgentemente ; 
- Vado subito - gli rispose Walter - meglio non farlo aspettare , che altrimenti son "augelli per diabetici".
Bussò delicatamente alla porta del capo ed aprì , senza neanche aspettare una voce di risposta.
- Vieni , vieni avanti , ti stavo aspettando - gli disse il capo - siediti pure , ti volevo parlare. Hai mai sentito parlare di tale Federico Piazzola ?
- Mah , veramente , non ricordo , ma il nome non mi è nuovo - rispose Walter.
- E' un famoso e discusso uomo d' affari , già più volte indagato , ma sempre assolto o prescritto. - gli rispose il Commissario Capo.
Poi , vedendo l' espressione dubitativa del suo sottoposto , continuò dicendo che il Piazzola in questione possedeva una grande villa nelle vicinanze della città e che quella notte vi era stato un furto, i ladri erano entrati eludendo i sistemi di allarme , poi avevano addormentato il custode con del gas soporifero ed avevano trafugato varie opere d' arte .
- Questo tizio deve essere ammanicatissimo , mi ha già chiamato il capo di gabinetto del ministro e poi il sottosegretario agli interni , per sollecitare le più approfondite indagini.
"Ed io , che c'entro?" si stava domandando fra se l' Ispettore Capo Walter Capelloni , quando il Commissario Capo gli aggiunse : - ho perciò deciso di affidarti il caso , datti subito da fare , la scientifica è già sul posto per i rilievi, tienimi sempre informato di tutto , Buon lavoro !
"Ecco" pensò Walter uscendo dall' ufficio "la patata bollente la rifila a me ! Ma tu guarda se uno , quasi sulla soglia della pensione , si deve ritrovare in simili rogne !"
Rientrò nel suo ufficio e disse a Peluso ; 
- Molla tutto , trova una macchina con un po' di benzina che dobbiamo partire subito !
Racimolata bene o male una vecchia Tipo , si volsero per raggiungere la villa insieme ad un autista alla guida.
Giunti che furono , trovarono la scientifica che se ne stava già andando , fermò un collega che conosceva di vista e gli chiese qualche ragguaglio. 
- Un lavoro da professionisti - disse subito lui - non abbiamo trovato nemmeno una impronta, disattivare l' impianto di allarme doppio non era facile , non mi stupirei se abbiano sempre usato dei passamontagna per eludere le varie telecamere che vi possono essere anche all' esterno della villa.
- Va bene , ti ringrazio molto , adesso vado ad interrogare il custode , ha proposito avete una lista , delle foto , qualche cosa delle opere rubate ?
- Tieni questo foglio , è tutto scritto qui - gli disse il collega tendendogli una busta .
L' interrogatorio del custode , come da previsione, non portò a nulla , però il tipo non lo convinse del tutto.
Tornato a casa per il pranzo , che fra una cosa e l' altra si era fatto tardi , meditava sul difficile caso , una ruga , forse più profonda delle altre gli deve aver attraversato la fronte , perché il figlio gli domandò : 
- Che ti succede Papà ?
- Ma niente - rispose lui - mi devo occupare di un furto di opere d' Arte , ma sinceramente brancoliamo nel buio , non so nemmeno che aspetto abbiano. Anzi - aggiunse dopo un po' - tu che stai sempre al computer , vedi se ti riesce di visualizzare qualcosa - e gli porse la lista .
Tempo nemmeno una mezz'ora  ed il figlio tornò con alcune stampe a colori.
- Ecco - disse - sono tre quadri abbastanza famosi , divisionisti russi ed un altro , ma sembra che quest' ultimo sia un falso accertato , anche se antico.
- Almeno adesso vedo di che cosa stiamo parlando , grazie figlio mio - e gli fece una carezza sulle spalle.
Rientrò in ufficio più rinfrancato e subito si mise al telefono per contattare le assicurazioni e sapere per quanto erano , se lo erano , assicurate le opere d' Arte , poi fece un altro gire di chiamate , ma dal suo cellulare, questa volta.
