Short story – Racconti – Poesia - Drabble... Vogliamo emozionarvi, rendervi partecipi dei nostri flash della mente. Entrate, siete i benvenuti.
***PAGINE DEGLI AUTORI ***
- Home page
- I nostri autori in 100 parole
- Restif's Boudoir
- Giovanni Piccirilli - Aforismi
- TitaPerfida
- *** RACCONTI A PUNTATE ***
- ALINA, UNA STORIA COME TANTE - di Francesca delli Colli e Giuseppe Balsamo - Racconto a puntate
- L'ULTIMA CORSA di Giuseppe Balsamo (racconto a puntate)
- UNA DIFFICILE INDAGINE di Fabio Morici
giovedì 18 luglio 2013
SENSI di Michele Costantini
Li senti i miei desideri?
Ti accarezzano la mente
ti segnano il corpo
... ti bruciano la pelle.
Li senti i miei desideri?Visualizza altro
Anima Nuda di Allie Walker
Ti leggo e gusto le parole che gocciolano dalle tue dita, ma assaggiarti non è tregua per la mia pelle, per la mia gola arsa. Assetata di quel demone che rigurgita fuoco liquido, aspiro ogni lampeggio, mi sfamo del pensiero che mi lega alla tua mente. E i tuoi capricci non sono altro che i miei gemiti, le tue pulsioni i lamenti della mia anima nuda, persa dietro l'immagine che hai narrato. Sopraffatta dalla voglia di essere stretta da quelle catene invisibili che hai mi hai forgiato addosso, rimango qui a sfiorarti meticolosa, con i denti che mordono le mie stesse labbra, in cerca di quella carnalità che in quel verbo hai promesso. Potrei vivere e morire in quest'inferno e rinascere ogni volta sarebbe perdersi e ritrovarsi in questo mare che mi inghiotte e mi fa vivere.
DELIRIO DI UN UBRIACONE (acquerelli di vita reale) di Andrea Lagrein
Era sbronzo marcio. Ed era solo primo pomeriggio! Seduto sul letto, non si contavano nemmeno più le lattine di birra gettate sul pavimento. Resti umani in attesa della fine. Eppure un tempo era un uomo brillante. Scriveva poesie, era innamorato. Ora invece era un relitto che si trascinava stancamente fino a sera. Un matrimonio fallito alle spalle, una vita sfuggita di mano e tanta, tanta solitudine. Aveva perso il lavoro. "Spiacenti, c'è la crisi, sa com'è!". Fanculo no, non sapeva com'era. Sapeva solo che adesso non aveva più soldi. E a breve lo avrebbero sbattuto fuori a calci in culo anche da quello schifo di appartamento in affitto. Bilocale di periferia, vecchio rudere buono solo per clandestini e scarafaggi. Di quelli ce ne erano molti. Di scarafaggi, intendo! Loro sarebbero rimasti, altro che sfratto. Lui, fuori a calci in culo. Era meno di uno scarafaggio. Bevve un altro lungo sorso. Scoppio' a ridere. Risata isterica. Poi scoppiò a piangere. Pianto disperato. Alla fine prese la lattina e la lancio' contro il muro. Lancio rabbioso. Schizzi di birra sullo specchio. Strabuzzo' gli occhi. Cristo santo, non è possibile. Si volto' a guardare il letto. Nulla. Tornò a fissare lo specchio. Si stropiccio' le palpebre. Eppure era così. C'era lei, li' dentro. Il suo corpo nudo, ardente, che fino a poche ore prima stringeva fra le braccia. Com'è cazzo e' possibile? Prese un'altra lattina, l'apri' e bevve avidamente. Tornò a fissare lo specchio. Lei era ancora li'. Il suo culo meraviglioso, le sue tette perfette, la sua fica rosea e odorosa, la sua voglia irrefrenabile. Lo guardava dallo specchio, silenzioso monito al ricordo. E chi mai ti avrebbe dimenticato, bella mia? Leccartela tutta quanta e farmi scopare in modo così selvaggio e' un ricordo che mi sarei portato fino alla tomba! Sorrise. Tanto ci manca poco! Sorrise amaramente. E si scolò il resto della birra. Al diavolo tutti quanti. Per una fica avrebbe dato anche l'anima. Ed il resto, beh, il resto erano solo lattine di birra vuote gettate sul pavimento!
Pioggia di parole di Francesca Delli Colli
“Aiuto non riesco piu' a scrivere una parola!”
