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sabato 11 ottobre 2014

Cagna di Alice Stregatta


Quella parola... Può farmi torcere le budella, il fiato corto. Languidamente sdilinquire.
Inconsapevolmente scostare le cosce.
Quella parola può farti strada dentro di me.


giovedì 10 ottobre 2013

SULLE MIE GINOCCHIA di Allie Walker










 All’inizio era la confusione e la sua più grande illusione, un sogno di Uomo arraffato durante una caduta della mente. Era il maestro dell’inganno la figura che le stava di fronte con una mano allungata, mentre tentava di ricostruirsi dopo essersi trovata in completa distruzione, in una fossa dove ...il fuoco la stava incenerendo. L’avevano gettata, senza curarsene, guardandola bruciare, cinta dalle fiamme dalla testa ai piedi. Fu il cuore a bruciarsi per primo. Allungò una mano per agguantare l’aiuto che l’uomo le stava offrendo, invece afferrò aria. A bocca aperta rubò quel respiro che aveva colto e qualsiasi disarmonia interiore divenne acqua a spegnere l’incendio. Le era servito morire e poi tornare alla vita, mentre gli oceani in rivolta sgorgavano e il fuoco veniva domato. In quella tempesta che sembrava senza fine, ansante, tornò a respirare. Il cuore riprese un ritmo di vita e la volontà, di risorgere sopra ogni cosa, sopra ogni individuo che le aveva fatto del male, si fece carne. Lui, maestro dell’inganno, entrò nella sua mente, rubò la pace ritrovata, turbò la sua anima. Era confusione e una grande illusione. Questo le sembrava che fosse. Invece era un maestro di seduzione, colui che, silente, aveva assistito alla sua caduta. L’aiutò verso l’ascesa, portandola verso il basso, tenendola li fino a quando la sua pelle divenne muro invisibile a lui. E fu allora che lei gioì, finalmente. Fu allora che ne afferrò il senso. Fu allora che, piegata sulle sue ginocchia, capì il Maestro e le sue intenzioni. Lui era quello che meritava, quello che sapeva cogliere i suoi bisogni, quello che apprezzava la sua mente, quello che le aveva fatto comprendere il senso della sua caduta, quello che aveva portato a nudo la sua anima, colui che la amava.



mercoledì 11 settembre 2013

ME di Fabietto Spartano



 
 
Pace non trovo...dentro di me il fuoco
ardo ma sono di ghiaccio.....
temo e spero
sogno ,e penso..
volo sopra le nuvole...
ma le tue corde....
mi stringono avvolgendomi
in una stretta morsa dolorosa...
ti voglio ti desidero ma ...
non son degno
al tuo cospetto
m'inchino
e riverisco
l'odore dei tuoi piedi custodisco
mi guardo in questo stato
m'accorgo che son schiava del suo fascino


venerdì 16 agosto 2013

Carmen




Sgualdrina d'amore,
argentami le ossa,
odorami le vene e
traboccami l'inferno.
Giurami sul prepuzio e dominami nelle
lame di mezzogiorno.
Alla fine, sodomizzami l'anima.

Tra buio e luce




E ti ritrovo,
nella libertà e la sicurezza di vivere tutto,
come un animale furioso
e la piccola e fragile creatura.
Dare ed essere,
per essere consumata,
posseduta e divorata,
disegnandomi profondamente dentro di te.
Arrendermi a un tocco,
un respiro, un morso,
il graffio di unghie che marchiano,
il più piccolo passo verso il tutto,
il più grande passo verso l'ignoto,
conoscere il vuoto
e il completamento,
respiro su respiro,
come una sola anima parla ad un altra,
colma il vuoto
e si fa carne su carne.
Fluttuo nella passione
e nella tenerezza,
dove il bene e il male,
la quiete e la veemenza sono sfocate,
le linee non sono più chiare,
chi è nudo non lo è,
chi è vestito è più a nudo che mai.
Onoro e ballo questa strana
e meravigliosa danza,
ubriaca di passione,
come un vampiro che si sazia di sangue,
nel sentire il pulsare del desiderio
da un cuore all'altro,
senza fiato,
vagando dal buio alla luce e viceversa,
dove nessuno è perduto
ed entrambi ci ritroviamo.