"Fortuna che ho i minuti gratis " pensò ed iniziò ha chiamare i suoi informatori abituali ed i più grossi ricettatori della zona, avvertendoli che questa volata il boccone era troppo grosso ed amaro e che , se avessero avuto qualche notizia , sarebbe stato nel loro stesso interesse informarlo subito.
Naturalmente , tutti giurarono e spergiurarono che , in caso , ma loro non facevano di queste cose , lo avrebbero subito informato .
Le assicurazioni gli fecero sapere che le tre opere principali erano coperte per grosse somme , mentre il falso solo per poche migliaia di euro.
Dopo un paio di giorni , improvvisamente , una svolta inaspettata nelle indagini , in una cittadina non troppo distante , viene ritrovato un furgone rubato con all' interno le tre opere principali che erano state rubate.
Naturalmente , grande soddisfazione da parte delle Autorità e della stampa , che non si stancava di sottolineare come la pressione degli inquirenti avesse spinto i malandrini ad abbandonare il bottino , sul fatto che ne manca una , il falso , la tesi più gettonata era che fosse stata buttata via quasi subito e chissà dove , dagli stessi ladri , una volta scoperto il loro errore.
Una felice conclusione , a quanto sembrava , ma Capelloni con ne era intimamente convinto , il suo istinto gli diceva di non fidarsi , tutto troppo semplice , troppo facile ! In questi casi vi è sempre un basista , e quello vuoi che non abbia informato i complici su cosa prendere e cosa no ?
Tornò a casa per ora di cena e subito chiese di suo figlio.
- E' in camera sua che ascolta la musica con le cuffie - gli rispose la moglie Daniela , mentre era intenta nel preparare la cena .
Entrò nella stanza del figlio e si sedette su di una seggiola , lui vistolo , spense la musica , si tolse le cuffie e gli domandò :
- Che succede Papà ?
- Ma niente figliolo - gli rispose lui - è che siccome mi sei stato molto utile con la tua passata ricerca , vorrei che tu mi aiutassi ad avere notizie più circostanziate di questa opera e gli porse l' immagine del falso.
Il figlio la guardò , pensò per alcuni secondi , poi gli rispose : 
- Faccio un ricerca , chiederò lumi agli amministratori di alcune pagine che parlano di Arte , ve ne sono taluni veramente preparati, vai pure a cena , io vi raggiungo fra poco.
Dopo una mezz'ora eccolo infatti giungere a tavola.
- Fatto - disse al padre - ora non ci resta che attendere , vedrai che per domani mattina ne sapremo di più .
Alle 6 del mattino dopo , Walter già smaniava per svegliare il suo pargolo , e solo le minacce della moglie , riuscirono a stento a trattenerlo fino alle 6.45 , ma poi non ce la fece a resistere oltre ed entrò nella stanza buia , alzando con forza la serranda , e beccandosi un bel vaffa al volo !
- Scusami Matteo - gli disse allora - ma è una cosa importante , tu lo capisci.
Mezzo addormentato ma rassegnato , il figlio accese il computer e gli disse:
- Ora vediamo le risposte - diede auna rapida scorsa e poi , improvvisamente si fece attento - leggi un pò , papà -  gli disse.
Walter lesse , sempre più avidamente e concitatamente e poi esclamò : 
-  TOMBOLA ! Stampami questa risposta , che devo correre subito in questura.
Prese i fogli al volo ed uscì di casa , mentre guidava ebbe l' ardire di telefonare al giudice istruttore e di chiedergli l' autorizzazione per effettuare delle intercettazioni telefoniche , poi , forte di quella concessione verbale , andò in questura ed organizzò il tutto , spiegando che poi sarebbero arrivate le pezze di appoggio ufficiali .
Fatto il tutto disse a Peluso 
- Dai accompagnami , si torna nella villa per parlare ancora con il custode .
Intanto che erano in auto , gli spiegò quello che aveva in mente e quale doveva essere il suo ruolo .
