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martedì 12 agosto 2014

Fame di Federiko Nanker Phelge





Divorava la sua pelle. La sua fame di lei era atavica, insaziabile.
E lei non si sottraeva a questo suo appetito. Essere il suo banchetto era il suo piacere più grande. Il motivo della sua fame, lo strumento per saziarla.

Casa di Federico Nanker Phelge





"Il suo corpo nudo era per lei come per un bimbo è il seno della propria mamma. Si perdeva nel calore della sua pelle e quelli che erano attimi diventavano eternità, quella che era paura diventava quiete e il ritmo del suo cuore diventava la sua vita"

Corde di Federico Nanker Phelge




Il segno delle corde
Disegna su di te
Arabeschi di canapa
Che ornano il tuo corpo
Lasciando tracce ruvide
Sulla tua pelle di alabastro
Li conto uno ad uno
Come grani di un rosario
Pagana preghiera
Sull'altare della nostra passione

Nel mare lontano di Federico Nanker Phelge




Lascio che il blu
Di questo cielo finalmente terso
Mi immerga nella sua pace
Color pastello
E come un bambino
Che ammira gioioso il suo disegno
Sorrido del tempo che passa lento
E si sfilaccia come le nuvole al vento
Ci sono stati temporali
Che hanno bagnato di pioggia
E assordato di tuoni
Ci sono state schiarite
profumate di buono
E di rinnovamento
E poi ci sei tu che sei
Come il vento che arriva dal mare
Riempi i miei polmoni
Con la salsedine del tuo amore
Rinfreschi la mia pelle
Con mille impercettibili gocce
Mi disseti con il tuo dolce
Sapore salato
Mi abbracci come la risacca
Abbraccia la sabbia per portarla con se'
E accogli le onde del mio piacere
Come l'oceano fa con le sue
Perché io sono la tua terra e
Tu sei il mare che
Dolcemente la accarezza

Mihi nomen est panis Di Federico Nanker Phelge



Invisibile e' la traccia che lasci
Spargi semi di grano di te ma li celi,
Come fa il contadino sapiente,
Perché non siano i corvi a trovarli,
Bensì chi ne farà farina e pane
Con cui sfamarti.
Impasterà l'impalpabile leggerezza
Dei tuoi pensieri
Con la fresca acqua della tua pelle
E il sale della tua passione.
Lo farà lievitare piano,
Con la pazienza del silenzio
E dell'attesa.
Lo cuocerà col calore della pelle
E del desiderio.
E te lo darà bollente,
A piccoli morsi,
Mescolato a quel piccolo dolore,
Che sa di buono, che sa di casa,
Che sa di lui

Attimi di Federico Nanker Phelge



Fermo immagine
Della nostra danza
Mani strette in un attimo
Che dura una vita
Immobile, non statico
Sensuale plasticità
Del movimento sincrono
Delle nostre anime

Casa di Federico Nanker Phelge




Spaziano le mie dita
Sul tuo corpo di seta,
Percorrendo strade
Finora ignote ai miei sensi.
Tortuosi percorsi come ricami,
Organza leggera su un tessuto pregiato,
Dolcemente increspato
Dalle onde sinuose delle tue forme.
E, come quando guardo
L’alternarsi gentile delle colline
Della mia terra,
Mi sento a casa
Abbracciando il tuo corpo.

martedì 22 luglio 2014

TAUMATURGIA DELLE PAROLE di Federico Nanker Phelge








La leggerezza delle parole
Riempie gli spazi vuoti
Che ti separano

Dal mio tempo e
Dal mio spazio
Lunghe cime di lettere intrecciate
Con cui ti tiro a me e ti lego stretta
Nodi saldi che imprigionano il cuore
Calligrafia di corde sulla pelle
Le ore passate scrivendo
Alleviano il dolore
Del rumore del silenzio
Ma nulla potrà mai curarmi le ferite
Come cinque minuti
Della tua pelle


giovedì 30 maggio 2013

SENZA TITOLO di Federico Nanker Phelge








Musica. Urlante, cattiva.
Suoni per stordire, rumori per uccidere.
Una chitarra, lama algida e tagliente:
Accordi per squarciare le vene del dolore.
Sensazione calda e fluida di liberazione...
Un basso: vibrazioni gravi e squassanti:
Perche anche la paura tremi di paura.
Sensazione di gelo e immobilità: paralisi...
Una batteria, assordante ed incalzante:
Asfissiante come il panico, veloce come il cuore.
Apnea
Ipossia
Svenimento
....................
Quiete

giovedì 16 maggio 2013

OSSIMORI di Federico Nanker-Phelge



 

