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lunedì 21 gennaio 2013

Caffè nero bollente di Gaetano Taglialatela


ti voglio da me,
voglio vedere il tuo sguardo impaurito mentre attraversi la soglia di casa immaginando cosa ti aspetta.
"Entra, muoviti, il letto sai dov'è." ti dico secco.
Mi guardi per un attimo, poi abbassi lo sguardo e entri in silenzio, hai quasi paura di fare rumore.
Percorri il corridoio ed apri la porta. Ti vedo entrare in camera e sederti sul letto, tranquillo chiudo la porta e mi sposto in cucina, ho voglia di un caffè, caffè bollente. Non ti dico nulla, tu già sai cosa fare.
Sento che ti stai spogliando, rimani solo con gli slip ed il reggiseno.. Sapendo del tuo arrivo ho messo la tazzina nell'acqua bollente. E' li già da 10 minuti, la prendo con tutte le accortenze del caso e al metto sollo la macchina del caffè, mi affaccio per un attimo, ti vedo li ferma che aspetti, appena mi vedi abbassi lo sguardo. "Sto arrivando, troietta!, vengo a prendere il caffè da te, non ti preoccupare".
Ti sento bisbigliare "S-si, sissignore, come vuoi tu". Ho dovuto fare in fretta, la tazzina è bollente davvero. Sei fortunata che il piattino non lo è altrettanto ma sarebbe stato troppo.
Arrivo col caffè fumante e mi siedo in poltrona. Ti guardo e dico, "vieni qui, inginocchiati accanto a me", lo fai senza discutere, "vieni qui, dolce bambolina, poggia la testa sulla mia gamba". ti dico, ubbidisci e poggi la testa sulla mia gamba, all'altezza dell'inguine, ti appoggi a me come fossi il tuo cuscino. La mia mano scivola tra i tuoi capelli corvini. Ti accarezzo, sei tranquilla, rilassata. Con l'altra mano poggio la tazzina sulla tua schiena, l'intenso calore si fa gridare, "brucia, hai, mi fa male" ma non osi muoverti. Ti mordi le labbra per resistere al dolore, sai che se ti muoverai cadrà il caffè, caffè bollente.
Ora che ho posato la tazzina sul tuo fondoschiena prendo il frustino che è accanto alla poltrona, "Come era il caffè che hai preso in ufficio, era buono?"
Splat, parte un primo colpo sulle tue natiche, "allora, com'era?" splat, un'altro colpo.
Non riesci ancora a parlare, "rispondi, il caffè era buono?", SPLAT, questa volta ti colpisco con maggiore decisione, il colpo va oltre la natica e ti colpisce pure l'interno coscia, sussulti appena un po tanto che il caffè fumante schizza un po fuori, ma non cade sul tuo corpo. "Scusa, non volevo lasciarti così" mi dici singhiozzando, "ma le colleghe mi hanno trascinato con loro". SPLAT, "ahi, mi fai male, ti prego perdonami", SPLAT, stavolta sobbalzi per il colpo, ed il caffè schizza fuori dalla tazzina rovesciandosi in parte sulla tua schiena, "ahhhhh" mormori stringendo forte i denti e mordendo la stoffa del mio pantalone.
"la prossima volta non provare a lasciarmi così, di punto in bianco, intesi!", "INTESI?" ti urlo avvicinando il mio volto al tuo. Vedo delle grosse lacrime scorrere dai tuoi occhi che mischiandosi al mascara ti rigano le guance. "Va bene, non lo faccio più, te lo prometto" mi dici. "ora va meglio, puttanella mia".
Tolgo la tazzina dalla tua schiena e la poggio a terra, ti faccio girare, sempre inginocchiata.
Adesso mi mostri le spalle, il tuo culo e rigato dai segni nitidi del frustino. Mi alzo, mi chino su di te e lecco il caffè caduto sulla tua schiena. Il sapore è fantastico, dolce come dolce è la tua magnifica pelle.
Mi soffermo con lentezza a leccare ogni residuo di caffè.
Poi, finito di fare ciò, mi risiedo e ti dico "rivestiti e vai via". Senza dire nulla ti rialzi e ti rivesti mentre io seduto rimango a guardarti, oramai sei rivestita e con una lentezza che solo tu sai infondere ai tuoi gesti ti giri verso di me, ti guardo, i tuoi occhi sono lucenti come diamanti, "vai" ti dico di nuovo. Ti vedo uscire dalla stanza, sento il ticchettio dei tuoi passi lungo il corridoio, la maniglia della porta che si apre. "Tonf", il sordo rumore della porta chiusa dietro le tue spalle. Ascolto il silenzio assordante che lasci. Mi alzo e mi sdraio sul letto, "ti desidero come non mai" penso tra me e me, socchiudo gli occhi e mi lascio andare ad un sonno ristoratore.

