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lunedì 12 maggio 2014

TI AMO DA MORIRE di Alice Stregatta




Ti succhierei il lobo, sussurrandoti oscenità all'orecchio.
Ti leccherei il collo, godendo dei tuoi brividi.
Ti morderei, tranciandoti di netto la carotide.
Ti ammirerei agonizzante in un lago di sangue, zampillante dalla giugulare.

giovedì 28 novembre 2013

INNAMORATA PAZZA ( O VICEVERSA ) di Alice Stregatta




Il suo Amore poteva sembrare un fuoco di paglia.
Lui aveva tentato di dissuaderla in tutti i modi possibili. Freddezza, gelo, parole di ghiaccio.
Non aveva tenuto conto della sua passione per gli ossimori.
Ghiaccio bollente.
Più Lui manteneva le distanze, più lei lo rincorreva. Non si chiamava mica Alice per niente, caro il mio algido Bianconiglio.
Lei pensava a Lui, continuamente, pur sapendo che il suo Amore non era ricambiato. Era stato chiaro: non voleva nessuna relazione.
Ma si sa... Per una donna innamorata erano parole al vento.
E lo amava. Silenziosamente? Per niente!
Lo sommergeva di messaggi, suppliche, citazioni, canzoni, poesie.
E parlava di Lui: con le amiche, con i colleghi, con chiunque le capitasse a tiro. Una pazza nevrotica in pieno delirio.
È passato un anno. Ha festeggiato il non anniversario, come il Cappellaio Matto e il leprotto bisestile festeggiano il non compleanno.
Si tatuerà la sua iniziale.
E poi? Poi la psichiatra ha detto che prolungheranno il TSO, ovviamente!

domenica 24 novembre 2013

LA FAVOLA AL CONTRARIO di Alice Stregatta




Aveva vissuto per anni in un castello incantato con il suo Principe.
Era sempre inquieta senza capirne il motivo: aveva tutto!
Era amata, venerata, protetta, accudita, coccolata, viziata, mantenuta.
Un brutto giorno di febbraio, il castello di cristallo mostrò strane incrinature. Che lei si rifiutò di vedere.
"Sono ghirigori che il Principe ha fatto incidere per noia."
Poi... a dicembre le crepe divennero voragini, abissi da cui entrava un freddo glaciale, paralizzante.
Il castello di cristallo si frantumò, crollando in un frastuono che, finalmente, la risvegliò dallo stato di trance in cui era tenuta, rivelando un'enorme gabbia la cui doratura ormai scrostata rivelava i segni del tempo.
La serratura arrugginita era saldata dall'esterno.
La Principessa capì che era prigioniera. E lui non era altri che un vampiro che si nutriva della sua solare bellezza, del suo sorriso e del suo infinito Amore.

venerdì 8 novembre 2013

PIOGGIA di Giuseppe Balsamo




Quel giorno cominciarono a piovere petali di fiori rossi, il profumo si spandeva nell'aria in maniera magica. Le persone svegliandosi e scoprendo tutto ciò furono pervase di ottimismo e gioia. Per strada si vedevano solo facce sorridenti, gli innamorati si amavano di più, tutti si sentivano in pace. La pioggia di fiori non cessava, i petali si accumulavano per le strade, schiacciati dalle gomme delle auto, inumidite dal piscio sei cani, dei gatti e degli umani. Ben presto una poltiglia color porpora scuro ricoprì tutto e tutti, nel tanfo putrido quei volti sorridenti cominciarono a morire.