L'anima confusa e sobbalzante, scossa
Dalle discordanti sensazioni
Di un giorno uguale agli altri.
Pioggia e sole alternati, come metafore
... Meteropatiche alternanze di luci ed ombre
Pioggia come sudore e fatica, sopravvivenza
Sole come luce e calore, vita
(D)esistere
(R)esistere
Un'esistenza legata ad una consonante rinchiusa
Tra due parentesi


giovedì 11 aprile 2013

Parole di Federico Nanker-Phelge



Parole proprie o altrui 
Come appigli. 
Tentativi vani di riempire un vuoto. 
Infinite combinazioni per riempire il nulla
Intarsi di inchiostro
Come sangue rappreso colato
Da un'anima ferita
Sussurri impercettibili di
Inconfessabili segreti o urla sguaiate
Di dolore.
Tutto questo sono le parole,
E molto altro ancora.
Ma nemmeno tutte le combinazioni
Di lettere e parole potranno mai dire
Tanto quanto potranno dire
Le non-parole del
SILENZIO


venerdì 15 marzo 2013

Tramonti di Federico Nanker-Phelge

Seduto su una panchina 
Il sole forte Mi bruciava gli occhi 
La testa curva e china 
Nella mente la mia sorte
Nelle orecchie dei rintocchi
Ormai giunta era la sera
Troppo prossima la notte
Con tutti i suoi pensieri
È fuggito un altro giorno e tu non c'eri
Indugi e speranze perse e rotte
Questo ormai tu sei: una chimera...

Gocce di te di Federico Nanker-Phelge


Tu sei come una goccia
che scorre lenta come una carezza.
Puoi esser triste, come nel pianto di un bambino
o felice, come la rugiada che imperla i fiori nel mattino.
Sei leggera e voli via, sollevata da una fresca brezza
ma sei tenace e paziente, buchi anche la roccia.

La mia vita si era mestamente inaridita,
nulla riusciva nella mia tristezza a fare breccia;
sentivo questa goccia che dal viso mi scendeva,
accarezzandomi la pelle fino al cuore.
Ma non era fredda lacrima, bensì una stilla di calore...
E pian piano il mio dolore si molceva.
Finalmente ci sei tu che, goccia dopo goccia,
hai riempito nuovamente di vita la mia vita.

martedì 26 febbraio 2013

Il volo di Federico Nanker-Phelge


Alzo la testa e lo vedo lassù, in alto,
nel suo volo intento, leggero come un velo
fa grandi volute, si confonde tra le nubi e il sole.
Dove andrà un uccello quand'esso, libero, erra...

Riuscirò un giorno anch'io a fare un grande salto?
Toccherò mai con le mie dita questo azzurro cielo?
O rimarrò intrappolato per sempre in queste suole,
legato all'infinito a questa nuda terra?

Riflessi di Federico Nanker-Phelge


La mia figura si staglia
oltre la nebbia fitta dei miei pensieri,
sull'acqua fredda e calma della
presenza/assenza di me.
Ma è ancora un riflesso sfocato...

Abbiamo fatto una prova

Una foto unica per componimenti diversi. Devo dire che sono stata cattivella (Allie Walker so sempre io quella stronza e cattiva) e la foto era MOLTO STRANA. Ma qualcuno ce l'ha fatta. Onore al merito di chi ci ha provato e un plauso sincero dal cuore.



Limerick bovino di Larissa Ragdoll
Un bel cornuto bovino di Arezzo
alle coccole non era avvezzo
e una bella elegante signorina
dal vestito senza spallina
prese per le corna quel bovino di Arezzo

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Ho sempre ragione di Allie Walker

Ecco le corna
te l'avevo detto che
vacca quella è

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ISTINTO BOVINO di Giuseppe Balsamo
Abbandonò ogni ragionevolezza, istintivamente si gettò anima e corpo in quell’istintiva passione, come un bufalo imbizzarrito, cercando di farla sua, di averla.
La bella e la bestia, lei cercò di evitarlo, appellandosi alle sue forze resistendo alle tentazioni. Indomabile creatura raccolse tutte le sue forze perché ciò non accadesse. 
Alla fine lui ebbe la meglio, dopo un tira e molla durato dei mesi, si impossessò di lei, la prima volta la volle prendere come una giumenta, forzandola da dietro, sbattendola in maniera animalesca, pregnandola del proprio seme. La lasciò distesa sul divano, umida e sudata, congestionata e imprigionata dal desiderio

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L'uomo e il bue di Federico Nanker-Phelge

Il bue nasce cornuto
l'uman lo è divenuto
ahi ahi la vita è dura
e non per sua natura
e allor perchè ciò è accaduto?

lunedì 28 gennaio 2013

Due freddi di Federico Nanker Phelge


Inverno fuori
e gelo dentro
dalla mia bocca escono parole
che si condensano in bianche nubi
come l'alito nell'aria

F.N.P.