(G.T.)

L'offerta di Gaetano Taglialatela

Padrone...io sono li con te
ai tuoi piedi.
Pronunci con voce tremante.
Ti guardo e prendo ciò che mi porgi.
I miei piedi che "carezzano il tuo corpo, che giocano coi tuo seni, coi tuoi capezzoli
mi guardi e sotto voce accenni ad un si......
li senti scorrere tra le tue cosce, schiudere il tuo sesso.
"girati" il mio ordine secco
Ubbidisci in silenzio.
"chinati in avanti"
Nella tua mente mi rispondi
si...........
"poggia il viso sulle tue braccia"
ai miei occhi il tuo sesso gonfio e luccicante di umori
"non muoverti"
lunghi attimi di silenzio
poi...
qualcosa carezza le tue cosce all'altezza dei tuoi ginocchi
la senti scorrere fredda lungo l'interno coscia
mentre lentamente sale
un brivido, un leggero fremito ti scuote
"FERMA!"
trattieni il respiro, chiudi gli occhi e cerchi di non pensare
senti scorrere ancora quell'oggetto che non riconosci
non è freddo ma nemmeno caldo,
è qualcosa di duro ma anche morbido
oramai è vicinissimo al tuo sesso
lo senti
sembra un dito ma non lo è
lo senti scorrere lungo le pieghe delle grandi labbra
insinuarsi in esse
aprirle
sondarle
...
allargarle
il piacere prorompe dal tuo sesso
ti mordi le labbra a quel contatto
"dioooooo" rimbomba nella tua mente
spingi il corpo all'indietro consentendo a quell'oggetto di penetrarti
pochi centimetri
solo pochi centimetri
Il tuo pensiero corre veloce "siiiii"
la mano si ferma
aspetta una tua mossa
quell'attesa ti angoscia
"cosa succede"
"posso muovermi"
"Lui lo vorrà"
il tempo sembra per te non passare mai
...
riprendi a muoverti
....
lo senti piegarsi, penetrare ancora di più
...
non riesci a trattenere i tuoi istinti
senti che il tuo Signore si è fermato
non riesci a rimanere ferma
ti muovi, avanti ed indietro
lentamente
vuoi gustarti il tuo piacere
vuoi donargli il tuo piacere
"uhhmmm"
ti guardo in silenzio
la mia mano è ferma
guardo ogni movimento
ascolto ogni tuo respiro
inizia a dondolare coi fianchi e dalla tua bocca
gemiti di piacere
il tuo respiro adesso è pesante ed ansimante
la mia voce bassa e calma ti fa trasalire
...ferma....
...............
non riesci a sentirmi, in preda ai tuoi pensieri.
questa volta secco è il mio comando
"FERMA!"
...
di colpo ti blocchi, immobile
il cuore che batte all'impazzata
ed un groppo in gola.
senti che quell'oggetto che ti stava possedendo, che stavi possedendo
scivola via dal tuo ventre
percepisci nettamente l'odore del tuo sesso bagnato, della tua voglia
quell'oggetto si sta spostando dal tuo sesso
sale in linea obliqua lungo il tuo culo
si ferma su un gluteo
disegna uno strano segno
ne senti l'umido del tuo sesso bagnato che lo avvolge
si ferma, di nuovo,
immobile sul tuo culo
silenzio nella stanza
tutto tace
poi senti che si stacca dalla tua pelle calda
attimi interminabili
e mille e mille pensieri
....
un sibilo nell'aria
e subito dopo un dolore secco
seguito dal calore intenso sul tuo culo
swisshhhh, splat
ed il frustino che hai porto al tuo signore comincia la sua opera.

(G.T)