Asia e Michel non portano a termine quello che avevano cominciato:”Ma chi è?”.
Asia ha lo sguardo perplesso, così comincia a raccontare all’amica il succo della telefonata appena intercorsa. Ormai le due non sanno più se fidarsi o meno del’uomo, molteplici dubbi si fanno strada, è Asia a decidere per entrambe:”Non abbiamo scelta Michel, su prepariamoci abbiamo un appuntamento per l’aperitivo”.
“Può darsi che alla fine ci dica bene”, Michel come sempre cerca di vedere l’aspetto positivo di tutta la faccenda, a malincuore abbandona le lenzuola tiepide e si avvia verso la doccia:”Mi fai compagnia?”.
Asia le sorride complice:”Va bene così facciamo prima, ma niente giochetti siamo di fretta”.
L’acqua calda scorre sui corpi nudi delle due, si insaponano a vicenda scherzando fra loro, senza abbandonarsi ai piaceri della carne.
Avvolte nei loro teli da bagno, ritornano in camera per scegliere con cura cosa indossare, hanno ancora tempo e sono intenzionate a far colpo sul loro mentore.
“Stavolta lo stendiamo!”, Michel ridendo tira fuori dall’armadio una minigonna in pelle nera, a cui ha deciso di abbinare un corpetto anch’esso di pelle. Asia, proseguendo con quello scherzo, sceglie un tubino nero molto aderente, che ne mette in risalto le curve. D’obbligo delle scarpe a tacco alto.
Lungo la strada, soffermandosi ogni tanto a guardare le vetrine sotto i portici di via Po, discutono su quello che dovranno dire al professore, sono entrambe convinte che se ha richiamato non lo ha fatto per generosità, lo conoscono molto bene, evidentemente è interessato all’argomento e cercherà di sfruttare il loro lavoro.
Quando arrivano davanti al bar di via Lagrange Ferreri non c’è, sanno che di solito è puntuale, decidono di entrare, ritenendo che potranno trovarlo dentro. Il ragazzo del bar le invita a sedersi, Michel risponde che stanno aspettando una persona e vogliono controllare che non sia già entrata. Effettivamente il Ferreri è seduto ad un tavolino appartato, sta già bevendo qualcosa ed è assorto nella lettura di un libro.
L’uomo sollevando lo sguardo da libro in cui sembra immerso, nota le due ragazze avvicinarsi al tavolo, si alza regalando un sorriso:”Eccovi, prego accomodatevi, cosa prendete?”
Sia Michel che Asia hanno voglia di mojito, così Ferreri si fa portare i due cocktail ed ordina un altro daiquiri per se.
“Veniamo al sodo ragazze, credo che quello che avete scoperto possa interessarmi, vi chiedo ancora scusa per stamane, devo però confessarvi che anche io ho trovato delle inesattezze sull’interpretazione di quella formula, per onore della scienza mi pare corretto confrontarci sull’argomento, dopo tutto siete in procinto di entrare nel mio gruppo di lavoro”. Il professore tira fuori dalla propria borsa in cuoio un foglio e lo porge ad Asia.
La ragazza comincio a leggerlo, permettendo a Michel di fare altrettanto. Le due donne si guardano, la traduzione del loro professore si avvicina a quella che hanno fatto loro, ma è solo parziale.
Evidentemente galvanizzate da quella lettura, basta un ‘occhiata per capire che è il momento di mostrare le loro carte. Michel tira fuori dalla borsetta una cartellina trasparente, la porge al professore.
Ferrero sorride:”E’ fantastico, ci siete riuscite, vi rendete conto di quello che abbiamo scoperto”. L’uomo sottolinea la parola abbiamo, facendole presagire come andranno le cose.
Arrivano le bevande ed i tre brindano al ritrovato accordo, Ferreri a questo punto si decide a parlare.
“C’è un'altra cosa che ho scoperto che vi potrebbe interessare”. Sempre attingendo dalla borsa in cuoio, il docente, guardandosi intorno ed assicurandosi di non essere visto, tira fuori il vecchio foglio di papiro, raffigurante Kha ed il sarcofago di Amenhotep.
