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giovedì 2 ottobre 2014

VOGLIO di Monica Finotello






Voglio accarezzare,
Sull’erba umida di desideri,
La tua pelle di luna,
Di lentiggini punteggiata.
Voglio trasformare in fuoco
il rosso sangue delle labbra.
Voglio con te cadere
in delirio d’amore.
Ora voglio che i grilli
Smettano di zirlare
Per sentir solo
Il tuo affannoso respirare.
Voglio scompigliare
I tuoi riccioli caprini
Sulla fronte birichina.
Al ritmo del coro dei grilli
Con ardenti morsi
I tuoi seni morbidi
li voglio per cuscino.
Nel vasto silenzio
della notte estiva 


IL MIO ESSERE ANTICO di Monica Finotello




Lo so, il mio modo di amare è antico
antico come il mio modo di essere.
Dici che sono nato vecchio,
vecchio dentro come i miei pensieri.
Dici che sono palloso, 
come una festa dalla noia mortale,
con musiche e danze tribali.
Eppure mi cerchi, sorridi alla mia voce
mentre tu illumini i miei giorni.
Sensazioni antiche rivivono in me,
dettate da lucida malinconia,
per non poterti stringere fra le braccia.
Il mio toccare la tua pelle,
scivolare con le mani sul tuo corpo,
stingerci nudi nel letto, 
pelle sulla pelle, labbra sulle labbra.
È questo il mio modo di amare,
stringere il tuo corpo per accarezzarlo,
sentirlo fremere con semplici carezze.
Sono nato vecchio, vecchio è il mio cuore
che batte ancora grazie a te che ne abiti le stanze. 


BRIVIDO CALDO di Monica Finotello




Brivido caldo
mi assale,
al pensiero
di affondare il viso
nel cesto delle tue prelibatezze.
Di accarezzare,
lambire il succo dolce,
della frutta colta
pochi attimi prima.
Brivido caldo
mi assale,
al pensiero
di prendere tra le mani
il tuo desiderio
di raccolta.
Brivido caldo
mi assale,
al pensiero
delle delizie
del tuo giardino.
Corrono le mie dita
nelle arene del busto
che senza gladio e scudo
si riparano nelle trincee
disegnate tra le costole.
Avverto sempre più nitidamente
che non ho ancora finito
di giocare con me stesso.
Non per spirito masochista
ne per gioco di forza,
ma semplice autoironia.
E finisco col rendere omaggio
con l'inchino del paggio
alla realtà delle azioni.
Rinchiudo il nostro bacio
nell'atrio della mente
coi pensieri in veste nera
perchè egli li vinca
dipingendo il suo ritratto


CREATURA di Monica Finotello




La mia anima è gelida
ed io ti attendo
per sentire almeno il
tuo tepore...
Addormentarmi
sotto i tuoi occhi lucenti
sapendo d'essere guardata da una stella.
Mentre immersa nel silenzio
rivivo ombre di sereno
in un abbraccio a me negato.
E perdermi nei riverberi della notte.
Creatura lussuriosa sono
poichè ricerco impudiche
carezze all'avanzare delle tenebre.
E volermi svegliare di corsa
ed ansimare
e desiderare di volare via
e non voler più sognare
maree, i cui spruzzi lambiscono
i tormentati fremiti che si
perdono su attimi di piacere.
Questa fame di te,
gustosamente illuminata dai primi raggi.
mentre il tuo sangue freme
e il mio corpo trema...
La mia realtà attende
bisognosa di viverla subito.
È troppo lontano il mattino..
Adoro l'alba e, non ha freddo!
Perché ho te vicino.

TI AMO di Monica Finotello




Ti amo.
Di questa parola so tutto il peso
- l’orrore e la meraviglia -
Tesoro, quest’anno sarà forse particolare.
E non per l’eclissi, non per la fine del mondo
che tanto abbiamo scampato.
Eppure sai che te la dico, quasi con tranquillità.
Dimmi il tuo nome, dammi le tue mani,
dimmi le tue parole, dammi il tuo cuore.
L’ho usata così poco nella mia vita,
e così male, che è come nuova per me.
L’amore, quello che io cerco
L’amore quello che voglio io
è la tua costante presenza.
Sei solo tu! 

