Short story – Racconti – Poesia - Drabble... Vogliamo emozionarvi, rendervi partecipi dei nostri flash della mente. Entrate, siete i benvenuti.
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sabato 19 ottobre 2013
mercoledì 9 ottobre 2013
(Ri)respiro di Ali Spezzate
Mi piace inspirare il Tuo respiro...
E' come rapire la Tua Anima,
sentirmela scorrere dentro
raggiungere la mia,
e avvinghiarsi ad essa.
martedì 8 ottobre 2013
L'infelicità di Alice Stregatta
È una mano che ti serra la gola
ti stringe lo stomaco
ti soffoca il cuore
ti strappa la carne.
E tu non respiri.
Una mano che ti copre gli occhi,
ti tappa le orecchie.
E tu non vedi altro.
Ti schiaccia col suo peso,
ti tarpa le ali.
E tu non speri.
L'infelicità è una mano invadente
che ti rinchiude in gabbia.
E tu non vivi.
L'infelicità è una mano...
Devi solo avere la forza di amputarla.
ti stringe lo stomaco
ti soffoca il cuore
ti strappa la carne.
E tu non respiri.
Una mano che ti copre gli occhi,
ti tappa le orecchie.
E tu non vedi altro.
Ti schiaccia col suo peso,
ti tarpa le ali.
E tu non speri.
L'infelicità è una mano invadente
che ti rinchiude in gabbia.
E tu non vivi.
L'infelicità è una mano...
Devi solo avere la forza di amputarla.
L'arte che si scrive di Ali Spezzate
Non so tenere una penna in mano.
Ho provato ad imparare, con impegno e diligenza, come usarla.
Ma niente.
Ho solo squarciato fogli e rovesciato calamai.
Piantato l'acciaio acuminato del pennino sul truciolato; sentito per ore il gocciolio lento e assillante dell'inchiostro stillare dal bordo del tavolo, e ingrossare chiazze nere e oleose.
E niente Arte.
Solo rabbia.
Poi, un corpo. Il suo.
La pelle a farsi foglio pregiato, il piacere a farsi inchiostro, le mie labbra a vergare fantasie sempre più audaci e proibite.
La lingua a lasciare umide firme su quei capolavori di carne.
La bacio e sa di buono.
Sa di Arte.
Che si scrive solo così.
Ho provato ad imparare, con impegno e diligenza, come usarla.
Ma niente.
Ho solo squarciato fogli e rovesciato calamai.
Piantato l'acciaio acuminato del pennino sul truciolato; sentito per ore il gocciolio lento e assillante dell'inchiostro stillare dal bordo del tavolo, e ingrossare chiazze nere e oleose.
E niente Arte.
Solo rabbia.
Poi, un corpo. Il suo.
La pelle a farsi foglio pregiato, il piacere a farsi inchiostro, le mie labbra a vergare fantasie sempre più audaci e proibite.
La lingua a lasciare umide firme su quei capolavori di carne.
La bacio e sa di buono.
Sa di Arte.
Che si scrive solo così.
mercoledì 2 ottobre 2013
Di amore e di touchscreen di Ali Spezzate
Alla ragazza con lo smartphone argentato pregò di stare attenta con le dita, perchè era il suo cuore quello che gli mise tra le mani.
martedì 24 settembre 2013
PER UNA RIGA DI VITA di Ali Spezzate
Ci sono penne che duran decenni
e l'inchiostro non si vuole esaurire.
Sono penne che non accettan la fine
se non han prima scritto d'Amore.
lunedì 23 settembre 2013
FRAMMENTI di Ali Spezzate
Sentirti ridere.
Sussurrare.
Godere.
Emozionarti.
Pronunciare il mio nome...
Vivo più di quell'ora rubata alla penombra, che di una vita scaldata al sole.
venerdì 20 settembre 2013
lunedì 16 settembre 2013
LA NOTTE DI SAN LORENZO di Ali Spezzate
Non è la notte di chi non alza più gli occhi al cielo, ormai.