Le due donne sorprese guardano l’antico disegno, osservano poi il loro professore con interesse. Asia immediatamente riconosce il sarcofago del faraone, lo ha visto centinaia di volte al museo.
Ferreri comincia a spiegare il significato di quello strano papiro.
Ovviamente le due ragazze domandano come lo abbia avuto, sapendo che l’uomo non avrebbe risposto.
Michel, scherzando e ridendo esclama ingenuamente:”Sarebbe bello trovarlo questo smeraldo gigante, ci farei un enorme anello”.
Ferreri, facendosi serio, dopo aver osservato la reazione si decide a dire la sua:” A cosa sereste disposte per trovarlo, non sto scherzando ragazze, vi assicuro che il tesoro esiste”.
Immediatamente sia Asia che Michel si rendono conto che l’uomo non le sta pigliando in gieo. E’ Asia a parlare:”Quale sarebbe la nostra parte?”.
Ferreri resta qualche secondo a riflettere:”Il valore di quello smeraldo è inestimabile, non è facile venderlo, inoltre vi assicuro che ho sborsato un bel po’ per questo papiro. Diciamo che pensavo ad un 20% per voi, più la pubblicazione della scoperta della formula a vostro esclusivo appannaggio”.
Michel decide di intervenire:”Se ci ha convocate, caro il mio professore, significa che senza di noi non è in grado di trovarlo, quindi tutto dipende da cosa si aspetta da noi”.
Dopo un lungo sospiro Giorgio Ferreri comincia a spiegare il tutto, rimandando a dopo la spartizione del tesoro:”Tra due notti ci sarà l’equinozio, il luogo è il sarcofago di Amenhotep, avrete capito che solo Kha o il suo spirito potrà rivelarci dove si trovo il vaso che contiene lo smeraldo. Per risvegliarlo occorre fare un rito, seguire insomma quello che dice la formula che avete così bene interpretato. Dobbiamo unire le nostre fertilità, servono due donne ed un uomo, la loro fertilità ed il loro sangue. Se non è solo leggenda sarà Kha a svelarci qual'è il vaso contenente lo smeraldo”.
Le due donne squadrano il loro professore, mai in tutti questi anni hanno ricevuto avances o proposte, né sono al corrente che lui le abbia mai fatte ad altre studentesse, Asia, deglutendo e giocherellando con la sua sigaretta, alla fine parla per tutte e due:”Se abbiamo compreso le sue parole dovremmo accoppiarci con lei all’interno del museo egizio? E’ rischioso e non è una richiesta così consueta diciamo. La percentuale sale professore, il 20% per me ed altrettanto per Michel, prendere o lasciare. Per la pubblicazione della scoperta possiamo condividerla, nessun problema che compaia il nostro nome e la sua supervisione, in fondo è lei il nostro insegnante .”
Ferreri fa per riflettere un momento sulla proposta:”Affare fatto, non è necessario che facciamo l’amore, l’importante è raccogliere il nostro materiale e dare via al rito, per entrare al museo non ci saranno problemi, sono tra i membri più importanti della fondazione, potrò giustificare la mia presenza al museo oltre l’ora di chiusura per motivi di studio”. L’uomo allunga la mano sul tavolino, cercando la stretta delle due ragazze. Entrambe poggiano la mano su quella del professore: la caccia al tesoro può cominciare.
Capitolo 5
Le due donne escono dal locale e percorrono le grandi vie dello shopping. I negozi sono chiusi, orami è tardi.
“Questa storia mi ha fatto venire fame”, Asia prende per mano la sua amica e le due cominciano a correre come due quindicenni:”Stasera cinese” urla Michel. Raggiungono il ristorante che frequentano di solito:”Che aspettiamo, entriamo!”. Asia fa strada alla donna bionda.