SOLO ATTIMI di Monica Finotello



Uno sguardo fugace,
un sorriso accennato,
una mano sfiorata,
un morbido tocco di labbra bagnate,
infinito incontro d'anime consacrate alla loro perfetta simmetria.
Nel lungo e caldo danzare,
rinnegai i miei ultimi pavidi rifugi,
deposi le armi,
da soldato adorante un destino assorto nel compimento di se stesso.
E la vita si compì,
si avvolse intorno a noi,
combinando le nostre inermi essenze,
illuminando un complice e consapevole sentiero,
dissetando le nostre anime.
Poi, d'improvviso, l'abisso mi accolse,
oscuro e gelido,
impietoso visitatore,
notturno mietitore di speranze e sorrisi,
fidato consigliere di pensieri crudeli.
Un'ansimante implorazione di eternità morente,
fredda testimone di una consumata passione,
si lacerò,
disadorna,
silente,
impotente.
La tristezza,
con scure e disperanti vesti,
celebrò una solitaria assenza d'oblio,
incatenando il tempo a se,
in una infinita e beffarda illusione di ritorno.
Una soffocata lacrima,
singhiozzante,
scorse lenta su di me,
in eterno fedele a lei,
mio unico amore fervente. 

COME NAUFRAGHI di Monica Finotello



..Naufraghi esausti sulle rive della vita, 
che si infrangono contro scogli fermi da millenni
ad aspettare il loro andirivieni e affogano
poi in speranza disilluse in un mare di confusione
conformata e finta realtà; e, nell'irreale realtà
tu cominci a vivere un'esistenza fatta di te,
non di effimeri piaceri ma di amore.
Di un amore che echeggia il suo grido tra vallate e pianure
smuovendo fiori e facendo danzar foglie.

lunedì 18 novembre 2013

PRIMA CHE GIUNGA L'AURORA di Monica Finotello




Mi trascino lenta
nel sentiero della vita, ad un tratto
appari tu
sogno di un'esistenza
arida di sentimenti.
Mi tendi la mano
la mia, tentenna.
Il tuo sguardo
mi colma di emozioni mai vissute.
I tuoi occhi, mi spogliano
penetrano
nella profondità dell'anima.
Mille incertezze
si scontrano in me
buttandomi nel vortice
della follia pura.
Sì, prendi la mia mano
accompagnami
nel tortuoso sentiero della vita
e portami via
dalla sterilità di sentimenti
non vissuti.
Fammi vivere,
prima che giunga l'aurora.

venerdì 8 novembre 2013

IL GIGLIO E LA ROSA di Monica Finotello




Il Giglio teme
a farsi Rosa.
Con te nel cuore
entra nella forza
dell'infinito.
Lo sguardo di lui prende sotto l'ala
la volontà tremante di lei,
il tuo uragano di intensa
passione, entra nella
sua anima.
Nel corpo della vergine, caldo Giglio,
un arto di cielo e una freccia di mistero,
nel mondo del cuore.
Trabocca " d'amore".
Un atomo di lussuria le organizzava le braccia
e si ancorava al cuore tumultuoso.
I suoi baci erano
scintille, come fuochi
d'artificio.

Lei marmo indifeso
di ansia desiderata,
di ansia sperimentale.
Sorridono e risplendono
come stelle i tuoi occhi.
Volteggia nella mela sconosciuta
e sempre saputa
una minaccia una strega.
Nell'immensità il tuo
fascino magnetico, trafigge
il mio piccolo cuore.
E verrà il tuo corpo
a farsi corpo nuovo.
Una fulgida luce:
E con il mio grande
amore, sei accolto
nel mio corpo...
ecco il Giglio farsi Rosa.

martedì 5 novembre 2013

BESTIA di Monica Finotello




Non vengo questa sera per il tuo corpo, o bestia a far per te il cibo. Né a scavare per potermi salvare. Chiedo solo un flebile alito di pietà, affinchè tu possa gustarmi con avidità. Divorami e saziati della mia carne ma non ti donerò mai la mia essenza più pura. La mia anima mi appartiene e nessuno me la porterà via. Il crimine che stai compiendo so che alcun rimorso mai potrà divorare, quell'anima tua che già hai perduto tempo fa. Ed io ormai spenta tra le tue braccia, accetto la mia fine.

NOI di Monica Finotello




Bacerò lentamente e
dolcemente la tua bocca.
Berremo insieme
i nostri dolori in un bacio
d'immensa passione.
Ecciterò i nostri sensi.
Berrai dalla mia bocca,
il dolore che ho dentro,
in un bacio
più profondo.
Conficcherò le unghia
nella tua pelle fino
a farti gridare.
Ecciterò il tuo corpo.
Leccherò le tue ferite.
Giaceremo sfiniti
da un amplesso furioso
di passione e rabbia e
placherò la mia ira.