Sulle mie ginocchia




Lui è mistero vestito da chiaro di luna.
Un sussurro gelato
che risveglia un brivido profondo,
sfuggente agli altri,
ma non al mio cuore ardente.
I suoi desideri sono bisbigli segreti,
parlano come vernice cremisi
che sanguina ad ogni nuova pennellata
sul mio corpo fatto tela,
con più violenza e perversione
del tocco che precede.
La pelle velata di pieghe d’ebano,
adornata di un collare di cuoio
che stringe la gola palpitante.
Conto le note che pulsano sulla giugulare,
in perfetta sintonia con il mio petto.
Sono il suo peccato segreto
e lui il mio demone,
piegata e sanguinante sulle ginocchia,
ogni sferzata un peccato da pagare.
La carne punge sotto la sua sensuale carezza,
bagnate le labbra, implorano il suo potere.
Il collo ad accogliere le dita
che spingono fino a soffocare
e poi a vomitare fuori le mie voglie,
boccheggiando singhiozzi di lussuria.
Le labbra aperte cedono al suo volere,
sedotta e avvinta,
ma non voglio altro
che dominio e controllo assoluto.
Io il suo sangue, di cui si nutre.
Lui lo sperma, la mia cura.
Nuda e bella,
con le ginocchia ammaccate,
incatenata al suo altare, in offerta,
agnello sacrificale
e vittima del mio stesso peccato
che non sente ragioni.

giovedì 8 agosto 2013

Tentazioni di Allie Walker



Non è una semplice 
mortale necessità,
è un lento
costante desiderio
che cova dentro,
una torrida tempesta,
un demone del fuoco.
E io, lacera e tentata,
mento e sorrido,
nuda e legata al rogo.

Tutto scorre, attorno di Allie Walker



La tua voce ha ordinato e io ho eseguito. 
Che c'e' di strano. Niente. 
Tutto scorre come deve scorrere, 
tutto va come deve andare,
tranne per il fatto che siamo lontani
e allora l'unica cosa che mi rimane,
per sentirti accanto,
è obbedire.
In quel momento io vivo per te,
soffro e gioisco per te.
Godo nel dolore,
tutto diviene piacere,
e i miei occhi allo specchio,
potrebbero essere i tuoi.
E tu chiedi,
ordini e godi con me.
E non è una domanda la tua,
è una paziente cura
della tua proprietà implorante piacere.
Sono già in ginocchio
e solo in attesa di un segno.
E' tutto pronto,
devo solo aprire ancora un po la mente
e sono con te,
accanto a te,
di fronte a te...
sei ovunque adesso.
Non importa se fuori è buio,
io sono inondata di luce,
la tua luce... sempre.
Oh, un sospiro è bastato,
la bocca si è mossa,
un fil di voce si è levato,
un sussurro fra le labbra affamate di te.
Non ho nemmeno bisogno delle mani,
mi bastano i pensieri per arrivare sul bordo.
Non uso le dita per affrettare il momento,
tutto scorre con pacata naturalezza,
e così farlo durare,
semplicemente, facilmente.
Mi lecco le labbra,
lecco le mie dita,
affondo nella carne calda,
umida di piacere
e di nuovo tutto scorre,
assieme a quella cinta che imprime colore,
un duo d'amore.
Il profumo riempie i miei sensi,
senza fiato libero il mio piacere.
Qualche istante di tranquille emozioni,
e la lingua torna a lambire le dita,
colme del mio piacere,
assaporando la mia delizia.
E poi...
ancora morbide carezze,
la lussuria di nuovo crescente,
raggiungo l'apice e torno in discesa,
salgo di nuovo e ridiscendo...
affamata, invoco il tuo nome.
Lentamente mi calmo,
il ritmo torna come un familiar respiro,
l'affanno si placa.
Posso colpire ancora adesso,
posso tornare a far vibrare
quel pezzo di metallo
sulla mia pelle,
farla suonare come una melodia
ripetuta centinaia di volte,
mai stanca di sentirla.
Perché sei con me in quei momenti
e nessuno può togliermi
questi istanti di vita.
Dentro di me,
hai trovato il tuo spazio
e aperto il mio cuore,
invaso la mia anima
e riempito la mia mente.
E poi...
eccomi qua,
piena di te,
mentre tutto intorno a me scorre,
ignaro il mondo
di quello che mi porto appresso,
addosso.
Furtivamente godo ancora.