Salutano alcuni presenti, ormai sono anni che vanno lì a mangiare. Il proprietario è un ‘anziano pechinese, oltre al cibo tradizionale ormai cucinano anche piatti italiani e pizza, insomma una sorta di trattoria cinese con prelibatezze piemontesi. Raggiungono il loro solito tavolo e cominciano a scherzare con le loro scommesse. E’ un loro gioco personale e del tutto particolare, non sanno nemmeno quando sia cominciato, fatto sta che scommettono per gioco sugli argomenti più disparati, la perdente in genere si sottopone alle penitenze più strane, tipo baciare uno sconosciuto od indossare capi di abbigliamento bizzarri: insomma amenità del genere. Cercano in ogni modo di scordare per qualche momento quanto discusso con il loro professore.
Si dedicano con malcelata spensieratezza ai loro involtini primavera, cui segue un più tradizionale piatto di fettuccine, in compenso abbondando con la birra cinese.
“Scommetti che faccio centro con questo pezzettino di pane nel cestino del tavolo accanto a noi??” Asia sta già prendendo la mira con il suo proiettile alimentare.
Michel, con aria di sfida, tamburella con le dita sul tavolo, soppesando la scommessa:”No lo faresti mai!!”, cui segue una risata.
“Se faccio centro ti togli il corpettino mia cara!”.
I maschietti dei tavoli accanto, molti dei quali abituali frequentatori della trattoria e che conoscono le due, iniziarono ad esultare ed a fare il tifo per Asia. La bruna teatralmente fa il suo tiro, la parabola del pezzettino di pane raggiunge il suo obiettivo.
“Nuda, nuda, nuda..” , alcuni dei presenti, a cui si associa anche qualche voce femminile, ora pretende il pagamento della strana scommessa.
“Questa me la paghi!”, Michel alticcia per l’effetto della birra, si alza guardando storto l’amica. Lentamente e seguendo il ritmo di una suadente musica che non c’è, slaccia il corpettino rimanendo in reggiseno, meritando così l’applauso degli spettatori.
Tra i commenti dei ragazzi le due decidono di ritornare a casa, non prima di avere discusso davanti all’anziano cinese su chi dovesse pagare il conto.
Barcollando e canticchiando, passo dopo passo riescono finalmente a raggiungere l’appartamentino di piazza Vittorio.
“Finalmente a casa!” Asia, toltasi le scarpe col tacco, si lancia suo lettone ancora vestita. Michel la guarda e la aiuta a denudarsi:”Ubriacona scansafatiche, almeno struccati!” , la copre con il lenzuolo:”Ora dormi, domani è un altro giorno.
Michel si concede l’ultima sigaretta sul terrazzino, dal quale si ha la vista sul centro, in lontananza la Mole Antonelliana veglia sul sonno dei piemontesi. Il suo pensiero ritorna all’incontro con Ferrero, i molteplici dubbi, avanzano a frotte come un branco di lupi intenzionato a morderle le caviglie, secondo lei tutto il rito alla fine prevede un sacrificio, qualcuno dovrà morire, perlomeno secondo lei il rischio che qualcuno possa lasciarci le penne è più concreto che mai.
Senza che la bionda possa accorgersene, Asia si è alzata dal letto, si è accesa una sigaretta e l’ha raggiunta fuori. Guardando l’amica e vedendola così assorta, sa esattamente cosa stia pensando:”Riassumiamo il tutto Michel. Il Libro dei morti è una raccolta di formule funerarie: durante il viaggio verso il regno di Osiride il defunto ha la possibilità di incontrare demoni o animali. Chi lo ha scritto fornisce la soluzione: la trentaduesima formula da la possibilità di evitare l’ attacco dei coccodrilli ed altro. Po ci sono le formule della trasformazione, con cui il defunto compie il passaggio, assumendo l’ aspetto di una pianta o di una bestia. Infine arriviamo alla 125^: si arriva al cospetto di Osiride: è quella più orribile, il defunto deve pronunciare la sua innocenza, consegna il proprio cuore ed avviene la cosiddetta pesatura sulla bilancia. Viene calcolato il peso dell’organo vitale, contrapposto al peso di una piuma.” Nel ripercorrere il racconto un brivido divora la pelle di Asia, che prosegue a riflettere ad alta voce:”Se ciò avviene il defunto varca la soglia. Arriviamo al dunque, quello che ci interessa è la formula della resurrezione, per risvegliare il nostro amico Kha.
