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mercoledì 30 ottobre 2013

TU (TEMA Fiera dell'horror) di Monica Finotello








O tu, che come un coltello sei penetrata nel mio cuore gemente: o tu, che come un branco di demoni, venisti, folle e ornatissima,
a fare del mio spirito umiliato il tuo letto e il tuo regno - infame cui sono legato come il forzato alla catena,
come il giocatore testardo al gioco, come l'ubriaco alla bottiglia, come i vermi alla carogna - maledetta, sii tu male...detta!
Ho chiesto alla veloce lama di farmi riconquistare la libertà, ho detto al perfido veleno di venire in soccorso della mia vigliaccheria.
Ahimè, che il veleno e la lama m'hanno disdegnato, e m'hanno detto: «Tu non sei degno di venir sottratto alla tua maledetta schiavitù,
imbecille! Se i nostri sforzi ti liberassero, i tuoi baci risusciterebbero il cadavere del tuo vampiro.»
Una notte che giacevo presso un'orribile Ebrea, come un cadavere disteso presso un cadavere, mi diedi a pensare, vicino a quel corpo venduto, alla malinconica bellezza di cui il mio desiderio si priva.
Mi figuravo la sua nativa maestà, il suo sguardo armato insieme di forza e di grazia, i capelli che le fanno un casco profumato e il cui ricordo in me riaccende l'amore.
Avrei con ardore baciato il tuo nobile corpo e passato il tesoro di profonde carezze dai tuoi freschi piedi alle tue trecce nere,
se, qualche sera, o regina crudele, con un pianto ottenuto senza sforzo tu potessi solamente offuscare lo splendore delle tue fredde pupille
 





venerdì 15 marzo 2013

Anime Immortali di Giuseppe Balsamo


Le sue labbra ritornavano sul mio collo percorrendolo con la lingua, mascherando così la traccia dei suoi denti aguzzi impegnati a rubarmi l’ anima.
La mano sul mio sesso turgido, confondeva il suggere. Chiudevo gli occhi e l’orgasmo sopraggiungeva impedendomi la vista delle minuscole tracce di sangue, proprio sotto il lobo delle mie orecchie.
Lo stupore la assalì quando il frassino le trafisse il cuore.
Sono passati secoli, sempre volti nuovi mentre cerco il suo col desiderio di quel gusto mai dimenticato.
Stanotte violerò il suo sesso, l’orgasmo la assale mentre è il suo sangue a colare dal collo candido

mercoledì 23 gennaio 2013

BUCOLICO CIMITERIALE - OMAGGIO A H.P. LOVECRAFT di Jonathan Living



Il mio spirito, accanto alla bara, freme nell'impalpabile dolore dell'ultimo giorno. L'avvolge una nuvola di larve affamate della mia essenza, che perde frammenti come la mia coscienza.
Scivolo sul vialetto del cimitero nel crepuscolo del pomeriggio che una pietosa, crudele divinità ha voluto concedermi, prima del Viaggio verso un Inferno di demente inconsapevolezza.
Provvidenziale inconsapevolezza, se quello che vedo non è un abbaglio dell'Io in dissolvenza.
Ma ho squarciato i veli dell'umano vedere: le tombe sono tutte in rovina, e tutto freme in una sinfonia di urla inaudite, poiché Ciò che dalla carne morta procede digerisce ed erutta l'orribile pasto.
J.L.