Il custode fu assai sorpreso di vederli arrivare di nuovo , ma non lo dette troppo a vedere , si scambiarono alcuni convenevoli , i due poliziotti fecero alcune domande , poi Capelloni disse quello che aveva veramente a cuore di dire , e cioè che le indagini , dopo il ritrovamento delle tre opere principali , erano praticamente concluse , e che si riteneva che il falso fosse andato disperso, forse gettato in qualche cassonetto dagli stessi banditi .
- Molto bene - disse Capelloni a Peluso , mentre in auto rientravano in città - l' esca l' abbiamo lanciata , ora vediamo se i pesci abboccano.
Mano a mano che le telefonate del custode venivano intercettate , finivano direttamente sulla sua scrivania , alcune sembravano interessanti , parlava con una donna con accento straniero , in modo abbastanza criptico e con fare assai concitato.
Ancora un paio di giorni e poi , la svolta , il custode si doveva incontrare con la donna e con un altro uomo .
- Benissimo , dobbiamo pedinarli e non perderli di vista un momento , intanto intercettate anche la donna !
Al momento opportuno tutto era pronto , due auto civetta attendevano per seguire il guardiano , alternandosi per non venire scoperte.
Il sospettato giunse alfine al suo appuntamento , lo aspettava una bella donna , bionda e assai giovane, vi era anche un uomo di mezza età ; parlarono fra di loro per alcuni secondi , poi si avviarono verso un furgone e fecero per salirvi.
- Blocchiamoli ! - ordinò Capelloni agli altri.
Le auto sgommarono , i lampeggiatori , fissati istantaneamente sui tetti lanciarono i loro ululati , con gran stridor di gomme le due auto si inchiodarono una dinnanzi ed una dietro il furgone !
Gli uomini balzarono fuori con le pistole in pugno , gridando 
- POLIZIA ! FERMI TUTTI !
- Aprite il furgone - ordinò Capelloni , e vide che esso era carico come di mobili , e legname vario .
- Scaricate tutto , voglio vedere bene pezzo per pezzo .
La sua intuizione si era rivelata giusta , fra tutte quelle cose , ben mimetizzata vi era la predella del '400 che veniva ritenuta un falso .
Ma quale falso d' Egitto , era autentica !
Si trattava della parte staccata di un dittico , un olio su tavola di Filippo Vanni , originariamente dipinto per una chiesa toscana e la cui parte mancante apparteneva ad un noto magnate e collezionista russo .
Era stato dunque un furto su commissione , la ragazza era servita per irretire il guardiano che era scapolo e renderlo complice del furto , certo sempre con un ricco premio in danaro finale .
Per fortuna che un critico lungimirante aveva notato questa appartenenza comune delle due parti distaccate e ne aveva scritto, il suo intervento era stato ripreso da altri e suo figlio lo aveva rintracciato.
Il caso poteva dirsi brillantemente risolto ; 
"Bene" pensò fra di se l' Ispettore Capo Walter Capelloni , "la pensione si avvicina !"

mercoledì 28 maggio 2014

UN AVIATORE RACCONTA di Fabio Morici




- Ma venga , venga avanti , caro tenente , via ! Non faccia il timido , questa sera è Lei, l' ospite d' onore in questo mio ricevimento.
Così parlando la duchessa di R. ecc. y ecc. y ecc. ecc. discendente dei Grandi Spagna , prese sottobraccio il giovane e lo trascinò verso un gruppo di donne che stavano chiacchierando fra di loro .
- Permetta , mio caro, che le presenti Dona A. marchesa di S. ecc. y ecc. ecc, e la di lei nipote , la senorita C. - disse , indicandolo ad una vecchia incartapecorita ed a una ragazza giovane , si , ma non troppo carina , per i suoi gusti .
La carnagione olivastra , segno indiscutibile che la dominazione moresca non era stata del tutto vana , il forte naso aquilino, quasi asburgico , il viso assai affilato , tutto l' insieme non gli parvero poi così entusiasmante , anche se i gioielli che indossava , potevano reggere benissimo il confronto con quello delle due anziane matrone .
- Via, ci racconti , dalla sua viva voce , come sono andate le cose , lei è oggi l' Eroe del momento , tutti i giornali non fanno che parlarne .