Michel spegna la sigaretta:”Qui è il mio dilemma. Anche se conosciamo l’esatto senso della formula e quindi sappiamo bene cosa ci servirà per procedere, non sappiamo nulla del rito necessario, o per lo meno dovremo improvvisare Cristo Santo!! Non funzionerà, ed anche se funzionasse siamo certi che sia tutto qui e che non possa succedere qualcosa di grave o di strano?”
Asia abbraccia l’amica da dietro:”Intendi dire che il prof ci sta nascondendo qualcosa? Che ci vuole fottere?”
Michel si gira, passando con affetto la mano sui capelli corvini di Asia:”Intendo dire che stiamo giocando col fuoco, è ovvio che non ci ha voluto svelare tutto, questo posso anche capirlo, ho solo paura che ad uno di noi tre possa capitare qualcosa che non possiamo prevedere”.
Asia si allontana e le volta le spalle:”Il gioco vale la candela, ormai abbiamo preso un accordo, intendo andare in fondo alla faccenda!”
Michel segue la sua compagna in casa:”Lo sai che sono con te, non mi tiro indietro.”
Le due donne affrontano la notte con quel pensiero, decise però a non mollare.
Ferrero non ha per niente appetito, una volta che le due ragazze si allontanano paga il conto e si concede una lunga passeggiata, ha bisogno di aria e di riflettere.
Pur per pensando e ripensando a come sta procedendo il suo piano non trova lacune, le due ragazze gli servono, inoltre si rende conto che la loro traduzione è completa, mentre la sua lacunosa.
Ha una lunga notte davanti in cui dovrà definire alcune cose, ha già un’idea per il rito che dovrà compiere, non sa nemmeno lui se funzionerà, ma è l’unica soluzione, solo lo spirito di Kha potrà rivelargli il segreto.
Sorride per un attimo pensando a quelle due, non sono affatto male, per lo meno anche se non dovesse funzionare avrà la possibilità di rifarsi gli occhi con i loro corpi nudi.
Indeciso se proseguire la sua passeggiata verso la Gran Madre, reputa infine di tornare a casa. La basilica illuminata di notte, con la sua pianta circolare lo a sempre affascinato, starebbe delle ore ad osservarla, ma ha molte cose da fare ed il tempo è poco, così si decide a raggiungere la sua abitazione.
Una volta nell’appartamento si mette comodo, è tentato da una birra gelata ma rinuncia all’idea, rifugiandosi nel suo studio.
Afferra al volo e sicuro i testi antichi di cui ha bisogno, si accomoda quindi alla scrivania e, preso un blocco per gli appunti, comincia a scrivere quello che dovranno fare, consultando quando gli serve i testi che ha sotto mano.
Infine l’uomo si dirige verso la libreria, sposta alcuni volumi, potendo così aprire una cassaforte. Protetti da copertine trasparenti, estrae alcuni papiri, fittamente incisi da geroglifici.
Una volta tornato al suo posto, ne ricopia il contenuto sul blocco di appunti, avendo cura di tradurlo in lettere e renderlo leggibile ad alta voce.
Questo lavoro lo occupa fino a tarda notte, ormai stanco decide di rifugiarsi sotto le lenzuola.
La mattina successiva come sua consuetudine si reca in università, la prima telefonata è per il presidente della Fondazione del Museo Egizio. Il professor Grignani, una volta ascoltato l’esimio collega, non ha nessuna difficoltà a concedergli la possibilità di fermarsi all’interno del museo oltre l’orario di chiusura, il fatto che sarà accompagnato da due dottorande non crea alcun problema per lui.
Risolta la questione telefona ad Asia, confermandole che si vedranno al Museo per le 19,00 della sera successiva.
