venerdì 17 gennaio 2014

NON TI VOGLIO, UOMO DANNATO di Franz Za




Non ti voglio, uomo dannato.
Non ti voglio a otto anni, quando mi tiri i capelli mentre le altre bambine ti corrono dietro.
Non ti voglio a dodici, quando mi passi accanto scapigliato e sporco dopo una partita di calcio e sputi per terra perché sei un duro.
Non ti voglio a sedici, quando fumi e ti droghi ma sei bello da morire e suoni anche la chitarra e guardi tutte senza soffermarti su nessuna.
Non ti voglio a trenta quando passo il tempo ad aspettarti e tu non arrivi mai.
Tutte ti vogliono, uomo dannato. Perché più soffrono e più amano.
Ti ha detto male, uomo dannato. Perché io sono una strega. E non ho bisogno di soffrire per amare. Posso usarti o farmi usare. Posso regalarti momenti del mio tempo e pezzetti del mio corpo. Posso decidere di offrirti anche il mio dolore, perché ogni tanto ho bisogno di provarne anche io. Ma non ti voglio. E non ho mai sofferto per te. Io sono una strega. Un’adorabile strega in cerca di uomo che la faccia sorridere …

LA PUNIZIONE di Alice Stregatta




Dovendo assentarsi per un mese, il suo Padrone la affidò alle cure di un "istruttore". Le spiegò brevemente le regole della casa mentre ce la accompagnava, di strada verso l'aeroporto.
- Sembra "histoire d'O
ridacchiò lei accarezzandos
i la catenina d'argento saldata.
- Ma non potevi portarmi con te? Uff...

- Cucciola, fai ancora troppe richieste per essere una brava bimba cosciente del suo ruolo, non trovi?
La baciò sulla fronte e la sospinse all'interno.
- Lui farà le mie veci, obbedisci e tutto andrà bene.

La lasciò lì, imbarazzata, con in mano la valigetta che le aveva preparato.
Sascha (che nome buffo per un uomo) le mostrò la sua stanza. Niente finestre, tv, telefono, cellulare, computer... Solo una scrivania, un letto, una sedia e un lettino. Libri, carta e penna. Bagno.
- Cazzo uccidetemi!

Lui bofonchiò di stare zitta, le intimò di spogliarsi e di infilarsi la camiciola che era sul letto.
A orari precisi avrebbe sentito il suono della campanella, avrebbe dovuto spogliarsi e chinarsi in attesa. Poteva essere per i pasti, una punizione o la semplice voglia di usarla.
- Beh, almeno sei carino, Sascha!

- Zitta, zitta, zitta e a cuccia, bimba.
Torno più tardi.
I giorni si susseguirono, tutti uguali e tutti diversi. Sascha era un sadico porco pervertito, le lasciò segni profondi, la teneva spesso legata per ore alla gamba della scrivania, la scopava di gusto...
E, benchè Lui le mancasse, iniziava a piacerle esser tenuta prigioniera, lontana da tutto e tutti.

Quel giorno, Sascha non si fece vedere, lei aveva fame, si annoiava e... Cavolo, si, aveva voglia di lui!
Pensò che fosse uscito e, nonostante le telecamere e il divieto di farlo, prese a masturbarsi, piano... Dolcemente. Mmmm erano settimane che non poteva coccolarsi un po', gustarsi un orgasmo tutto suo... Quando e come voleva... Col suo ritmo...
- GIÙ!
Sascha era entrato come una furia, rosso in viso per la rabbia ma visibilmente eccitato.
- Lui ne verrà informato, troietta!

- Ti prego,
miagolò lei...
- Farò tutto quello che vuoi...

- Tu fai già tutto quello che voglio!!!

Disse, cacciandole il cazzo già duro in bocca...
- Troia...
Durò pochissimo, la sua infrazione lo aveva mandato su di giri. Non vedeva l'ora di punirla al di là della "routine"... Pregustava la punizione che aveva immaginato.

Intanto la legò al letto, a gambe aperte, e la portò sull'orlo dell'orgasmo più e più volte, finchè la vide sfinita. La lasciò lì fino a sera, esposta e impossibilitata a soddisfare la sua voglia ormai al limite.
Dopo un tempo che le sembrò infinito, la slegò e le diede dieci minuti per farsi una doccia e recarsi nel salone.
La luce era soffusa, l'ampia stanza era illuminata da decine di candele... Uomini che chiacchieravano... nessuna donna.
Rabbrividì quando capì cosa la aspettasse.
Venne legata ad una piccola pedana circolare, girevole: pancia in su, cosce larghe, testa riversa all'indietro. E usata... In ogni modo, per ore. Gli orgasmi si susseguirono, dapprima piacevoli, poi spossanti... Infine dolorosi.
Era sul punto di svenire, quando sentì una colata di cera bollente sul seno e sul ventre... E una voce... La Sua...
- Cucciola, Amore, sei stata monella, mi hanno detto
le disse tranciandole il collarino...

Le lacrime le sgorgarono copiose.
- No, il collare no...