Amami di Allie Walker



Voglio la pelle come una tela
Voglio sentire il morso del dolore
La pelle pulsare e vibrare
Voglio i segni della proprietà
Sfumature dal roseo al rosso
Come colpi di vernice
Sulla mia pelle
Nella mia anima
Sul mio cuore
Con vigore
E poi amami
Con delicato ardore

Schiava di chi? Di cosa?


Un ringhio e le sue dita abili. La corda arrotolata attorno alle caviglie, abbrancata al tavolo. Il suo odore sempre più intenso. Ogni nodo sempre più stretto. Attendevo, piegata, le mani intrecciate dietro la schiena e fra le cosce un diffuso e prepotente calore. Speravo fosse tenero, ma forse no, non ci credevo nemmeno io. Mi sfiorò il pensiero che la tenerezza potesse colmarmi, completarmi. E invece no!

La carne calda tra le cosce tradiva prepotente e sfacciata i miei pensieri. Ultimamente non erano molto in sintonia. La mente voleva tenerezza, carezze, scopate morbide, mentre la fica pretendeva durezza, dolore, affondi voraci. Un brivido percorse il mio corpo, anticipando ancora la mente. Sentivo di non poter resistere ancora, quando le sue mani accarezzarono le labbra bagnate. Lo sentii appoggiarsi contro di me, la sua durezza inconfondibile.

“Mi vuoi? Parla.”

Ogni parola scandita senza dolcezza. Si allontanò da me. Un brivido e il suono della cinghia che fendeva l’aria prima di colpire. Un gemito mi sfuggì dalle labbra appena il cuoio colpì la pelle, facendo vacillare quel poco di compostezza che ancora mi era rimasta. Ero sul punto di godere, il dolore mi provocava sempre un grande piacere e portava a galla i miei istinti. E lui? Lui vedeva sicuramente le mie cosce brillare, il flusso di depravazione che scorreva fiero, il peccato che lambiva la mia anima, la lussuria che pasteggiava con la mia carne.

Quello che non sapeva era che mi stavo solo scaldando. Dopo una decina di colpi si assentò e tornò con una canna. Sul mio viso sentii strisciare la smorfia di un sorriso, non era nuova per me, adoravo il sibilo e la carne che si gonfiava sotto i colpi. Le grida che seguirono erano solo incitamento per lui e io lo sapevo. Graffiavo il suo sadismo. Mi agitavo, facendogli credere che il dolore fosse troppo per me.
“Ne vuoi ancora? Sei la mia Puttana?”

Girai il capo a guardarlo, annuendo. Chiedeva conferme, forse era un altro insicuro? Dai modi non sembrava, dalla voce nemmeno, ma c’era ancora qualcosa che non afferravo del tutto.

Mi sculacciò, gridai ancora riempiendo l’aria della stanza e la mia mente. Mi accarezzò, lieve. Lasciò correre le mani lungo la schiena, fino ai capelli. Aggrovigliò le dita attorno a essi, tirandomi con forza verso di lui e l’altra mano si strinse, come tentacoli di una piovra, attorno al collo. Mi mancò il respiro, sentii il volto avvampare, boccheggiai contro le sue labbra che schiudevano le mie.
Il sangue pompava veloce nelle vene, fremiti percorrevano la pelle, il pulsare della fica si faceva sempre più veloce e pretenzioso.

