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sabato 11 ottobre 2014

Il sapore del tuo corpo di Asianne Merisi



LUI>> È un piacere così intenso....
Manda in estasi ogni mio senso
così come sentire il tuo respiro che mi accarezza la pelle.....
Dandomi la consapevolezza di essere tuo...
Così come tu sei mia...

LEI>>bramami nella pelle, lenisci i brividi con i baci che sanno di te
Il tuo corpo m' appartiene, la mia anima ti chiama
ancora di te voglio,
ancora di te mi disseto,
ancora delle tue mani io ho bisogno.

LUI>>Avrai tutto me stesso così come io vorrò di te tutto...
Anche l'aria che respiri, perché anche quella mi ricorderà
la passione che vive in noi è che accende ogni nostro attimo...
Rendendolo unico

LEI>>costruiscimi un tempo che sia ....(NOI)
donami il piacere di sentire amore per il tuo respiro per il tuo corpo ...
e non togliermi il tempo che di (NOI) si nutre
Regalami una poesia stanotte
appoggiandola sui miei seni è
mi vestirò di ogni tuo respiro.... e a ogni tuo gemito io saro tua

LUI>> Donami il tuo piacere e fammi assaporare ciò che di bello
la vita mi ha riservato unendomi a te....
Fammi gustare il tuo piacere così come un febbricitante brama
la fredda acqua....
Dammi te stessa così come io darò ogni mia parte a te

LEI>>Sei qui
nei miei pensieri dolci
quel tanto per intrigarmi,
sei qui,ad essere scoperto ...
rendimi padrona del tuo piacere è solo allora ..
io sono......tu sei..... noi SIAMO
godi tra le mie carni ..... e al tuo brivido più forte
dimmi che sono tua
per rimanere sempre tua.

LUI>>Toccheremo insieme il tetto del piacere....
Le nostre menti si uniranno così come i nostri corpi
che caldi ed umidi di piacere, non vorranno altro
che star ancora uniti e stretti l'un l'altro
per un'eternità che ai nostri occhi sembrerà un semplice istante

INSIEME>>ma un infinito eterno

**Attimi di intimità (nell'eterno andare)** di Asianne Merisi



Sai amarmi di amore impudico
so desiderarti di amor lussurioso
cercati nella mia pelle,sbrana il mio piacere, non potrai più fuggire.
Innamorati persi tra pareti di cobalto,
schiavi d'un'alchimia senza confini,
ti permetterò di entrare,senza peccato nell'intimità femminile,
della mia essenza e ti lascerò rubare il mio piacere.
Sempre tu,protagonista dei miei sensi e spettatore del mio orgasmo
Sempre tu ti impossessi del mio corpo,usami, straziami l'anima,
Il mio desiderio ti appartiene,la mia bocca si riempie di te e con ardore
la mia lingua di te si sazia.
Musica per i nostri corpi, è Il nostro ansimare
Teneri schiavi al cospetto di questo amore è noi di bocca vorace
ma che sa assaggiare lentamente ne prendiamo il gusto
ne prendiamo l'essenza ,
ne prendiamo le sembianze
..oltre.

**Desiderio soft** di Asianne Merisi


Le tue labbra sulle mie, il tuo odore su di me,
Quando il mio corpo si fonde con il tuo,
quando la tua voglia diventa la mia
Profonda, intima, forte, irrefrenabile.
E' lì, ti ritrovo in ogni mia emozione in ogni mio godimento
Respiro nel tuo respiro quello che non mi vuoi dire,
trovo le tue emozioni nel tuo piacere.
E' mute le parole si sciolgono tra i nostri corpi,immersi nel tuo calore.
Ti sento tra le dita,che scivolano in silenzio,è ti colgo nella mia pelle.
Perchè quello che non mi vuoi dire,lo respiro nel tuo respiro.
Le mie gambe a raccoglierti stretto come un lucchetto di carne
il mio viso a fotografarti come per rubare il tuo attimo.
La smania delirante emerge senza pudori, colmando l'anima priva di voci.
Non servono parole, sono assenti e totalmente inefficenti
Guardarti... sei estasiato
Guardami ... mi hai inebriato
Guardaci ... ci siamo Amati
..oltre.