Di chi ad essi ha negato la visione di ogni tramonto, di ogni alba, e del tempo che nel mezzo vi scorre.
Di chi si è negato ogni pensiero, non è la notte.
Desideri solcheranno il buio dell'anima. Illusioni illumineranno la ragione per il tempo di un battito di ciglia. Poi sarà tutto oscurità, come prima e come sempre. Poi quel desiderio da esprimere morirà tra le labbra, incompiuto. Sempre troppo complicato da esporre persino a se stessi. Sempre troppo breve il tempo per formularlo
Di chi ad essi ha negato la visione di ogni tramonto, di ogni alba, e del tempo che nel mezzo vi scorre.
Di chi si è negato ogni pensiero, non è la notte.
Desideri solcheranno il buio dell'anima. Illusioni illumineranno la ragione per il tempo di un battito di ciglia. Poi sarà tutto oscurità, come prima e come sempre. Poi quel desiderio da esprimere morirà tra le labbra, incompiuto. Sempre troppo complicato da esporre persino a se stessi. Sempre troppo breve il tempo per formularlo
CENTO DI QUESTI GIORNI di Ali Spezzate
Racconti brevi. Brevissimi. Composti con un numero di parole pari alle dita delle proprie mani o tanto lunghi da riempire quaderni, e notti. Drabble, Haiku, canti e poesie.
Poi sospiri.
Tanti sospiri.
Ogni pulsione, ogni guizzo, ogni spasmo agonizzante dei suoi muscoli non era altro che un sussulto della sua anima. Un viaggio astrale. Un desiderio che si faceva parola e riempiva ogni spazio bianco (un pezzo di carta, una nuvola, il lembo di un fazzoletto) e ogni giorno.
Ogni parola era un bacio su quel corpo distante ma reale e presente.
Cento giorni, ed ogni giorno era il primo.
Poi sospiri.
Tanti sospiri.
Ogni pulsione, ogni guizzo, ogni spasmo agonizzante dei suoi muscoli non era altro che un sussulto della sua anima. Un viaggio astrale. Un desiderio che si faceva parola e riempiva ogni spazio bianco (un pezzo di carta, una nuvola, il lembo di un fazzoletto) e ogni giorno.
Ogni parola era un bacio su quel corpo distante ma reale e presente.
Cento giorni, ed ogni giorno era il primo.
mercoledì 11 settembre 2013
IMMAGINA di Ali Spezzate
E scivolarono sul tuo corpo, come petali di mille fiori diversi.
Immagina una camera da letto, bianca. Pulita, semplice, essenziale. Leggera. Attraversata dalla fulgida e dolciastra luce del giorno, e dalle ardite e salati fantasie delle notti.
Immagina tutto quel bianco raggiante in cui si staglia, racchiuso in una finestra, il più azzurro dei cieli ed il più rosso dei tramonti; il nero più intenso dei temporali estivi e quello schiarito dal solco luminoso di una stella cadente.
Immagina la tenda gonfiata e sollevata dal vento frizzante del mattino ed un getto che da fuori si riversa su quel corpo prono nudo e sfinito, adagiato sul materasso.
Un getto di petali variopinti che svolazzano nell'aria per poi planare sulla pelle, lambire i tuoi battiti. E per ogni loro tocco un fremito che avverto sulle labbra.
Immagina Tu, ora.
Io l'ho già fatto.
Immagina una camera da letto, bianca. Pulita, semplice, essenziale. Leggera. Attraversata dalla fulgida e dolciastra luce del giorno, e dalle ardite e salati fantasie delle notti.
Immagina tutto quel bianco raggiante in cui si staglia, racchiuso in una finestra, il più azzurro dei cieli ed il più rosso dei tramonti; il nero più intenso dei temporali estivi e quello schiarito dal solco luminoso di una stella cadente.
Immagina la tenda gonfiata e sollevata dal vento frizzante del mattino ed un getto che da fuori si riversa su quel corpo prono nudo e sfinito, adagiato sul materasso.