Allentò la stretta attorno al collo. Appoggiò lievi carezze, sostituì la bocca con un paio di dita, scopandomi la gola. Lo succhiai, avidamente, mettendo ancora più enfasi del dovuto, con gli occhi incollati ai suoi, una richiesta tacita a farmi godere.
La carne cedeva al desiderio, la cavità pulsante chiedeva di essere riempita, mi agitai sul tavolo e vomitai fuori la mia voglia: “Per favore, scopami.” E poi un torrente di parole incomprensibili, suppliche, lamenti caricati di istinto primordiale, di quella lussuria che chiede di essere saziata, di quella fame che deve essere leccata, assorbita. Succhi copiosi scendevano sulle cosce, sentivo i rivoli sulla pelle.

Si allontanò dal mio fianco e lo sentii posizionarsi dietro di me, il cazzo appoggiato appena sulla mia apertura indecente. Le mani sui fianchi, si “piegò” alla mia richiesta, al mio bacino che si muoveva verso di lui.
Un ghigno sul mio volto, mentre lui mi possedeva.

Avevo vinto di nuovo, nessuno sapeva resistere alla carne tremula e calda.
Il mio piacere non era strettamente carnale, in quel momento, ma era il piacere di una vittoria che si stagliava nella mia mente: lo avevo sopraffatto, credeva di essere il padrone del mio corpo e di tutto il resto. Le corde che riuscivo a toccare con il mio fare lamentoso e piagnucolante, con le mie suppliche, gonfiavano il suo ego.

In fondo la verità era una, eravamo entrambi schiavi: io schiava della mia mente corrotta e perversa, lui schiavo del piacere carnale.


mercoledì 7 agosto 2013

LIBERA di Michele Costantini



La prepotenza della mia mente ti conquisterà,
in giochi viziosi segnerò il tuo corpo in modo licenzioso 
e tu, spogliata nell'anima vestita solo dalla tua pelle 
mi donerai la tua essenza ,
saprai cosa vuol dire possessione.
Ti segnerò delle mie voglie
leccherò l'indecenza delle tue
convitto dei nostri corpi .
Soddisferò i tuoi sensi il tuo spirito ,
con la passione del conquistatore,
Il profondo dei miei piaceri ti donerà la mia forza,
le mie volontà saranno su di te prepotenti
e tu sarai impudica, ma finalmente donna
finalmente libera di appartenere

giovedì 18 luglio 2013

Tua di Allie Walker


Si, sono io,
quella da cui vieni perchè sai che ti dirò di si.
Sono diventata Tua e Ti sentivi grande,
mentre io ero nulla.
Tu lasciavi il tuo marchio e tornavi alle tue cose,
mi umiliavi e ti ritiravi nei tuoi spazi,
raccoglievo i pezzi e tornavo sola.
Doveva per forza essere cosi',
non potevi diversamente.
Non ti biasimo, ho permesso io che accadesse,
ti ho incoraggiato, ti ho voluto.
Sei venuto da me,
i tuoi occhi pieni di necessita',
volevi, ordinavi, pretendevi.
Mentre facevo finta di crederti, eseguivo,
eri felice, almeno lo credevi,
lo pensavo...
ma eri vuoto come il tuo cuore.
Mi guardo indietro, vaffanculo.
So che io non sono quello che vuoi,
so che io non sono quello che ti serve,
so che io non sono tua,
che tu non sei mio...
e adesso torni.
Siamo esattamente cio' che vogliamo e di cui abbiamo bisogno?
Io sono tua e tu sei mio?
Cosi, vieni da me,
stillicidio di parole colpiscono la mente,
gli occhi si riempiono,
le emozioni si aggrappano,
si svuota tutto,
paura...
odio...
brama...
rancori...
nel corpo una spinta.
Mordo le mie labbra e torno alla realta',
gli occhi annebbiati,
mi alzo e me ne vado.
Rimango nella stanza a guardare fuori,
ma gli occhi non vedono nulla di interessante,
la mente segue i propri pensieri,
la fantasia galoppa: un immagine, un flash,
e mi trovo contro un muro.
Evitando il mio sguardo, mi sbatti li,
ma scelgo di esserci,
scelgo di essere utilizzata,
di essere usata e violata,
perche' tanto e' solo un momento,
il nostro momento.
Saro' sul tuo piedistallo
e tu solo mio.
Entrambi ricorderemo,
momenti di disperazione che consumano,
ma niente di piu'.
Vedo il marchio,
il tuo marchio,
conficcato nell'anima...
nonostante!