Sete di Giuseppe Balsamo


Restammo nudi ed assetati, la notte divenne giorno, il languore divenne fame, la voglia desiderio. 
Mi guardava preoccupata, la tranquillizzai con un bacio.
Il giorno divenne notte. Un'altra birra, un'altra volta la tua carne.
Infine il sonno, senza sogni, fatto di braccia che si trovano, di occhi che si cercano nell'oscurità stentando a chiudersi, per giocare a chi resiste più sveglio.

Giunone di Alice Stregatta


Le aveva proposto delle foto di nudo dopo averla vista sul profilo di una compagna del liceo. Lei accettò immediatamente, pur non conoscendolo. Aveva voglia di un'esperienza nuova, di sentirsi bella, di portare avanti un progetto che le frullava in mente da un po': dimostrare che si può essere sensuali con qualsiasi taglia.
Si erano incontrati e accordati per uno shooting pomeridiano. La timidezza e il disagio scivolarono più lentamente dei vestiti. La sua fisicità la faceva sentire inadeguata; trattenere la pancia non era sufficente. Si sentiva grassa, pensava con orrore a come sarebbero state evidenti cellulite e smagliature. Evitava di incrociare il suo sguardo per non leggerci il disgusto che provava per sè stessa. (Chi me l'ha fatto fare di mettermi in questa situazione, imprecò tra sé e sé).
"Promettimi che ci andrai giù pesante con Photoshop", lo supplicò per sdrammatizzare.
Lui rise di gusto poi, cogliendo la nota di disperazione nella voce tremante, negli occhi lucidi, posò la macchina e le si avvicinò.
Accarezzandole il viso le disse "Sei bellissima, stupida. Se non mi avessi colpita non ti avrei chiesto di posare per me! Credi davvero che non avrei potuto trovare una modella alta-magra-longilinea tra le mie conoscenze?"
Lei sospirò "quello che non sarò mai..."
"Tu sei come sei. E ti assicuro che quello che vedo io va oltre, vedrai che riusciremo a tirarne fuori un lavoro straordinario. Sarai fatale e meravigliosa."
La baciò d'impulso. Non baciava mai le sue modelle, ma lei gli sembrò così fragile e vulnerabile e insicura che quel gesto gli sembrò naturale, spontaneo, rassicurante. Un istinto protettivo, un'attrazione di una dolcezza disarmante, una scintilla di passione estemporanea. Lei rispose al suo bacio, le guance di porpora, il battito accellerato. Si guardarono, dentro: un incontro di anime, come nelle canzoni, pensò. Risero.
Le stelline negli occhi presero il posto delle lacrime. Luminosa, si trasformò in una Dea.
"Giunone non era poi così magrina" disse lui facendole l'occhiolino!
Fu un bel pomeriggio, per entrambi.
Salvarono dieci scatti e la sua autostima.
Con un unico bacio.

Cagna di Alice Stregatta


Quella parola... Può farmi torcere le budella, il fiato corto. Languidamente sdilinquire.
Inconsapevolmente scostare le cosce.
Quella parola può farti strada dentro di me.


Sii la mia notte di Asianne Merisi



Stesa la mia pelle sulla tua,
Geme il tuo respiro tenue, una bocca da baciare un corpo da saziare
L'accolgo e godo delle sue mani che san regalarmi 
la bellezza di essere donna
Assapora il mio aroma abbevera qui la tua sete
castruisci il tempo che sa di frenesia
Sussurra “... ti voglio...”
Conducimi nell'estasi ........è, dentro restami,
prendi la mia mano sostegno al tuo destino
Quando il giorno spegnerà i miei sogni fino ad annientarli
diventa tu per me la luce della notte
che riesce ad esaltarli
E' quando il dolore piange su un corpo che non sa godere
cerca tu quel sentiero che conduce alle vette
di un ritrovato piacere
..oltre 

Pudore imploso di Francesca Delli Colli


Mi sono svestita dei falsi pudori
come una puttana lentamente
si toglie le vesti mostrando la pelle
che sa di consumata virtu'.
Scendono oleosi lungo le cosce rigide,
lasciando nudo quel corpo,
coltre di un'anima invereconda
che trasuda avida emozione,
rendendo la mente fradicia di te.
Sguardi imperfetti ci uniscono
mentre tramano dietro i nostri corpi
addormentati,
rendendoli vili complici
di un amplesso ancora vergine.
Ogni segreto si brucia lentamente
tra gli ansimi scanditi
da una fame irrazionale
che ci rende due bestie randagie
attirate dall'odore della carne e
dall'umido effluvio
nascosto tra le cosce
ancora serrate al piacere.
Hai leccato via i miei falsi pudori
scorticando la pelle...