Questa frase le girava a torno da giorni , fastidiosa peggio di una zanzara assetata di sangue, con quel ronzio che annunciava forse la morte delle sue emozioni, stipate, accalcate in chissa' quale angolo del suo cuore, della sua mente, del suo corpo .
Talmente stitiche che quando uscivano fuori la loro forma migliore era simile quella delle pallette della merda di pecora.
Emozioni secche, aride, insipide esternamente, ma che all'interno erano in ebollizione peggio del magma di un vulcano, ma non riuscivano a trovare una feritoia nella sua anima per esternarsi.
Erano come un nodo in gola, un peso sullo stomaco, li ferme sul precipizio senza avere la forza di andare avanti o ricadere nel buio.
Per lei le parole erano il pane quotidiano, composto da molti ingredienti che la nutrivano, ma ora si ritrovava in mano solo un tozzo di pane rancido.
Lo guardava, lo annusava,ne assaggiava qualche briciola per poi sputarla disgustata.
Eppure quel pane una volta era fresco e profumato, sapeva di buono, sapeva di lei.
Fragrante anima , che veniva sfornata bollente di voglia di vivere , piena di sapore e di profumo che spargeva intorno a se' stessa ogni volta che una emozione la riempiva e le toglieva quel grigiore ammuffito preso nel tempo.
Si sentiva come Gesu' Cristo alle Nozze di Cana, che moltiplicando i pani li Dono' a tutti.
Cosi lei faceva con quelle emozioni, scriveva, scriveva fino alla nausea, donandole a chiunque le leggesse e ci si rispecchiasse.
Viveva per questo miracolo ed ogni volta che sue dita iniziavano a digitare sulla tastiera, sembrava cadere in estasi.
Non pensava piu' e lasciava andare la sua mente aggrappata a quell'anima che urlava, le cui grida fuoriuscivano da ogni poro fissandosi sui fogli.
Ogni urlo era un respiro che la riportava in vita, lei rinchiusa nel suo stesso grembo cercando di lacerare quella placenta che l'opprimeva.
E ora niente, le parole di mischiavano senza riuscire a dare un senso compiuto a cio' che sentiva.
“ Ma io sento veramente o voglio sentire per forza?”
Altra frase che le serpeggiava per i cunicoli oscuri della sua testa, dilaniando il suo cuore gia' secco e bisognoso.
“Io sento comunque, io sono nata per percepire le emozioni, sono nata per darle e per riceverle, sono il mio flusso energetico, non posso vivere senza di esse! Devo solo di nuovo ritrovare la feritoia giusta e tirarle fuori!” .
Questa fu la risposta che si diede mentre apriva sul pc infuocato poggiato sulle sue cosce, un foglio word vuoto.
Lo guardo' per un attimo e le dita iniziarono a scrivere d'istinto.
Scivolarono su quella tastiera come la risacca del mare, spinta dal vento , ricopre la sabbia per poi ritirarsi, lasciandola umida ,scintillante,liscia in attesa di essere disegnata.
Anche quelle erano emozioni, emozioni diverse .
Niente passione, amore, sesso, ma era quello che la sua anima sentiva in quel momento e sono cio' che ora state leggendo, scritto pochi minuti or sono.
venerdì 12 luglio 2013
ONDE di Maryanna Carlotta L. Pozzer
Una notte fondente
che si fonda violenta tra me e te
tra te e le mie vene che scopano
il tuo cuore amaro caffè.
Veleno in gocce zucchero vergine.
che si fonda violenta tra me e te
tra te e le mie vene che scopano
il tuo cuore amaro caffè.
Veleno in gocce zucchero vergine.
L'ISPEZIONE di Francesco Volpe
Tremanti sussulti,
nella tremula carne,
l'affondo in corpo,
liberazione e catarsi.
L'attesa di ogni mattino,
nelle tue finzioni, l'attendevi,
lasciavi veder il malincuore dal volto,
ma le tue carni ardevano,
le dita che prepotenti non si arrestavano,
ti entravano dentro,
e tu, ululavi da Cagna in calore..
nella tremula carne,
l'affondo in corpo,
liberazione e catarsi.
L'attesa di ogni mattino,
nelle tue finzioni, l'attendevi,
lasciavi veder il malincuore dal volto,
ma le tue carni ardevano,
le dita che prepotenti non si arrestavano,
ti entravano dentro,
e tu, ululavi da Cagna in calore..
Iscriviti a:
Post (Atom)