venerdì 12 luglio 2013

L'ISPEZIONE di Francesco Volpe



Tremanti sussulti,
nella tremula carne, 
l'affondo in corpo,
liberazione e catarsi.

L'attesa di ogni mattino,
nelle tue finzioni, l'attendevi,
lasciavi veder il malincuore dal volto,
ma le tue carni ardevano,
le dita che prepotenti non si arrestavano,
ti entravano dentro,
e tu, ululavi da Cagna in calore..

martedì 25 giugno 2013

Possessione di Michele Costantini



Il nostro desiderio
voglia e sensualità
la pelle si cerca
le lingue si saldano
il tuo corpo si inarca
ti stringo. 

Lecco il tuo sudore
i tuoi fianchi fremono
brividi
urli
Scopriamo i nostri sapori
conquistiamo assieme
i piaceri indecenti che ci appartengono
i sensi si esaltano.

Ci avvolge la tenebre del godimento 
violento 
intenso 
inteminabile.

Cerco i tuoi occhi
e mi sento padrone 
e ti senti sicura

martedì 21 maggio 2013

CANTICO di Michele Costantini

 
 
Nutrirò il tuo corpo
e mi prenderò i tuoi sensi,
accenderò la tua lussuria
... conquisterò al tua mente.
Eccomi sono qui per te
per soddisfare ogni tuo indecente desiderio
per imprimerti nella carne le mie voglie


martedì 7 maggio 2013

SCIVOLI IN ME di Allie Walker




Non serve esitare
In ginocchio di fronte a lui
Basta aprire la bocca
Permettergli di scivolare
Tra le labbra
Di rotolare sulla lingua
La sua carne turgida
Le mani aggrovigliate ai capelli
Tirata verso di lui
Per imparare
Ciò che gli piace
Esattamente come lui vuole
Fargli capire
Oltre ogni dubbio
Che sei sua
E lasciarlo scavare
In quel luogo morbido
Fino in fondo alla gola
Portarlo dentro
Inghiottirlo
Completamente.