IL MIO SOGNO di Monica Finotello




La nostra serata da tempo sognata
finalmente è arrivata.
Il tocco leggero delle dita
disegnano arabeschi sulla pelle di seta,
le labbra socchiuse anelano un bacio
mai avuto, solo sognato.
Le luci soffuse, profumo d'incenso
sui lenzuoli di raso, petali di rosa.
E vedo il tuo dolce sorriso,
la voce tua, a me tanto cara
sussurra piano parole d'amore:
ti amo, sei mia, ti tengo nel cuore.
Ed io immobile resto con gli occhi socchiusi
quasi senza respiro.
Di colpo silenzio, non servono parole.
Il corpo s'inarca e la passione esplode.
Mi tocchi, sirena inquieta io, nell'aspro
e placido piacere che la mia intimità asperge,
per una mano furtiva.
Alle cosce nude
e calde ami portare i tuoi occhi crudi,
che ti divorano cellula dopo cellula,
affinché domani sia ancora vivo il ricordo
del nostro orgasmo.
Tu mi baci
al coperto di soffici lenzuola, quando
più grande è questa voglia di lasciare
le tue labbra, sul mio seno.
T'aspetto, sai,
mentre sverno come un fiore il mio dolce
frutto, lì dove desidero amarti e goderti,
senza fine.

IL PIACERE di Monica Finotello




Il mio cuore smania la tua presenza.
La mia anima cerca la tua.
Le mie labbra sulle tue,
unite nel piacere di un bacio.
Ciò che voglio è il tuo abbraccio,
voglio sentirmi protetta per sempre.
Il tuo corpo unito al mio,
nella sublime danza dell’amore.
Ci completiamo e ci amiamo a vicenda.
Ci siamo finalmente trovati ed ora,
non ci lasceremo mai più.

mercoledì 30 ottobre 2013

IL BACIO DEL VAMPIRO di Monica Finotello




Baciami vampiro, bacia.
Sono un corpo bruciante,
sento il tuo respiro caldo
Prendimi con mano e voce
avvicinati al collo e bacia
implorerò la pace
alla notte nera come pece.
Cinque giorni, cinque notti,
avvinghiati
Baciami vampiro, bacia.
Conosco il desiderio
parole adeguate...
Come ferita sotto l'unguento
ti seguirò nell'eterno tormento
cambieranno sapori e sentimenti
la non vita sarà lenta.
Abbellire di ricami il corpo
piacevole e godurioso...
imprigiona accaldati sensi
nell'agognato tempo...
Baciami vampiro, bacia.
Percepisco i sussurri
gemiti, respiri e voglie...
ansimi in carezze focose
Ogni evento ha la sua coincidenza
durante questa convalescenza
io vorrei accarezzarti
ma rischierei di contagiarti.
pensavi che io non esistessi
... invece eccomi,
e voglio vivere del tuo piacere,
perchè sei un'emozione grande
Baciami vampiro, bacia.
Tu medicina, io malattia
lunga è l'agonia
dunque, portami via
e pazzia sia.
perchè tu con me sei te stesso
.. come non speravi di poter essere,
io con te sono me stessa
Baciami oh vampiro... baciami.
Saziami di te.

CHI SEI? di Monica Finotello




Occhi invisibili
corpo impalpabile
d'un tratto mi blocca
resto immobile.
Il resto del tempo nell'intermezzo
è solo un breve attimo dell'eterno
che se ne va.
Lui grida e mi fissa
ma mi libero
con una contromossa.
Sono io che non mi do pace
sono io che spengo luce...
e si materializza quel fantasma
mettendo ordine in questo caos.

ANCORA VOI (Tema: Fiera dell'horror) di Monica Finotello




Racchiuso in quel morso di cui la mia bocca si è cibata; tramortendone
lo svuotamento dei sensi
in rotazione al concepimento del vostro cuore...
che dissolvendosi mi ha mostrato
i cancelli; sigilli del vostro respiro...!!
Della vostra perversa
Sarcastica Anima..
Mostratemi dunque!!
Peccaminoso,
nell'osservare la mia pelle ...
Mostratevi,
indulgente
nel abbracciarmi e respirar
i baci eterni che lascivi
in Me
soccorre
arresta,
annega,
lega il pulpito degli attimi da voi concessi
attraversandomi..




ANGELO (Tema: La fiera dell'horror) di Monica Finotello



 
 
 
Dolci tenebre,
accogliete il vostro angelo,
un angelo solo, maledetto,
vinto dalla angusta vita....
Date lui, quel calore che,
nessun, su questa terra,
riesce ad infondere
nella sua gelida e oscura anima.
Indicategli il cammino,
per opera della lucente madre luna
che rischiara l’oblio,
che diffondete nella sorella ed oscura notte.
Raggiungete il nostro angelo nel suo rifugio,
sull ’ardua rupe che sovrasta la città e,
accarezzate la sua solitudine.
Conducete la sua anima
a Lilith, che l’accoglierà
nelle sue demoniache e amorevoli braccia.
Ella effonderà in lui,
il soffio di una nuova vita,
rendendolo figlio e principe della notte.
Lui risorgerà, come l‘Araba Fenice,
dalle sue stesse ceneri,
e più oscuro del pipistrello
con nere ali e tenebroso sguardo
veglierà le anime perse nelle tenebre notturne.
Udrà i lamenti dei suoi fratelli,
che banchetteranno con il sangue delle loro tenere vittime.
E al sorgere del sole, il nostro angelico ed oscuro principe
svanirà come la notte.