- Lo riavrai, cagnetta... Lo riavrai.
Sai che ti amo sopra ogni cosa. La tua punizione è finita, andiamo a casa.

ATTIMI DI NOI di Petite Noir





E poi arriva quel momento
lui..sdraiato su un fianco
si appoggia sul mio petto
passando la sua mano
leggera, sulla mia pelle
la mia mano accarezza il suo volto e i miei occhi
i miei occhi lo guardano come se fosse la prima volta
non ho lo forza di smettere e ad un tratto
lui solleva un pò la testa
mi sorride e io mi perdo nel suo immenso
prigioniera di un incantesimo

CUSTODI D'AMORE di Petite Noir



La vita è un cambiamento continuo
dobbiamo essere felici quando 
in noi si affaccia un qualcosa di nuovo
una persona, una prospettiva
avendone cura
facendone buon uso di tutto quello
che di bello si può trarre da ciò
ma nel momento in cui quel qualcosa finisce
quel qualcuno va via
bisogna lasciarlo andare
non si posseggono le persone
non si hanno le cose
siamo i custodi temporanei di un numero svariato di cose
esse arrivano
magari restano un po
ma poi vanno via
e il ciclo continua

martedì 14 gennaio 2014

AMPLESSO IMMAGINARIO di Petit Noir




A due come noi basta poco per conoscersi un po
messaggi, messaggi e ancora messaggi
voglia di leggersi, scriversi, confrontarsi
viversi a distanza e desiderio di qualcosa di più
le nostre distanze ci consentono di essere più sinceri
essere se stessi, avere e ottenere fiducia l'uno nell'altra
complicità, affinità di pensiero poi la mente che galoppa
pensi che una conoscenza che a volte richiede anni dal vivo
qui si travalica, si diventa compagni in tempi molto brevi
e se si è fortunati si diventa qualcosa di più
un uomo, una donna
voglia di conoscersi, parlare, ridere, scherzare
poi sorge il desiderio di toccare
un bacio, sentire il gusto della saliva
l'abbraccio che ne sarà il prologo
corpi incerti premere l'uno contro l'altro
accarezzare, cercarsi l'uno nell'altra, sentirsi
mani che sfiorano, pelle tesa a donarsi alla ricerca di più
ed un offrirsi, come dire:
è qui per te, è il mio dono a te, ed io voglio
voglio tu lo senta
ed è una cosa viva, vera
e il toccarsi, baciarsi, fa sospirare entrambi
desiderare di sentirsi oltre
ricerca di pelle, carne e sudore
mani che cercano il contatto, accarezzano, possiedono
loro che diventano strumenti di piacere
e bocche anch'esse, frenetiche di passione
ed è piacere vero, provocarsi e..
carezze delicate che solo una donna sa donare
carezze speciali che solo un vero uomo sa fare
Bacini che si muovono all'unisono
seguendo un moto che sorge spontaneo
dalla ricerca di una profondità che sarà difficile ottenere
ma è anche un travolgente fluire di sensazioni
che insieme porta ad un dolce susseguirsi di fremiti
tutto questo non può avere altro nome
se non il tuo

VOLONTA' di Sereno Notturno




Ognuno può desiderare ciò in cui più crede, rimane un desiderio, sicuramente passando all'azione e decidendo di volerlo, renderebbe più verosimile l'attimo. Una scia che si trascina nell'anima fino a stridere coi pensieri.
In quell'istante tutto mutò cambiando scenario alla vita, la consapevolezza di riuscire e l'intento di volere, lasciavano il posto alla bieca ossessione del pensiero negativo.
Ascoltò il respiro di una sana emozione e i movimenti nella penombra che assestavano piaceri indefiniti ma profondi, rompeva i silenzi della stanza riempiendoli di note dall'orgasmo pulito, quelle stesse che teneva nascoste nella volonta di non farli sentire a chiunque.

TU di Andrea Rossi




Adoro quel filo di te
che lasci passare
ogni giorno dai miei occhi
senza vergogna oramai..
in completo imbarazzo
mentre mi regali le tue parole indecenti
fatte di burro e acqua di mare
di tartine al sapore di baci
e di orizzonti infiniti al limone..
quel tuo sentirti mia in mezzo alla gente
che ti guarda con i miei occhi
confusa e persa
più di me
nelle tue emozioni
che sanno sorridere anche per sbaglio..
il tuo sapore che inizia a deliziare
nelle pieghe delle mie abitudini
di cercarti ogni giorno
quando il sole e' gia' andato
lasciandomi i suoi colori in prestito
per mischiarli alle tue labbra rosse
carnose
impossibili
bagnate
come il mio desiderio
di regalarti il mio sorriso
mentre ti prendi il piacere
senza chiedermi il permesso..
quel tuo essere diversa
da quello che succede sempre
nella confusione della vita
in mezzo alle nostre illusioni
fritte con poco sale
condite con tanta maionese e sesso
fino a sentirci pieni
saturi di cioccolato fondente
da scivolarci dentro
tra le tue gambe
che non finiscono mai...