La giornata per lui trascorre nella preparazione e nell’attesa di quello che dovrà fare. Con cura si dedica alla preparazione di una borsa in cuoi, contenente alcuni oggetti che gli serviranno ed alcune provette piene di un liquido color ambra.
Capitolo 6
“Si professore, allora ci vediamo alle 19,00”.
Se Asia e Michel dovessero raccontare ora cosa accadde nelle ventiquattro ore successive, non avrebbero molto da dire. Evitarono di uscire, rinchiuse nel loro piccolo appartamento, vissero momenti di ansia alternati ad attimi di intensa euforia, come spesso accade tra loro litigano, sorridono, mangiano in maniera disordinata, fumano più del dovuto, leggono e rileggono tutto quello che può essere loro utile in quella impresa, senza però trovare elementi di novità.
Già dalle 18,00 le due ragazze sono presenti in via Lagrange, presso l’ingresso principale del museo, in attesa del loro mentore.
Si confondono tra i turisti che escono da quel luogo, terminata la visita, gli occhi attenti a scorgere l’arrivo di Ferrero.
Al contrario il professore giunge in perfetto orario, appare sorridente ed euforico, porta con se la solita borsa da lavoro in cuoio consunto. I tre si stringono la mano, visibilmente emozionati per quello che si accingono a fare.
Nessuno li ferma all’ingresso, tutti conoscono il docente, poiché membro della fondazione del Museo, ma anche le due dottorande.
Si aggirano nel museo come normali turisti, fino a quando restano da soli. I custodi, prima di chiudere definitivamente le visite, inseriscono gli allarmi, consultandosi col professore, ben sapendo che è autorizzato a trattenersi, come peraltro successo già in altre occasioni.
Spengono le luci principali, lasciando gli ampi saloni illuminati da una flebile luce che fa sprofondare quel luogo in un ambiente spettrale. Ora ogni piccolo rumore rimbomba, sembra quasi che ogni oggetto sia dotato di un proprio respiro, di vita propria. Il museo in quello stato diventa un ambiente surreale, magico, da far venire i brividi.
Una volta che il professore è certo di essere solo con le due donne, i tre si recano ove è esposto il sarcofago di Amenhotep, identico nel suo splendore a quello raffigurato nell’antico papiro.
Il Ferreri comincia a parlare: “Allora ragazze, ci siamo, vi spiego come procedere, tutto si svolgerà qui. Dovremo creare un altare, in realtà sarà costituito da una di voi due che rimarrà nuda. Esattamente non so nemmeno io se funzionerà. Ho ritenuto di attingere da diverse ritualità, credo che però possa funzionare. Come avrete notato stanotte c’è la luna piena. La cerimonia inizia a luci spente, quindi verranno accese delle candele rituali, insieme con la prima invocazione ad Osiride. Asia ho scritto quello che dovrai recitare su questo foglietto. Un fallo, creato con la stessa cera e gli ingredienti che illumineranno il rito, viene introdotto dal celebrante nella vagina della donna, che funge da altare. Verrò masturbata fino al raggiungimento dell’orgasmo. Lei è il sacrificio, dovrà sottostare al fuoco delle fiamme, il suo sangue verrà versato”.
Le due donne rabbrividiscono, scambiandosi uno sguardo atterrito, mentre il docente prosegue nella sua esposizione:”Anche il celebrante dovrà masturbarsi, raggiunta l’eiaculazione, raccoglierà il suo seme in questo calice, dove verrà mescolato con il sangue dei presenti. Prima di iniziare berremo tutti da quel calice una sostanza che ci indurrà lo stato di trance, a quel punto spero che qualcosa accada. Avete domande prima di cominciare?
Deglutendo vistosamente è Michel a parlare:”Intendi dire che una di noi deve sacrificarsi?”
Asia con tono acceso si rivolge al professore dandogli del tu, come non aveva mai fatto:”Senti Giorgio, qui nessuno devere rischiare di lasciarci le penne, o ci spieghi cosa ti aspetti che succeda e ci assicura che ne usciremo tutti illesi o non se ne fa niente!”