- Mi consenta di presentarmi - disse allora oramai rassegnato il giovane - mi chiamo Ovidio Belcanto ( nome chiaramente falso ed inventato , adottato in onore dei suoi studi classici, come tutti, del resto, quelli dei membri dell' Aviazione Legionaria  che il Regime voleva si  aiutare il generale Franco ed i golpisti , ma cercando di salvare le apparenze ) - e sono tenente pilota di aerei da caccia.
Un gridolino di ammirazione sfuggì dalle labbra della ragazza, la quale subito si ricompose , dietro lo scudo del suo ventaglio.
- Via , via , non si faccia pregare - disse la marchesa di S. - ci racconti tutto per filo e per segno !
- Dunque - disse lui schiarendosi un attimo la voce - saprete Voi tutte , che è in corso una offensiva contro Madrid  
- Ma certo - risposero quasi in coro le tre dame .
- Sfonderemo presto , non è vero tenente ? -  chiese con voce speranzosa la duchessa di R. - Ma sa cosa ho sentito , ultimamente ? Sembra che ci sia una esaltata , una bolscevica , una nemica di Dio , che ha dichiarato che non ce la faremo , che saremo fermati al grido di NO PASARAN !
Pronunciò queste parole con un odio profondo , che tutti avvertirono , e che tutti sapevano bene che era determinato anche , se non soprattutto, dal fatto che gli immensi latifondi di sua proprietà si trovavano in gran parte nella zona controllata dalla Repubblica , e che le erano stati confiscati senza indennizzo perché le terre potessero essere distribuite fra i contadini poveri. Una bestemmia , ai suoi occhi !
- Questo non glielo so dire - rispose lui, poi per alleviare il senso di delusione che traspariva dal volto della nobildonna , aggiunse - noi stiamo facendo del nostro meglio.
Vistala rinfrancata , proseguì . - Nelle ultime settimane l' Aviazione Repubblicana ha ricevuto numerosi e moderni aerei dall' Unione Sovietica - un bisbiglio di disapprovazione serpeggiò nell' aria - sono aerei moderni , molto veloci e ben armati , l'unico nostro vantaggio è che i piloti non sono ancora molto ben addestrati . (ma lo saranno ben presto , pensò fra di se )
Ordunque ci eravamo alzati in volo su allarme , in quanto era stato segnalato al nostro comando una grossa formazione di bombardieri Tupolef SB2 , meglio conosciuti come "Katiuscia", scortati da numerosi caccia Polikarpof I-16, i famosi " Rata" .
Un preoccupato cenno di assenso della duchessa gli fece capire che erano al corrente , continuò perciò dicendo - sapendo che i russi amano volare ad alte quote e la loro caccia ancora più in alto , io ed i miei due gregari ci siamo portati , su mio ordine , molto in alto , più in alto di loro , e non è stato facile , con l' abitacolo aperto , mentre i Rata lo anno chiuso , ma tantè , il nostro caccia , il Fiat CR32 è davvero un grande aereo !
Come le stavo dicendo , Vostra Grazia , ci siamo arrampicati ad una notevole quota ed ad un certo punto vedo sotto di noi i caccia nemici, dei bombardieri , ancora nessuna traccia , ma non dubitavo che essi fossero ad una quota ancora inferiore .
Segnalo ai miei uomini, a gesti , poiché la radio non è presente , i loro obbiettivi , e via , in picchiata !
Piombo come un falco sulla preda , scendo da dietro , non mi avevano nemmeno visto , armo la coppia delle mie mitragliatrici pesanti calibro 12,7 mm e giunto ad una distanza che reputo giusta , apro il fuoco contro gli impennaggi di coda, un paio di buone raffiche ben aggiustate e il Rata con il timone di profondità e gli impennaggi di coda fracassati inizia a scendere a vite . Quasi subito si apre l' involucro bianco di un paracadute , il pilota si è salvato , almeno per il momento .
L' altro aereo , quello al suo fianco si butta allora in una picchiata vertiginosa e disperata nel tentativo di sfuggirmi .