** I corpi dell'amore** di Asianne Merisi


La loro forma e il loro colore 
danno luce ad un buon sapore
attirando l'attenzione di chi di loro prova invidia.
Respirano lentamente, e ad ogni respiro bruciano
Sono carne che arde, condanna a vita, fine e inizio.
Intrepidi,raccoglieranno nelle loro mani
gli spasmi i desideri, gli umori, i loro odori.
Sono anni che combattono la loro passione vitale
impossibile, possibile, incomprensibile e viscerale
si consumano nel' ardore e si placano nel piacere.
Si sanno amare e non provano a fermare, quello che l'amore gli sa dare.
..oltre 

**Aujourd'hui** di Asianne Merisi



Je pensais que je voudrais aujourd'hui une petite 
un paragraphe de votre temps 
un bourgeon de votre souffle 
Aujourd'hui, je voudrais être en mesure de profiter de petits sourires 
début de l'infini
des souffles de vent
de pluie dans ses mains
Gagner la bataille sans
le silence est d'absinthes
Aujourd'hui, je tiens à sourire pour rien et pleurer pour la même raison
sentir le soleil sur votre peau et avoir des frissons
Aujourd'hui, je voudrais dire est en contradiction avec mon .... votre .... votre mot à dire ....
Aujourd'hui, je souhaite que je pouvais sentir le cœur de framenti uniques
eggi aujourd'hui ..... aujourd'hui n'est pas hier, pas demain aujourd'hui .....
..oltre.

martedì 12 agosto 2014

Vous voulez ... érotique .. di Asianne Merisi



Même les anges ont volé discret 
livrer notre passion. 
Couchers et levers de soleil sont suivies, tressé, 
et nous les consommons dans les odeurs, les goûts, les plaisirs
Je savoure le goût avec un total
ces moments très chaud,
Aimons-nous, ici et maintenant,
Prenons ses vêtements à donner à la sensualité du geste
bits de joie remplissent l'esprit
de devenir un gros rocher solide
Sur la bouche la saveur est silencieux,
sang est amour, coule encore.
Je vous entends!
Votre voix me passionne.
Je suis assailli par un désir pur et imparable.
Allons!
Obtenez les faits!
de ne pas s'arrêter, de m'aimer et me désirer.
Allez ne me faites pas attendre

mercoledì 30 ottobre 2013

SOGNI ALLA VIGILIA DI HALLOWEN (Tema: Fiera dell'horror) di Alice Stregatta



 
 
Sarebbe la Giornata ideale per andare in giro a leccare rospi allucinogeni,scambiarne uno per l'Azzurro Principe e passarci il pomeriggio a letto.
 