Un getto di petali variopinti che svolazzano nell'aria per poi planare sulla pelle, lambire i tuoi battiti. E per ogni loro tocco un fremito che avverto sulle labbra.
Immagina Tu, ora.
Io l'ho già fatto.
venerdì 9 agosto 2013
DIMMI.... di Alice Stregatta
Dimmi cosa devo fare
e lo farò.
Dimmi come devo essere
... e lo sarò.
Dimmi cosa devo pensare
e mi annullerò.
Dimmi dove vai
e ti seguirò.
e lo farò.
Dimmi come devo essere
... e lo sarò.
Dimmi cosa devo pensare
e mi annullerò.
Dimmi dove vai
e ti seguirò.
mercoledì 22 maggio 2013
COINCIDENZE di Ali Spezzate
Le cose belle della vita erano le più inaspettate.
Le coincidenze.
Il guaio è che non era stato fatto per le coincidenze, lui. Nè per i voli, nè per i sogni.
... Il guaio è che avrebbe dovuto essere un guscio, secco e vuoto.
Ed ogni volta sentiva invece una materia fatta di emozioni palpitargli dentro, formarsi come una larva, strappare la patina collosa di un bozzolo, uscire per battere le ali una notte sola.
Poi disperdersi nel nulla.
Le coincidenze.
Il guaio è che non era stato fatto per le coincidenze, lui. Nè per i voli, nè per i sogni.
... Il guaio è che avrebbe dovuto essere un guscio, secco e vuoto.
Ed ogni volta sentiva invece una materia fatta di emozioni palpitargli dentro, formarsi come una larva, strappare la patina collosa di un bozzolo, uscire per battere le ali una notte sola.
Poi disperdersi nel nulla.
domenica 19 maggio 2013
INNOCUO CANTO DEI "TI AMO" GETTATI di Ali Spezzate
Sui terreni aridi e pietrosi, bruciarono prima ancora di toccare terra.
Sulle acque torbide e melmose, affondarono macerandosi nel nulla.
Alcuni fioccarono spettacolari e fuori stagione come neve a Maggio, ne raccolse da terra e li tenne sul palmo finchè la Verità non li sciolse col suo alito caldo.
Altri li urlò oltre le valli senza orizzonte, ed altri ancora gli rigarono il volto scendendo beffardi dagli occhi.
Quelli che gli rimasero in mano li chiuse in una scatola di latta e la sotterrò, per non aprirla mai più.
Poi, a distanza di anni, in un giorno senza ore, un ti amo, imprevisto e ribelle, gli sussultò nel Cuore, risalì lungo l'anima a forza di unghiate ed uscì dalle labbra liberandosi in volo.
Ed egli, impaurito, corse a dissotterrare quella scatola, e l'aprì. Ed era vuota.
Si accorse così di non aver mai pianto per davvero, di non aver mai urlato, di non aver mosso una mano, prima di allora.
Prima di incontrare la figlia di un Sogno a cui non credeva più.
DI COSA SI VIVEVA di Ali Spezzate
Si viveva di attimi persi. Si ingannava il mondo là fuori e l'unico modo per riuscirci era... Ingannarsi, dentro.
Si viveva riempiendosi i polmoni e soffiando forte sui pensieri. Disperdendo la ragione che come grumi di nebbia fluttuava insidiosa sui loro folli giorni. Quando si viveva lo si faceva specchiandosi nella superficie di un mare così placido che qualsiasi sciocco avrebbe capito fosse solo una soffitta dipinta, ma tanto bastava a vederci riflessi tutti i sogni annegati e le sfacciate fantasie che sguazzavano nell'azzurra illusione. Le loro dita intrecciate ed i palmi premuti a simulare contatti od innalzare preghiere effimere di novene fasulle. Sussurrarsi sulle labbra strofe di canzoni come litanie ormai sbiadite. Si viveva di biscotti con stelle di zucchero, di briciole sulla pelle e di promesse tra le lenzuola.
Tutto ciò che vive poi ha un solo destino, morire. Ecco, si viveva di questo.