Naturalmente , anche io cabro di colpo e mi getto al suo inseguimento, ma non seguendo la sua scia , ché il Rata è più veloce del Fiat , e così facendo non avrei avuto possibilità , ma seguendo gli insegnamenti della scuola di volo , decido di intercettarlo nel punto ove penso che interromperà la picchiata per ristabilirsi in volo orizzontale .
Descrivendo un ampio semicerchio , mi porto perciò nel punto designato , ed il russo è puntuale .
Non si aspettava certamente di vedermi dinanzi a lui , riteneva di avermi seminato grazie alla sua maggiore velocità !
Quale sorpresa e spavento , deve essere stato per il pilota avversario !
Approfittando di quei pochi secondi di indecisione , tiro la closce e , lavorando con la pedaliera , richiamo l' aereo da un assetto orizzontale ad uno verticale ed accellero , quasi mi volessi schiantare contro di lui , ma giunto in pochi istanti ad una distanza utile , apro il fuoco !
Le mitragliatrici intonano allegre il loro canto di morte , bastano due lunghe raffiche e vedo distintamente la sua elica andare in pezzi , anche il motore è colpito ed inizia ad emettere fumo . E' spacciato.
Mentre a gran velocità mi allontano , vedo che anche in questo caso il pilota è riuscito a lanciarsi con il paracadute .
Meglio . Penso fra di me .
Mi dirigo allora verso la zona in cui presumibilmente dovevano operare i bombardieri Repubblicani , ed intanto riprendo quota , ho perso anche il contatto con i miei gregari ed il resto della squadriglia , sono completamente solo nel cielo .
Dopo alcuni minuti di volo, ecco che ad una quota più alta della mia , mi viene incontro , assai velocemente , un grosso aereo , la sagoma è inconfondibile , si tratta di un Tupolef !
Dopo un rapido calcolo mentale e considerando che ho il sole alle mie spalle e che quindi , attaccando da sotto , le possibilità che mi vedano sono assi scarse , decido di attaccare .
Do tutta manetta ed i 600 cavalli d' acciaio del motore galoppano furiosamente al disotto del cofano , spingendomi velocemente contro il nemico .
Esso si accorge di me , ma è troppo tardi , nonostante un paio di sventagliate del loro mitragliere , sono oramai troppo vicino .
Apro dunque il fuoco , con lunghe e rabbiose raffiche , intenzionato a farla finita alla svelta .
Prendo di mira il suo motore di destra , quasi subito esce del fumo e poi delle alte fiamme, martello l' ala , fin quasi a staccarla , poi , giunto a meno di 50-60 metri , spingo la closce in avanti e mi butto in picchiata , onde evitare di essere inquadrato dal suo mitragliere di coda , il quale , nonostante la situazione già quasi disperata del suo aereo , non demorde ed anzi riesce a piazzare una raffica della della sua 7,7 mm nella mia carlinga posteriore , per fortuna senza gravi danni , solo un po' di sforacchiature .
Giunto ad una distanza di sicurezza , richiamo l' aereo e rapidamente mi volgo indietro ed intanto riprendo quota .
Il bombardiere stà precipitando in fiamme , ma i suoi tre componenti l' equipaggio hanno fatto in tempo a saltare con il paracadute ed adesso lentamente stanno scendendo verso terra .
Mi avvicino e descrivo un ampio cerchio intorno a loro , essi mi guardano spaventati , pensando che io li voglia mitragliare , ma io distendo la mano in un ampio e ripetuto saluto , ed allora anche essi , forse riconoscenti , si sbracciano per salutarmi .
Ma questo , pensai , è meglio che non lo dica e non lo scriva nel rapporto ufficiale .
- Li ha ammazzati , vero , quei porci rossi ? - Strillò tutta eccitata la Duchessa !
- No , Vostra Grazia - disse allora il pilota - erano Uomini di Valore , ed io rispetto ed onoro sempre il Valore , anche del nemico.
Detto questo , cortesemente si scusò che era già molto tardi , voltò i tacchi e le lasciò sole .