martedì 8 ottobre 2013

La mia musa, il mio tormento di Allie Walker



Dovrei far uscire la voce, districare qualche parola che mi muore in gola e non solo sulle infinite pagine di un quaderno che tengo nei miei segreti. Poesie scarabocchiate che secernono la donna che sono, la vera donna che risiede dentro di me, con le mie velate manie e i miei desideri perversi.
E’ il tuo potere, la tua aura che mi consente di gettare inchiostro sulle pagine bianche, che nessuno deve conoscere e tanto meno te.
Adesso sei qui, di fronte a me, e ti guardo come fossi un dio. Le gambe allungate sul letto, mentre giochi a provocarmi, accarezzandoti.
Rubi il mio respiro e mi confondi. Sento il cuore in gola e il mio bisogno di toccarti si amplifica. Rimango immobile, solo il tremore delle mani tradiscono il mio sentire, la saliva aumenta in bocca, devo deglutire.
Penetri in me, non solo con il corpo, ma anche con le parole non dette, con le tue mani che si muovono sulla tua carne tesa, con quel tuo sguardo spesso irritante. Sono sconcertata, ogni volta che lo fai.
Ubriaca di te che non dovrei amare. Eppure sono qui. Sei qui. E mi preoccupa.
Tento di comprendere perché vuoi me, proprio me. Che cosa trovi in me? Che cosa ti spinge verso il mio essere? Non mi ami, lo so, ma non posso ignorare questo mio torrente che ribolle e la sciarada di parole in testa che mi dicono che mi vuoi, sempre. Temo il giorno in cui non sarà così e, allora, uso le uniche armi che ho.
Ti porgo piccole dosi di me, quel tanto che basta per far vacillare quel tuo cazzo di freddo atteggiamento. Ogni volta in maniera diversa. Odi la noia e la monotonia dei gesti. La odio anch’io.
Continui a guardarmi, le mani sul cazzo. Sai che lo voglio. Sai che ti voglio. Vorresti che venissi a sostituire le tue mani, o affondassi la tua verga dentro di me. Invece mi siedo comodamente in poltrona, senza veli come te, le gambe accavallate e le mani su braccioli.
Mi costringo a rimanere immobile a guardarti, il tuo sguardo adesso disturbato, non ami essere sfidato da me. Batti le ciglia, adesso sei tu a essere confuso.
Non sai quello che mi passa in testa e questo ti spiazza. Non sai che ti sto usando, quando sarò sola userò quello che ho visto per scrivere. Non sai di essere la mia musa.
Si, ti amo.
Si, ti uso.
E ancora si, mi usi per il tuo piacere, quello che non trovi tra le mura di casa tua. Alzi il busto dal letto, ti siedi. Presto ti avrò vicino.
Prima che tu faccia altre mosse, apro le gambe e inizio a toccarmi. Ti blocchi a guardarmi, un sorriso sornione ti si stampa in volto.
Mi piace esibirmi, mostrare quanto mi fai diventare troia.
Ma sei tu che vuoi prendere completamente possesso di me? O sono io a possederti? Vuoi che mi inginocchi ai tuoi piedi e implori il tuo possesso? O sei tu che adesso vorresti farlo? Potrei darti l’eternità, ma cosa avrò in cambio? Avrò te come tu hai me? Domande sempre senza risposta, le mie. Ma non le tue richieste silenziose.
Si, sono tua, tra il peccato e l’amore, estasiata da questa storia che insisto a tenere in piedi. E’ un racconto che mi costringo a vivere. Una vita con più domande che risposte, un mondo che provoca sofferenza ed estasi.
Non temo il bruciarmi, solo non comprendo perché non possa diventare tutto più semplice.
Mi vuoi, ma non puoi sempre. Mi vuoi, ma quando hai finito te ne vai. Mi vuoi, ma non alla luce del sole.
Perché questo amore deve essere risucchiato in un vortice di paradossi?
Pensieri che erodono lentamente mentre, di fronte a te, giocherello maliziosamente tra le pieghe della figa. Ho il coraggio di esplodere con il corpo, ma non con le parole.
Quelle le verserò in inchiostro sulle pagine che aspettano di essere riempite, quando te ne andrai.

Chiedimelo di Sereno Notturno



Non vi è necessità
di dire altro.
Scopami
adesso

Quante donne desideri? di Gianluca Jazz Giannini


Quante donne desideri Gian?
Sarò corretto, ti dirò tutte. Tutte quelle che sanno rapire emozioni. Tutte quelle che sanno desiderare. Ma consentimi di orientare meglio la tua domanda. Quante donne ami Gian? Ecco a questa non saprei come rispondere, a questa non saprei dire se ciò che provo è amore, affetto, trasporto o altro. L'ho detto vero, ma non credo di aver abusato di questa parola o forse si, ma non me ne pento, in quel momento veniva fuori senza pudore. Ora forse dovrei dire che dovrei averne di pudore, che questo non è amare, cos'è allora il nostro perdersi tra le parole, quelle scritte e non scritte, quei silenzi sospesi dell'anima che continua a cercarsi come vuoti da colmare.
Eppure quando sento la tua voce, il cuore comincia a battere più forte, il sangue scorre più velocemente, lo sai questo non lo posso controllare, come non posso controllare quelle parole che danno fastidio. Vedo urlare e la mia anima cerca di quietare quell'urlo sconosciuto. Sono parole sai, ma ristorano e io in fondo sono un po' lontano da tutto, distaccato silenzioso.
Amare non è poi difficile, è saperlo riconoscere che è un casino, pertanto evito ormai quella domanda facendo confusione tra amore e desideri, decido di scrivere e forse di amare un po tutti in modo strano, di amre con le parole e con i desideri, farsi che poi tutto si quieti come dopo un amplesso, quando gli occhi si guardano e cercano ancora quel dopo che è già finito, o quell'inizio che non è ancora incominciato, sono attimi, infiniti, come perle di una collana, inanellate una dietro l'altra. Ecco l'amore è una collana di perle, e ogni istante che noi ci mettiamo dentro sono le perle stesse.