Si viveva riempiendosi i polmoni e soffiando forte sui pensieri. Disperdendo la ragione che come grumi di nebbia fluttuava insidiosa sui loro folli giorni. Quando si viveva lo si faceva specchiandosi nella superficie di un mare così placido che qualsiasi sciocco avrebbe capito fosse solo una soffitta dipinta, ma tanto bastava a vederci riflessi tutti i sogni annegati e le sfacciate fantasie che sguazzavano nell'azzurra illusione. Le loro dita intrecciate ed i palmi premuti a simulare contatti od innalzare preghiere effimere di novene fasulle. Sussurrarsi sulle labbra strofe di canzoni come litanie ormai sbiadite. Si viveva di biscotti con stelle di zucchero, di briciole sulla pelle e di promesse tra le lenzuola.
Tutto ciò che vive poi ha un solo destino, morire. Ecco, si viveva di questo.
PUZZLE di Ali Spezzate
Le loro storie erano un immenso puzzle con i pezzi attaccati alla rinfusa.
I loro sogni erano tramonti su mari diversi. Tramonti distanti. Tramonti di cartone con un Sole senza calore e senza colore. Ma erano ancora loro, sarebbero stati ancora loro, sarebbero stati sempre loro. Come un immenso magnifico puzzle raffigurante tutte le meraviglie del mondo racchiuse in un attimo. L'attimo di un bacio sulle labbra. Di un respiro scambiato. L'attimo in cui si può ammirare un puzzle appena completato, prima di accorgersi che ne manca un pezzo. Prima che l'occhio corra impietoso a svelare la crudezza di un punto vuoto. Vuoto ed amaro come una sconfitta.
Prima di realizzare che quel pezzo se l'è rubato il destino. Quel pezzo mancherà sempre, o è mancato da sempre. Realizzare che nessun altro pezzo, per quanto vicino o somigliante, sarebbe mai riuscito a combaciare in quel mosaico, coprire quel buco, e completare quel puzzle.
Sarebbe stato impossibile, come impossibile è riempire un buco in un sogno.
martedì 14 maggio 2013
DI LAMA E DI SANGUE di Ali Spezzate
Sanguinava.
Il palmo premuto su un fianco e le dita che affondavano, dove la pelle si fa carne e le carni viscere.
Ad ogni movimento sembrava si materializzasse quella lama che Lei, poco prima, nascondeva dietro la schiena e mimetizzava tra i lunghi capelli ed i mille sorrisi.
Sanguinava.
... E ad ogni respiro affannato sgorgava a fiotti. Caldo, denso, nero.
Ad ogni sospiro l'Anima defluiva da quel corpo.
Risucchiata verso un ''altrove'', sconosciuto e inquietante. Ma dove avrebbe rivisto quei capelli e quei sorrisi. E non ne aveva più paura.
Il palmo premuto su un fianco e le dita che affondavano, dove la pelle si fa carne e le carni viscere.
Ad ogni movimento sembrava si materializzasse quella lama che Lei, poco prima, nascondeva dietro la schiena e mimetizzava tra i lunghi capelli ed i mille sorrisi.
Sanguinava.
... E ad ogni respiro affannato sgorgava a fiotti. Caldo, denso, nero.
Ad ogni sospiro l'Anima defluiva da quel corpo.
Risucchiata verso un ''altrove'', sconosciuto e inquietante. Ma dove avrebbe rivisto quei capelli e quei sorrisi. E non ne aveva più paura.
giovedì 11 aprile 2013
Non-Maestro di Ali Spezzate
Mi confidò che sperava ricevere lezioni di vita.
Ma io non sono un "maestro di vita".
Non ho nulla da insegnare.
Non ne ho interesse, nè voglia.
Devo solo essere me stesso, nonostante.
Mettimi un sasso in mano e aiutami a scagliarlo contro ogni ragione.
Poi un altro ed un altro ancora, finchè cadranno tutte.
E cadrà il cielo e prenderà fuoco la luna.
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