martedì 8 ottobre 2013

Una visione angelica di Gianluca Jazz Giannini


Nunzia è entrata in casa nostra come un alito di vento. Calzava tacchi altissimi e gonne che ondeggiavano come brezza liberando il suo profumo nell'aria.
Nunzia è la ragazza di mio fratello, quella di turno dovrei dire, perché nessuna rimaneva abbastanza da diventare parte dell'arredamento.
Il suo arrivo in casa nostra era stato annunciato come una storia seria, ma in effetti, io e la mia famiglia, oramai, eravamo abituati a credere che non ci sarebbe stata mai una fine a quel continuo via vai.
Fu la prima ragazza di mio fratello che trovai interessante, dico sul serio, mi sarebbe dispiaciuto vederla scomparire di punto in bianco. Molto spesso avevamo incrociato i nostri sguardi, il suo sembrava volermi chiedere qualcosa, ma sembrava non averne mai avuto il coraggio.
Il coraggio lo ebbe l'ultima giorno che stette con mio fratello, era abitudine che stesse a dormire in camera di mio fratello.
Casa nostra dispone di due bagni, più uno personale in camera dei nostri genitori, ero in doccia quando lei entrò come un alito di vento, indossava una vestaglia scura, cosa che potevo vedere dai vetri ghiacciati.
- Ci sono io Nunzia
- Lo so, per questo sono entrata
- Ma sono nudo! Cercai di ribattere inconciliabilità della sua presenza. E poi sei la ragazza di mio fratello.
- Non più, non sono più la ragazza di tuo fratello. Mi ha scaricata, come ha fatto con tutte.
Si era seduta sul water, dopo aver abbassato la tavoletta.
- Mi spiace, veramente. Sapevo che sarebbe finita così.
- Lo sapevi?
- Si mio fratello non è tipo da lunghi rapporti, ci sa fare, ma non riesce a stare fermo con alcuna delle ragazze, credo che un po' ne abbia paura.
- Paura?
Lo scroscio dell'acqua divenne improvvisamente freddo, era finita l'acqua calda.
- Nunzia dovrei uscire...., ti spiace voltarti e passarmi l'accappatoio.
- No, prima rispondi! Paura, perché?
- Paura credo di impegnarsi, legarsi saldamente a qualcuna. Per lui comporterebbe affidarsi a lei. Ora mi passi l'accappatoio?
- No, non hai ancora risposto.
- Che c'è? Cosa non hai ancora capito? Non vuole amore, ma sesso.
- Perché secondo te cosa facevamo in camera?
- Si sentivo cosa facevate, sentivo come ...lasciamo stare.
- No dillo su! Come godevamo, come scopavamo! Hai paura di dire le cose come stanno?
- Ci si stanca del sesso, è come una pagina bianca una volta riempita di parole non ce ne stanno altre. Probabilmente la vostra era già piena. L'amore invece va oltre la pelle, non si sazia mai.
- Dici?
- Vorrei avere il mio accappatoio e che tu ti voltassi?
- Tu non mi hai desiderato mentre stavo con tuo fratello?
- Che c'entra, questo sei una bella ragazza, e mi sei anche simpatica, adoro il tuo profumo e lo svolazzare delle tue gonne. Ma stavi con mio fratello.
- Ora non più
Le antine della doccia si aprirono e lei vi entro dentro con la sua vestaglia.
- Che fai? Non puoi, ieri stavi con mio fratello e ora vuoi fare l'amore con me.
- Shhhhhhh, sarà il nostro piccolo segreto, disse slacciandosi la vestaglia.
- No, non mi va, dissi uscendo dalla doccia, ma qualcosa mi tratteneva. La desideravo. L'eccitazione del membro mi tradiva. Così sentii afferrarmi il polso e non feci alcuna resistenza. Lei neppure, quando il mio sesso si fece strada nel suo. La parete sorreggeva le spinte, mentre le sue labbra cercavano le mie in una sorta di riscatto, io mi prendo il meglio, disse, fanculo tuo fratello.
Quando sentii stringermi le sue braccia al collo riconobbi il suo piacere invadermi. Poco dopo sentii bussare alla porta, era mia madre. Chiedeva di Nunzia?
- La lasciata Ma,
- Lo immaginavo ieri sera c'era troppo silenzio in camera loro. Il silenzio uccide i rapporti.
Mi veniva da ridere perché avevo zittito Nunzia mettendogli la mano sulla bocca.
- Non consumare tutta l'acqua, magari Nunzia vuol fare una doccia.
- Ok Ma, libero subito il bagno.
Nunzia guardò dentro gli occhi e mi bacio, sapeva di un addio quel bacio.
- Mi piacerebbe sentirti e vederti le dissi.
- Sapiamo tutti e due che i silenzi uccidono, e forse tra noi ce ne sono stati già troppi.
Raccolse la sua vestaglia e uscì dal bagno. Lasciò la porta socchiusa e la vidi calzare le sue scarpe con i tacchi, sarebbe stata un alito di vento per qualcun altro, per me era già diventata un sogno materializzatosi in una splendida visione. 


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