“Nessuno morirà, voi avrete il vostro momento di celebrità accademico e parte del tesoro. Ora dobbiamo aprire il sarcofago e svuotarlo sarà il nostro altare. Questa è la parte più rischiosa. Alle telecamere ho già provveduto, vediamo di non rompere e rovinare nulla se no finiamo nei guai. Michel rappresenterà il sacrifico, Asia leggerà la formula e le invocazioni all’infinito. Vi do la mia parola, non voglio la morte di nessuno”.
Asia non è più sicura di volerlo fare, solo la stretta alla mano di Michel la induce a proseguire. Il professore ha un volto pallido per via delle luci biancastre, si morde le labbra nervoso quasi a volerle far sanguinare, imponendo alla paura che cresce dentro di sé di allontanarsi.
“Andrà tutto bene”, conclude Michel sorridendo ed incoraggiando gli altri.
Ferrero comincia col prendere due panche e provvede a sistemarle accanto al sarcofago, sotto lo sguardo delle due donne.
Dopo una rapida occhiata, tutti e tre, con estrema delicatezza, lo aprono poggiando il coperchio per terra.
Alla vista del corpo bendato e perfettamente conservato i tre hanno un moto di terrore, pur indossando i guanti in lattice sono inorriditi all’idea di toccare quel corpo e frantumarlo. Saggiano con le mani la consistenza della mummia:”Si sbriciolerà se la muoviamo, cazzo!!”
Sia il Ferrero che Michel si trovano d’accordo. In quel momento di empasse, Giorgio trova una soluzione: “Venite con me”.
Il trio, velocemente, si dirige nel laboratorio, situato in una saletta attigua, riservata al personale.:”Useremo questa e la metteremo sul sarcofago, speriamo che regga”. L’uomo indica una lastra di vetro sagomata, utilizzata per coprire i sarcofaghi già aperti e permettere al pubblico di osservarne il contenuto.
Con non poco sforzo, i tre trasportano la lastra, con cautela la poggiano sul sarcofago aperto.
“Siamo pronti per cominciare”. Il docente estrae dalla borsa: i ceri neri che verranno accesi, un fallo enorme dello stesso colore, un kriss antico e finemente rifinito ed infine un calice, in cui riversa il liquido ambrato che aveva conservato in tre provette.
“L’ altra panca per chi e? a cosa ci serve?” domanda Michel.
Il professore prosegue ella sua spiegazione:”La seconda di voi, pensavo ad Asia, al termine del sacrificio, nel pieno della trance, si sdraierà su una di esse, sarà l’unica ad essere pura dal piacere della carne, in grado di compiere un viaggio astrale che la porterà al momento dell’imbalsamazione e sepoltura di Amenhotep, se siamo fortunati potrà rivivere il momento della trafugazione del gioiello e dirci dove è stato nascosto da Kha.
Sbalordita Asia spalanca gli occhi atterrita:”Ma stiamo scherzando? Giorgio è pericoloso, se qualcosa va male potrei rimanere bloccata!!”
Giorgio stizzito ora la guarda con astio:” “C’è un modo piu semplice … risvegliamo la mummia, gli offriamo un caffè …buonasera egregio architetto, gentilmente ci può dire dove ha nascosto quel fottuto smeraldo?? Ma grazie..ora può tornare a dormire…ecco le risistemiamo il bendaggio…”
Giorgio stringe delicatamente la mano di Asia e guarda Michel:”Forza ragazze, ce la possiamo fare..probabilmente non succederà proprio nulla, è solo un tentativo …diamoci da fare…in bocca al lupo”
Michel, per fare coraggio all’amica le sorride:”Be io sarà tutta tagliuzzata, però aspetteremo il tuo ritorno, ho portato dei tramezzini ed il caffè”.
Tutti e tre scoppiano in una risata nervosa:”Certo buon pic nic….”. Dopo quelle ultime parole di Asia, vengono sistemati i ceri neri intorno al luogo del sacrificio, i tre si denudano completamente, tutto può avere finalmente inizio.