Benvenuta di Alice Stregatta



Finalmente finalmente finalmente...
Parlottava tra sè trotterellando fuori dal gate.
Eccolo..."ciao". Un saluto timido,un incrocio di sguardi,sorrisi imbarazzati.
"Sei più bella dal vivo."
"Lo so,me lo han già detto!"
Perfetto,da timida a stronza in un nanosecondo. (Me...)
Lui deglutì a fatica,credo pensasse di scaricarmi lì nel parcheggio.
Un silenzio così.Ufff...
Appoggiai la testa alla sua spalla e cinsi il suo braccio con le mie.Intrecciate.Perfetto per inibirgli l'uso del cambio.Perfetto per fare la smorfiosa.
Funzionò:lui mi sorrise.
Ammiravo il mare,respiravo l'aria salmastra...Dio quanti ricordi mi si affollavano in mente:altri arrivi,altri addi. Un'altra vita.
"-Ascolta,su questa strada ci sono tante gallerie abbandonate. Mi ci porti?
-S-s-si ma...perchè?
Ho voglia di farmi scopare,adesso!
-Troia!
-Si è mio secondo nome."

Fasci di perle di Gianluca Jazz Giannini



Hai idea dell'emozione che ti danno.
La loro superficie traslucida
che ti sfiora la pelle,
ti fascia, ti imprigiona
in quel contatto che è vibrare.
Scopro la spalla e me le sento addosso.
Ne ho diverse, ne vado matta.
Ce ne sono piccole, ce ne sono grandi.
Ogni granello ha un senso diverso,
le piccole, ad esempio significano
quel potenziale ancora inespresso,
quel cuore che batte che senti di coccolare,
accudire, come un cucciolo.
Le grandi invece rappresentano
ciò che si è diventati,
generati da un'imperfezione,
da un granello, cresciuti con meticolosa cura
e poi strappati, diventati improvvisamente preziosi.
Per me sono di più, emozioni, sulla pelle.

Fotografie di Gianluca Jazz Giannini



Non aveva volto
quella donna nuda
il cui corpo ricadeva
quasi stancamente su se stesso
reggeva un libro
tra le dita
pagina ancora bianche
pensieri neutri
come lo sfondo
nel quale si stagliava la sua esistenza
In tal senso quella passione mai esplosa
erano unicamente pagine bianche
ancora da scrivere

Mani di Gianluca Jazz Giannini





Fallo con le mani, amami.
Rivesti il mio corpo delle tue mani.
Non lasciarle inermi a difendere il niente
Esercita quel potere che hanno di invadermi,
coccolarmi e desiderarmi.
Non lasciarmi lontana dai tuoi pensieri.
Ancora no, ti prego, stringimi tra le tue dita
e facciamo nuovamente l'amore,

Amarcord (il primo lento e la conoscenza di quello "conosciuto") di Francesca Delli Colli



