venerdì 14 febbraio 2014

IL MIO TEMPO di Fiona Miller



Capire con gli occhi, vivere con le mani,
toccare con l’anima, bere col cuore, pensare con la pelle,
leggere con le labbra...

giovedì 13 febbraio 2014

NOTTE DI SOGNI di Fiona Miller




Vivo di sentimenti arditi, di piogge che sanno ancora bagnarmi,
di momenti intensi, di sogni di cui non vergognarmi perché ancora so sognare...
Io che vivo la notte come se fosse la sola cosa
ancora in grado di salvarmi e perchè è di notte che sono convinta
che viva ancora la gente che sappia sognare...

C'ERANO UNA VOLTA di Alice Stregatta




Due sconosciuti che si piacquero. E fecero ciò che si fa quando ci si piace. Si cercavano, parlavano, avevano voglia di sapere. Di conoscere cose importanti e banalità. L'uno dell'altra.
Si tirarono in ballo alchimie e affinità. Esclusive e desiderio. Sorrisi, intesa e complicità.
Ma il gioco della conquista fu probabilmente troppo semplice.
Dopo l'unico, intenso e meraviglioso incontro, lui si ritrasse.
Iniziò ad usare doppie negazioni al posto di affermazioni.
Diradò presenza e comunicazione.
Fino ad interromperla.
Del tutto.
Lasciandola lì, con un sentimento ormai presente. Conclamato.
Lei non chiedeva nulla.
Solo di stare con lui.
Ma era troppo. Lui aveva la sua vita. Lui aveva altro da fare. O, semplicemente:
Lei non ne valeva la pena.

VOLERE di Sereno Notturno




Il modo scalzo di percorrere un'emozione, mi ricordava quel delizioso intuito che rimaneva a metà tra il volere e il percepire o più chiaramente il voler percepire.

AMO UN POETA SCIOCCO di Allie Walker




Perché fingi di dormire a mezzanotte,
quando i miei versi cominciano a cantare?
Riesci a sentire i miei passi in giardino
alla ricerca dei tuoi sospiri?
O la mia voce quando parlo con le rose
visto che tu mi ignori?
Sei un selvaggio che respira fuoco
e dipinge montagne. E non mi vedi.
Non vuoi vedermi.
Così mi sdraio tranquillamente,
guardo il cielo punteggiato di stelle
e sospesa tra la veglia e il sonno,
sperando di trovarti in un sogno,
ti cerco. Ti cerco nella mente
prima di cadere nell’oblio
sospesa nel tempo.
Cerco un tuo sorriso,
un tuo bacio, un tuo sospiro.
Tutto quello che vedo
sono pezzi di me
che galleggiano nella risacca.
E tu, mio amato poeta,
sei una sciocca musa
che gioca a nascondino
nel mio sogno.

C'ERA UNA VOLTA di Marco Belsette




C’era una volta un uomo, dal cuore duro,
quasi insensibile a tutto,
un cuore chiuso. Un giorno incontrò la tenerezza,
in una giornata così grigia,
così piovosa, che persino il sole decise di non uscire.
La tenerezza si avvicinò all’uomo,
infreddolita, completamente bagnata.
Chiunque sarebbe stato intenerito, ma non l’uomo,
che la guardò appena.
“ti prego” disse la tenerezza, “mi puoi aiutare?
Cerco solo un posticino asciutto,
giusto il tempo di cambiarmi e vado via!”.
Allora l’uomo la guardò senza parlare,
la fissò a lungo con occhi accigliati,
“va bene, se mi prometti di fare presto!”.
La tenerezza non si fece pregare ed entrò,
ci mise un po’ ad aprire le porte del cuore,
la ruggine bloccava la grossa serratura.
L’uomo si sedette, aveva l’espressione già diversa,
si sentiva bene, non succedeva da molto.
E passarono i secondi, i minuti e le ore,
la tenerezza non accennava ad uscire.
L’uomo che si era addormentato si svegliò,
avvertiva uno strano solletico nel petto
e capì che il suo cuore era ancora occupato.
“Perché ci stai mettendo così tanto?
Cosa stai facendo lì dentro? Io devo andare!”
Era strano sentire parlare così l’uomo,
Solitamente avrebbe urlato quelle parole,
sarebbe andato su tutte le furie,
invece parlò con una calma sospetta,
la sua voce risuonò pacata nella notte.
Si sentiva diverso, mai si era sentito così,
trovava quella sensazione stupenda
e grosse lacrime uscirono dai suoi occhi,
lacrime invisibili mescolate alla pioggia.
“Eccomi!” risuonò una voce all’improvviso,
“sì lo so, hai ragione, ci ho messo parecchio, ma vedrai
che ne è valsa la pena!” aggiunse.
Quando uscì, l’uomo fece fatica a non cadere,
provò mille sensazioni in un solo attimo,
capì perché la tenerezza ci aveva messo così tanto,
si era cambiata d’abito, era così diversa,
irriconoscibile, stupenda... era diventata Amore!

C'ERA UNA VOLTA LA FOLLIA di Allie Walker




Apro gli occhi sulla luce.
L'arrivo del mattino
mi rassicura sul mio esistere
“nonostante”
ma sopprimo la sensibilità
della coscienza e del dolore.
Circondata dalle mie illusioni
e dai labirinti mentali da attraversare,
-che mi aspettano con pazienza intrinseca-
mi stupisco di come io cammino
inghiottita dalle porte senza chiavi.
Calpesto la scacchiera della regina di cuori
-impavida- e mi ruba il vorticare
di un cappellaio matto
che mi espelle nell’azzurro cielo.
Mi trasporta un tappeto
ai confini dell’infinito
nel sontuoso spazio
nelle mille e una notte,
evaporo con i fumi del narghilè
nel benessere istantaneo di un oppiaceo.
E la mente affonda tra i vortici
delle acque di un lago fatato
per riemergere, poi, tra le nebbie
cavalcando un mostro squamoso
che accarezzo e bacio.
Con gli occhi bendati sul mondo,
anniento ciò che sono
-il mio esistere terreno-
e tra le pareti dell’infinito
volo solitaria dispiegando le ali
sui corridoi del tempo.
Invisibile agli esseri mortali
mi approprio del cristallino nulla,
dove tutto accade e niente invecchia
nel tempo sospeso dell’incoscienza.
Una colata di eternità
mi lascia appesa alle nenie
di un universo parallelo
dove tu mi attendi.
Forse l’irrinunciabile realtà?
Allungo una mano a toccarti,
per rassicurarmi della mia esistenza,
spazzando via la certezza della mia follia.