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mercoledì 2 ottobre 2013

Ti amo di Giuseppe Balsamo



Non mi piace un cazzo come ti comporti.
Non mi piace il tuo modo da puttana.
Non mi piace come sorridi agli altri, come ti strusci scherzando provocando risa sguaiate.
Vanitosa, altera, gatta morta.
Quello che vedo è solo un bel culo, ma dentro sei marcia.
Ti Amo.

Sai che sei bella?! di Giuseppe Balsamo



“Sai che sei bella?!”
“Fottiti, ciao tesoro devo andare”.
Spesso finivano la loro conversazione in quel modo, quel pomeriggio sorrise poggiando il cellulare sul marmo freddo e bianco del bagno. Sentiva lontano il vociare di suo marito e di alcuni ospiti in casa. Comincio a osservarsi allo specchio, allontanandosi con la mente, concentrandosi sul suo viso, passò la sua mano sul viso, non si trovava affatto bella. Era stanca, molto stanca, cerco di tamponare le occhiaie pronunciate, aveva bisogno di evadere di riposare.
La scosse di nuovo il trillo del telefono, era lui.
“Pronto?, non posso parlare lo sai…!!”
Poi lui cambiava tono di voce, non riusciva a fermarlo, era più forte di lei. Era in grado di guidarle le mani, di condurla lontano. Si ritrovava cosi con le sue dita che indugiavano dove mai avrebbe creduto. Si riempiva i palmi con i propri seni, stringendosi i capezzoli fino a farsi male, sentendoli duri sotto le proprie dita.
Guardarsi allo specchio in quello stato, completamente succube di quella voce, schiava di quei pensieri, la eccitava ancora di più. Si liberava frettolosa dei propri abiti, obbedendo a quegli ordini, cercando il suo corpo bagnato, cominciava così a torturarsi per lui, penetrandosi al suono di quella voce bassa e sensuale.
Ansimava, pur cercando di trattenersi, gemeva senza volerlo fare, schiava dei perversi desideri del suo uomo che seduto la immaginava lontano da lei.
Si sentiva assalita da quelle richieste a cui non sapeva dire di no, obbediva a bacchetta, sentendo l’orgasmo crescere senza poterlo in alcun modo impedire.
Con le dita umide che frenetiche aumentavano il ritmo dentro di se, gli fece ascoltare il suo piacere, ansimando esausta appoggiata alle fredde mattonelle del bagno.
Infine le parole del suo uomo, prima di chiudere il telefono:
“Sai che sei bella?!”

Lo specchio di Larissa Ragdoll (haiku)


Alla luce della luna
l'immagine riflessa
sembra quasi la verità.

Scacco al re di Gianluca Jazz Giannini



Nella sua vita era un semplice pedone
uno di quelli che muovi con disinvoltura
nella scacchiera della vita.
Ti licenzio, gli avevano detto
sei in mobilità,
da ora aspetti
che la crisi cessi.
Parole che ora riempivano di niente la sua vita
perché lui si sentiva pedone.
Pedone nei confronti della vita
pedone nei confronti del lavoro,
pedone su tutto ciò
che lo portava a dover prendere decisioni impegnative.
Quel giorno no,
decise di non essere più pedone,
decise di essere Re
Re di coraggio,
Re di speranza
Re-sponsabile della sua vita

La vita di Gianluca Jazz Giannini



Eravamo tutti uguali in quello specchio d'acqua, cercavamo tutti la stessa cosa e avevamo le stesse paure di non trovarla.

Per 30 denari di Francesca Delli Colli


Infilai stretto il mio sesso tra le cosce.
Eccitai i capezzoli girandoli attorno a due dita bagnate e soffiandoci sopra.
Ritirai il ventre prominente, avvicinai il volto ,le labbra strette a cuore si tingevano di un rosso vermiglio sbavato, e gli occhi assumevano il colore di un mare in tempesta mentre il medio, tinto di ombretto azzurro , scorreva sulla palpebra socchiusa.
Qualche passo indietro ed ecco che lo specchio, unico mio alleato, rifletteva cio' che volevo essere e non potevo, una donna!
Anima repressa dentro un corpo preso in prestito.
Realta' bastarda.
“Sei un giuda anche tu” esclamai!

Quello che sei di Allie Walker



Mia cara Violetta,
oggi la tentazione è stata forte. Avrei voluto toglierti i vestiti davanti a tuo marito. Lui che non ti guarda e non sa chi sei. Lui che non ti vede come sei dentro. Solo io so come prenderti, come farti vivere. Io che devo prendere le briciole, approfittare di tutto il tempo che riesci a rubare. Io, il ladro di emozioni, quelle che leggo nei tuoi occhi quando la tua carne diventa mia. Io, il tuo amante segreto, demonio e angelo dei tuoi desideri lussuriosi. Io, fottuto nelle pagine di questo libro che stringi nelle tue mani.

Oriente di Giuseppe Balsamo


Mi mancherai. Sì, mi mancheranno i nostri giochi, la tua pelle lunare, i tuoi denti bianchi quando sorridi. Non sarò più il tuo oriente all’alba, il primo raggio che ti illumina il viso. Non mi accompagnerai più nella notte come la luna che tramonta. Sono stato l’unico a comprendere i tuoi vizi, i tuoi capricci, ad ascoltare i tuoi pianti. Ti sei data a me completamente, lanciando sguardi ammalianti agli altri che stupiti ci guardavano su un mondo lontano.
Mi rimane quell’immagine di te allo specchio, prima di uscire. Il tuo odore che mi seguiva sul pianerottolo, nell’ascensore.
Mi mancherai

Lo specchio (può essere) magico di Alice Stregatta

Loro erano così.Due fusi persi...
Si davano appuntamenti improbabili.
Avevano deciso di guardarsi negli occhi,attraverso uno specchio.
Era mezzanotte... Lei si spogliò e si chiuse in bagno.
Voleva star sola con lui.
Sapeva che,dall'altra parte del mondo,nel loro Universo Parallelo,erano uno di fronte all'altra.
Chiuse gli occhi,e lo sentì.
Un bacio e una carezza,inclinò la testa per seguire la sua mano che scivolava verso il seno.
Buonanotte,Amore.
Ci vediamo nei nostri sogni.

Crudele di Allie Walker


Scandisci il tempo che fugge,
inesorabile mostro di ghiaccio.
Questo è quello che penso di te.

Vorrei tenere distanza tra noi
non voltare lo sguardo verso di te.
Sei solo una cosa, non hai anima.

Ti passo di fianco e non fuggi,
tu non hai paura e mi tenti.
Ma sei un vile oggetto senza parola.

E ti parlo, ti urlo contro,
scaglio la prima cosa che ho per mano.
Ho una mira scarsa, non ti becco.

Un gran frastuono, non ti muovi,
impietoso sei ancora li che mi guardi.
Ma vaffanculo specchio!