Chi non si ricorda di noi, quelli chiaramente con una eta’ di un certo “peso”, i “Matusa” insomma, di quando abbiamo fatto il primo lento, e parlo non dei giorni d’oggi ma di un’epoca dove la timidezza e l’imbarazzo regnavano sovrani e un bacio sfiorato era al limite di una trasgressione.
Anni ‘70, il ballo della mattonella.
Luci soffuse, la stanza perimetrata da una infinita’ di sedie appoggiate al muro, tipo sala d’attesa, le note degli Aprodite’child che si spalmavano sulle parole di “Rain And Tears” con la voce tremolante e calda di Demis Roussos .
Noi ragazze sedute con le cosce serrate e le mani sudaticce poggiate sopra le ginocchia , spostate solo quando il reggicalze , bastardo, annunciava con un sordo “click” ed una carezza leggera come un soffio il gancio slacciato e il bordo della calza che scivolava inesorabilmente verso le ginocchia.
Tutte imbalsamate in una mise che era alla stregua di una divisa, camicetta allacciata fino al collo, gonna a pieghe e maglioncino attillato. Il volto appena colorato e i capelli sciolti sulle spalle, il massimo concesso un cerchietto.
Tutto questo pero’ avveniva prima del boom dei figli dei fiori, della minigonna di Mary Quant che dette una svolta a quella moda clericale e della bellezza androgina di Twiggy che ci costrinse a diventare quasi tutte anoressiche per seguire la moda e essere trandy.
Dico quasi tutte, perche’ io sono stata sempre un’amante della buona tavola ed una aficionadas delle mie curve , all’epoca belle sode.
Morbidezza che al massimo veniva costretta da una pancerina elastica tanto da guadagnare qualche cm in meno di girovita.
Torniamo alle feste pomeridiane.
E si... quelle erano quasi il massimo consentito visto l’austerity a liberta’…
Insomma la prospettiva che si offriva era quella di bella parata di bamboline con lo sguardo che vagava sfuggente su ogni ragazzo che ci osserva interessato, mentre sussurrava sghignazzando qualcosa all’amico vicino.
E noi.. TAC… come per magia il soffitto diventava uno di quegli oggetti interessanti dal quale non riesci distogliere gli occhi.
“Balli?”
Un pugno allo stomaco sarebbe stato piu’ delicato!
Il volto si alzava paonazzo verso quelle forme ancora acerbe di uomo, ma con una eccitazione ben visibile che gia’ tirava la patta dei pantaloni attillati color bordeaux . Marchio degli ormoni che non sapevano da quale parte urlare e si raggruppavano nella zona in cui avrebbero trovato piu’ piacere
“Chi io?”
Un sibilo quelle due parole mentre la mano sprofondava sul petto a mo’ di “mea culpa” e lo sguardo stupito condivano quell’imbarazzo infantile.
Silenzio… lui davanti e lei dietro che raggiungono il centro della sala.
Uno di fronte all’altro, mentre mi scioglievo nelle lacrime cantate da Demis. Un sorriso a labbra tirate cercava di ammorbidire la mia espressione del tutto amorfa.
Una mano su una spalla, l’altra su quella opposta che delimitavano la distanza di sicurezza tra i due bacini e lo sguardo perso nel vuoto ombrato della stanza.
Di rimpiatto mi ritrovai le sue mani sui fianchi e qualche scossa o di eccitazione o nervosismo ( vallo a capire in quel momento…) che mi trapassava il corpo andando a morire sulle mie parte basse.
Sensazione quasi del tutto sconosciuta e imbarazzante.
Il mio “esser donna” iniziava a far capolino andandosi a spiaccicare sulle mie candide mutandine di cotone millerighe.
Nel momento in cui Baglioni intono’ il successo del momento “Piccolo grande amore” qualche disgraziato abbassò’ le persiane e spense la luce.
In quel momento esalai quasi l’ultimo respiro mentre il cavaliere dell’attimo fuggente mi stringeva a lui piu’ violentemente senza preavviso, iniziando ad ondeggiare sfregando distrattamente, si fa per dire, il sesso rigonfio sul mio ventre.
L’istinto era quello di scappare.
Chi aveva mai avuto l’onore a quei tempi di sentirti massaggiata dall’organo maschile, grande e grosso…..tabu’ per quei tempi?
Quanto meno i miei.
Piu’ mi scostavo , piu’ lui si avvicinava e piu’ si avvicinava e piu’ si ingrossava e piu’ cercavo di riguadagnare la distanza di sicurezza.
Una lotta impari di resistenza, ma credo della sua, visto come stava, fino a che le note di quella canzone si smorzarono di netto in un Alligalli.
Di scatto le mani si staccarono dalle sue spalle, un passo indietro, un sorriso questa volta a 54 denti di commiato e via alla volta della mia sedia, comprendo con i palmi un sorriso quasi isterico.
Il mio Lui spari per qualche minuto non si sa dove …
La cosa assurda che mi sentii quasi navigata, una donna “arrivata”, mi sentii gonfia di importanza, anche se poi gonfio ci ando’ via lui.
Lo avevo toccato!!!!!
Il mio primo lento in effetti posso considerarlo una conquista imbarazzata.
La sensazione la sento addosso, nonostante siano passati begli anni, ma riguardo a quell’epoca con tanta tenerezza e rimpianto, soprattutto per quel mondo che si andava ad aprire ancora pieno di ogni aspettativa.