Visualizzazione post con etichetta Sara Zanchetta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sara Zanchetta. Mostra tutti i post

domenica 23 novembre 2014

COME BABBO NATALE FINITO IL TURNO DI LAVORO SOLITARIO RIENTRA A CASA di Sara Zanchetta



Ormai di questi tempi
Perfino le renne son troppo stanche
E la magia...quella costa uno sproposito.
Nell'aria umida della città,
tra i vapori caldi della metro,
nel rumore lontano della coincidenza persa
attende, solo, il treno verso casa.
E lo attende sapendo, in fondo, che arrancare la corsa per la consegna degli ultimi due regali, dopo 18 ore di lavoro, gli ha fatto perdere l’ultimo treno della notte.

“Aspetta e spera”
Gli sembra di sentir sussurrare dalla bocca balbuziente
del Bacco stanco sulla banchina dirimpetto.
“Dovrai aspettar mattina ormai”
L’altro dice e l’altro ride.
S’era dimenticato per un attimo di come la gente sia sempre brava a ridere – di te.

Come Babbo Natale
Sconsolato, stanco e malaticcio,
attendo il mio treno per Spring Street.
Aspetto l’aria calda che lo precede.
Una tubatura perde.
Sembrano terzine di quarti in battere.
Attendo sperando che qualcuno,
per una volta, la sorpresa la faccia a me
(o te caro Babbo Natale).

Brutta cosa dover attendere un treno:
ti vengono in mente tutti i motivi per cui sai che nessuno si ricorderà di te.
Cola pure il naso.
E siamo senza fazzoletto

martedì 23 settembre 2014

TI MANDO UN PENSIERO di Sara Zanchetta




Ti mando un pensiero un po' sdolcinato, 
una carezza e un bacio bagnato, 
un pensiero cattivo, 
un ricordo annebbiato,
il mio profumo, un urlo nel cuscino, abbandonato..soffocato..
un succo caldo lentamente assaporato,
l'ombra scura sul mio viso,
ti lascio un dubbio, una domanda.
Ti mando un ricordo,
E l'amore mai consumato tra il fieno,
Ti mando un pensiero,
il tuo soffio caldo sul mio seno.

martedì 12 agosto 2014

Tu sei un'altra cosa di Sara Zanchetta



Un’altra cosa:
un cucù,
una sveglia,
un foglio di brutta
un sacco d’erba.

Un’altra cosa:
una castagna,
una cartolina,
un vecchio ricordo,
un filo,
un bicchiere di vino.

Sono un’altra cosa:
un gomitolo,
un sorriso,
una carezza
una boccia
una brezza

un’ombra
una voce
una bambola
un’aurora
(o..) un’altra cosa ancora.

lunedì 21 luglio 2014

SPETTATORI di Sara Zanchetta




Il compiacimento è una burla,
è quel racconto di destini
di attimi infiniti,
di saggi aforismi, usa e getta, come le prostitute,
di belle parole di cui si riempie ingorda, ogni bocca.

Bocca di uomo,
bocca di donna,
bocca di maiale, di serpe, di locusta. Bocche che si muovono, si aprono, si chiudono.
Bocche piene di merda da masticare, da rigurgitare.
Bocche senza volto, nascoste da nuvole di mosce gravide di larve. Larve non morte, subito portate via da eserciti di calabroni che lasciano il posto a cicatrici e pustole.

Pustole di idiozia
E di altri tipi di escrementi, alternativi: cuori putrefatti e anime ammuffite