mercoledì 17 aprile 2013

DE JAVU di Francesca Delli Colli



Mi sembra un deja vu, un flash , un ricordo.
Questa luce che filtra tra le fessure della persiana semichiusa.
Lo stesso profumo indossato, la stessa biancheria, le stesse emozioni che mi serpeggiano bastarde in ogni parte del corpo , ogni angolo della mia mente e' racchiuso in quei respiri affaticati e quasi inesistenti e questa cicatrice sulla mano che ormai e' un segno indelebile del tuo passaggio ,mi scaraventano indietro nel tempo senza pieta'.
La stessa stanza.
Lo stomaco mi si accartoccia strizzando i battiti del cuore. Non so se sono rallentati per mancanza di ossigeno e non riesco a sentirli o sono troppo veloci e non riesco a contarli.
Le tue dita sulla schiena, scendendo lentamente disegnano la spina dorsale per poi fermasi sui lombi premendo ai lati in modo mirato facendomi saltare per una sensibilita' eccessiva e di piacere inaspettato . Non ho idea che significato possa avere questo gesto compreso inun rituale a me del tutto nuovo.
Gocce di adrenalina pura scivolano senza fretta inumidendo di sudore la pelle tesa agonizzante.
Io li nuda davanti a te, nuda come Cristo davanti alla croce che attende il suo destino.
Brividi sconnessi scuotono il mio corpo offerto, la mente si scioglie in mille pedine che si accavallano tra loro pur non sapendo quale sia la prossima mossa indemoniando i miei sensi.
Il tuo respiro mi gira attorno, scrutatore, pacato, attento, assorbendo quanto e cio'che cerco di emanare , io non lo riesco a sentirmi tanto sono attonita da quell'esame.
Sensazione di caldo della tua anima mista a sensazione di gelo del tuo corpo
Il tuo sguardo si intrufola dentro ogni mia insicurezza per metterla alla berlina del tuo ego, mi perlustra peggio delle tue mani che mi perimetrano il bacino per poi soffermarsi sotto il mio sesso, dopo un paio di percosse sulle mie natiche.
- Sei bagnata?
Questa domanda suona sinistra, mentre le dita sprofondano curiose e quasi beffarde nelle mie carni sondando la loro umidita'.
Ho la mente vuota, non so cosa e come devo rispondere, non so come devo essere.
Con ogni domanda secca che suona fendendo il silenzio,mi sembra di essere sotto inquisizione, ogni risposta mi sembra inadeguata, le cerco disperatamente in quella tabula rasa frastagliata.
Ho la bocca secca.
Voglio darle giuste, come se fossi la prima della classe, ma sono troppo ragionate e fallimentari.
Le risposte dovrebbero provenire dalla mia anima.
E' lei sotto inquisizione.
E' questo che vuoi sentire, la mia anima che parla alla mente e la mente al mio corpo, che come un traditore non aspetta altro che mostrare il mio lato debole.
Abile aguzzino che mi porta lentamente all'espiazione di cio' che sono io.
Si sono bagnata, eccitata, impaurita,
devota.
Il capo reclinato in avanti rende lo sguardo rivolto al pavimento, posso vedere solo i tuoi piedi che si fermano ogni due passi.
Nel rispondere istintivamente mi viene da alzare il viso, non so che espressione abbia, e' come se mi fossi traslata in un'altra dimensione.
Un limbo.
Avrei voluto un segno che rasserenasse il mio stato d'animo, ne' avevo bisogno come una bambina che anela una carezza dal padre.
A domanda risposta, a risposta un'affermazione gelida mentre mi poni la punta delle dita sotto il mento costringendo a sollevarlo.
“E mi rispondi con questa faccia? - intoni secco - “Faccia giu'! Mani lungo il corpo! Ferma!”
La sensazione ha i tratti della delusione che ingoio amaramente.
La bambina ha sbagliato!
Riabbasso il capo con una espressione indefinibile mentre mi inginocchio davanti a te.
Ho osato farlo senza un'ordine, mi sento esausta per quella indecisione che mi vomiti addosso anche senza parlare.
“Sono quello che vuoi te, ci sono riuscita!” penso rendendomi conto del passo, anche se felpato, che ho fatto, per me enorme e fonte di una realizzazione di una consapevolezza insperata.
Le dita nervose mi graffiano le cosce.
Il tempo non ha tempo.
Tutto scorre veloce tutto scorre con una lentezza esasperante.
Sono avvolta da un valzer degli opposti.
Unica cosa reale e determinata e' la mia appartenenza che pero' te non senti .
Appartenenza che racchiude nelle tue mani la mia mente e il mio corpo faticosamente mutati.
Non l'hai voluta sentire , non mi hai voluta e suppongo che sia stato l'ultimo regalo questo sfregio che mi ha lacerata dentro ributtandomi di colpo in quella melma informe dalla quale mi hai fatta uscire.
Dentro e' tornato il vuoto.
Fuori mi rimane solo il ricordo del tuo corpo che mi hai permesso di toccare.
Dell'essenza che mi hai impresso e che ho lasciato volutamente sulla mia pelle .
L'acqua ti avrebbe portato via da me...
Si puo’ vivere di ricordi ?