BESTIA (Tema: la fiera dell'horror) di Monica Finotello






Angoscia Non vengo questa sera per il tuo corpo, o bestia Che i peccati d'un popolo accogli, né a scavare Nei tuoi capelli impuri una triste tempesta Sotto il tedio incurabile che versa il mio baciare: Chiedo al tuo letto il sonno pesante, senza sogni, Librato sotto il velo segreto dei rimorsi, E che tu puoi gustare dopo le tue menzogne Nere, tu che del nulla conosci più che i morti. Poi che il Vizio, rodendomi l'antica nobiltà, M'ha come te segnato di sua sterilità; Ma mentre nel tuo seno di pietra abita un cuore Che crimine o rimorso mai potrà divorare, Io pallido, disfatto, fuggo col mio sudario, Sgomento di morire se dormo solitario.

NEL TEMPO ( Tema: Fiera dell'horror) di Monica Finotello





È stato tanto tempo fa, il tempo, la ruggine di questa vita lentamente deteriora tutti i ricordi.
È stato tanto tempo fa che per la prima volta ho scorto il tuo sguardo.
Dolci occhi scuri, un taglio fine quasi orientale, i lunghi capelli mossi quasi rossi, la carnagione chiara.
Che emozione è stata, il tuo sguardo vacuo si perdeva oltre l'orizzonte, mi... guardavi senza vedermi e il mio animo palpitava per la gioia.
Se non fosse per i secoli ormai fuggiti potrei respirare ancora la tua fragranza espansa dal vento, potrei sentire con chiarezza il suono della tua voce
Le tue mani, le ricordo bene. Lunghe dita affusolate, unghie curate. Il candore, ecco cosa mi stupì, sembravano di ghiaccio, quasi trasparenti.
C'era qualcosa che stonava, questo lo percepii subito, ma come in un opera cacofonica si è disposti a tollerare molti paradossi, così mi sfuggi di primo acchito quella stonatura che mutò la mia vita non ancora eterna.
Mi sorridesti, una volta bastò per sempre.
I tuoi piccoli canini fecero capolino tra le labbra porpora.
Stupendi in quella cornice settecentesca.
Ti avvicinasti a me.
Come un ubriaco colmo d'amore ti cinsi tra le mie braccia, almeno così mi sembrò.
Una lieve puntura fredda, poi il deliquio.
Mi espansi in tè, come un orgasmo infinito. Persi la cognizione del tempo, persi la vista. Un flusso di ricordi, emozioni sfociò nel mio animo, che tenerezza, che sospirata virtù era questo amore oltre il tempo di questa dimensione.
Staccarsi fu terribile.
Barcollai, tu eri già scomparsa, come un neonato reclama la madre così piansi in quella strada squallida e sporca.
A carponi vedevo le mie mani vacillare, la pioggia mi colava negli occhi, l'olezzo del selciato inacidiva le mie narici.
Il tuo profumo, il tuo amore già fuggivano via nella valle arrugginita dei ricordi.
Allora disperato mi chiedevo se saresti tornata, avrei donato la mia vita per un altro bacio.
Oggi la donerei per non averti mai desiderato.


TU (TEMA Fiera dell'horror) di Monica Finotello








O tu, che come un coltello sei penetrata nel mio cuore gemente: o tu, che come un branco di demoni, venisti, folle e ornatissima,
a fare del mio spirito umiliato il tuo letto e il tuo regno - infame cui sono legato come il forzato alla catena,
come il giocatore testardo al gioco, come l'ubriaco alla bottiglia, come i vermi alla carogna - maledetta, sii tu male...detta!
Ho chiesto alla veloce lama di farmi riconquistare la libertà, ho detto al perfido veleno di venire in soccorso della mia vigliaccheria.
Ahimè, che il veleno e la lama m'hanno disdegnato, e m'hanno detto: «Tu non sei degno di venir sottratto alla tua maledetta schiavitù,
imbecille! Se i nostri sforzi ti liberassero, i tuoi baci risusciterebbero il cadavere del tuo vampiro.»
Una notte che giacevo presso un'orribile Ebrea, come un cadavere disteso presso un cadavere, mi diedi a pensare, vicino a quel corpo venduto, alla malinconica bellezza di cui il mio desiderio si priva.
Mi figuravo la sua nativa maestà, il suo sguardo armato insieme di forza e di grazia, i capelli che le fanno un casco profumato e il cui ricordo in me riaccende l'amore.
Avrei con ardore baciato il tuo nobile corpo e passato il tesoro di profonde carezze dai tuoi freschi piedi alle tue trecce nere,
se, qualche sera, o regina crudele, con un pianto ottenuto senza sforzo tu potessi solamente offuscare lo splendore delle tue fredde pupille