venerdì 15 marzo 2013

Il gioco dell'anima di Charmel Roses

Il gusto amaro del desiderio.
Sembravano così lontani ora, persi, svuotati di ogni contenuto, afflitti da quel gusto amaro del desiderio. Separati e naufraghi in quei mondi apparentemente inconciliabili, eppure ...
Loro avevano più di qualcosa in comune, qualcosa che non si può spiegare a parole, qualcosa che li rendeva unici e complici nello stesso modo di quelle passioni vissute attraverso quel percorso intrapreso con le loro parole. Quel loro cercarsi lo facevano scavando dando lettura dell'anima dell'altro.
Era cominciato tutto con un sms, o forse più precisamente, era incominciato ancor prima, in quella presa di coscienza che il loro essere era incompleto e che pertanto dovevano proiettarlo in una direzione, non importava quale purché non rimanesse lì, a morire. Così, come calamite si erano trovati l'uno a dar esposizione alle esigenze dell'altro, era come spogliarsi lentamente quel loro parlarsi, fino a rimanere nudi in balia del desiderio. La loro voce condiva inesorabilmente le loro esistenze fin quasi a non essere più sufficiente. Fin dove si sarebbero potuti spingere? 
Rese il cellulare e digitò quella frase che sarebbe stata il precipizio delle loro esistenze. Tre sillabe maiuscoli per dare forza a quel suo pensiero, quasi un urlare propria anima. 
I minuti trascorsero nell'attesa di una risposta come se quel tempo fosse stato dilatato all'infinito. 
La risposta arrivò, nessun carattere, nessuna sillaba, solo un cuoricino rosso.
Ad esso a qualche istante dopo seguì un altro sms, AMORE, anch'esso gridato, incontriamoci.
“Vengo a prenderti in Piazza Roma tra 10 minuti” 
“OK”
Vederla lì su quella panchina, le fece mancare il respiro, l'amava e questa era la sua follia, l'inizio della loro fine.
Aprì la portiera della macchina sfiorandole le labbra, fu lì che riuscì a recuperare quel respiro rapendo quello di lei, trascinato da quella voglia di viverla oltre il sapore della sua pelle.
Andarono verso il mare parcheggiando sotto una coperta di stelle visibile dal tetuccio apribile della fuoriserie.
- Dicevi? Esordì lei che per tutto il tragitto rimase in silenzio.
- AMAMI
Ancora una volta quelle parole polverizzarono tutti i suoi pensieri, annichilendo ogni sua replica.
Fecero l'amore, affondando l'uno negli occhi dell'altro e liberandosi con foga dei propri indumenti in quel desiderio carnale che assalì i loro corpi.
E quando si accorsero di ciò che stavano facendo ormai era troppo tardi. La strada che stavano percorrendo era senza via d'uscita, giacché non era dato loro viversi compiutamente e quell'orizzonte ormai troppo vicino che non si poteva evitare, arrivava in fretta con tutto il suo carico di dolore, come un'onda anomala in riva al mare che ti schiaffeggia improvvisamente e ti scuote sballottandoti e bagnandoti del suo stesso sapore.
Non c'era un motivo ora per quei silenzi, per quegli sguardi evitati nei sedili posteriore dell'auto che li aveva resi così amanti a tutti gli effetti, erano semplicemente precipitati nel loro tormento. In ciò che per loro non aveva via d'uscita. 
- Cosa siamo? Disse lei rompendo il silenzio dell'abitacolo
- Cosa siamo? - Riprese lui cercando di prendere tempo per pensare. - Siamo anime tormentate, perennemente insoddisfatte di se stesse che si cercano in quel gusto amaro del desiderio.

Eleonora Rossi Seta

esse quis vos volo,
esse quod anima vestra vult,
esse quod vestri mens vult et semper voluit,
omne quod circumstans me et meum interminatum devotione pro vobis
pura sunt sicut Im servus
mens, anima, corpus
vos et tantum te et semper

martedì 26 febbraio 2013

Mia di Michele Costantini


Il mio intimo profondo di sensazioni oscene
ti riempirà i frutti della tua passione,
la mia voce ti comanderà decisa ai miei desideri
nutrendoti al mio volere.
Ti violenterò la mente,
esigerò ubbidienza insaziabile , carnale,
prenderò la tua anima, il tuo corpo,
li segnerò senza imbarazzo
e godrai,
del mio istinto di calda possessione .